Danila Comastri Montanari
Danila Comastri Montanari (1948 — vivente), scrittrice italiana.
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[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Cave canem
(anno 19 dopo Cristo)
Le torce erano già state spente da un pezzo, e la grande domus sul Viminale giaceva immersa nel buio.
Appiattito contro la parete del peristilio, l'uomo si guardò attorno furtivo e avanzò all'ombra del colonnato, attento a non far scricchiolare i sandali. Giunto davanti all'ingresso, trasse un lungo sospiro e occhieggiò attraverso il traforo della porta intagliata. Come aveva previsto, il tablino era deserto: in assenza del padrone, che si trovava ad Anzio per un banchetto, nessun altro si sarebbe azzardato a metter piede in quella stanza. Scivolò dentro e si chiuse la porta alle spalle.
[modifica] Cui prodest?
(anno 46 dopo Cristo, inverno)
Quarto giorno primo delle Idi di gennaio
Un lungo applauso segnò la fine dell'interminabile seduta, e i trecento padri coscritti si riversarono in fretta sui gradini della Curia come uccelli bianchi e rossi all'assalto del becchime.
Publio Aurelio Stazio era di pessimo umore: a Roma faceva molto freddo quell'inverno, e quattro ore di immobilità sulle austere panche di marmo del Senato lo avevano ridotto a un pezzo di ghiaccio. La veste di rappresentanza, tunica col laticlavio e toga drappeggiata sul braccio scoperto, offriva un ben magro riparo ai morsi del gelo; gli inverni dovevano essere più miti nei secoli addietro, quando Catone il Censore tacciava di rammollito chiunque rifiutasse di andar nudo sotto la toga, considerò il patrizio rabbrividendo.
[modifica] Morituri te salutant
(anno 45 dopo Cristo, estate)
Vigilia delle Calende di giugno
Il senatore Publio Aurelio Stazio sedeva un po' rigido, accanto a Tito Servilio, nella tribuna coperta dietro al palco imperiale.
L'anfiteatro di Statilio Tauro, al Campo Marzio, era già pieno da scoppiare, ma altra gente continuava a riversarsi dai vomitoria, i larghi corridoi di accesso per la plebe. I giochi di quel giorno sarebbero stati memorabili: Claudio, grande appassionato di ludi, non aveva badato a spese per offrire al popolo romano quanto di meglio si fosse visto fino a quel momento in fatto di combattimenti di gladiatori.
[modifica] Parce sepulto
(anno 45 dopo Cristo, autunno)
Nono giorno prima delle Calende di novembre
Comodamente sdraiato su un divano del tablino, il senatore Publio Aurelio Stazio sorbiva a piccoli sorsi il Falerno caldo dalla sua coppa, annuendo di tanto in tanto.
Pomponia parlava da quasi un'ora, e il patrizio era già stato pienamente edotto su tutti gli scandali dell'Urbe, a partire da quelli che coinvolgevano la bellissima e disinvolta imperatrice Valeria Messalina. Cullata dall'ininterrotto cicaleccio della matrona, l'attenzione di Aurelio scivolava impercettibilmente verso altri lidi: le ceramiche attiche della sua collezione, il trattato di Columella sui giardini, le grazie della cortigiana Cinzia...
[modifica] Bibliografia
- Danila Comastri Montanari, Cave canem, Hobby & Work, 1999.
- Danila Comastri Montanari, Cui prodest?, Hobby & Work, 1999.
- Danila Comastri Montanari, Morituri te salutant, Hobby & Work, 1999.
- Danila Comastri Montanari, Parce sepulto, Hobby & Work, 1999.
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