David Ogilvy

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David Ogilvy (1911 – 1999), pubblicitario inglese.

Indice

[modifica] Senza fonte

  • Non mi sono sentito cattivo quando ho scritto quegli annunci su Porto Rico. Loro [gli statunitensi] hanno fatto conoscere l'industria e il turismo a un paese che è stato sull'orlo della carestia per 400 anni.

[modifica] Confessioni di un pubblicitario

[modifica] Incipit

Quattordici anni prima di scrivere queste Confessioni, mi ero trasferito a New York dove avevo aperto un'agenzia pubblicitaria. Gli americani mi davano del matto. Era impensabile, ai loro occhi, che uno scozzese capisse qualcosa di pubblicità.

[modifica] Citazioni

  • A questo punto non mi resta che offrire al lettore le mie ricette per cucinare una pubblicità in grado di far suonare in continuazione il campanellino del registratore di cassa. Sono undici comandamenti, cui si deve obbedire, se si vuol lavorare nella mia agenzia.
  1. Quel che si dice è molto più importante di come lo si dice.
  2. Se una campagna pubblicitaria non viene costruita intorno a una grande idea è destinata a fallire.
  3. Fate parlare i fatti.
  4. Non si convince la gente a comprare «annoiandola».
  5. Educazione sì, pagliacciate no.
  6. La pubblicità deve essere aggiornata.
  7. I comitati possono anche criticare una pubblicità ma non sono in grado di crearla.
  8. Se avete la fortuna di scrivere un buon annuncio, continuate a utilizzarlo fino al giorno in cui non funzionerà più.
  9. Non scrivete mai un annuncio che vi vergognereste di mostrare alla vostra famiglia.
  10. Creare l'Immagine di marca.
  11. Vietato copiare.

[modifica] Bibliografia

  • David Ogilvy, Confessioni di un pubblicitario, traduzione di Carlo Corsi, Lupetti, Milano, 1989. ISBN 88-85838-28-6

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