Discussione:Modi di dire milanesi

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Ho provato a chiedere in lmo.wiki di dare un'occhiata alla grafia. --Nemo 01:29, 23 ago 2008 (CEST)

Sì, ho controllato la grafia utilizzando quella milanese classica (o storica del Carlo Porta), cioè quella adoperata attualmente a Milàn (Milano) dal Circolo Filologico Milanese e, almeno a sentire il Prof. Claudio Beretta (che ci ha appena lasciati), prima della Guerra dalla maggior parte del mondo letterario lombardo occidentale. Ho scritto una breve nota sul termine Proverbi nei dialetti italiani su qui: [1] --Br3nn0s 13:13, 27 ago 2008 (CEST)

Senza fonte[modifica]

  • A la carlona
Alla cavolo
Essere poco o per nulla meticolosi. In particolare:
Fà i ròbb a la carlona, cioè svolgere una mansione in modo non meticoloso, male, svogliatamente, dando l'impressione di fare le cose quasi a caso tanto per far vedere di averle fatte.
Vess in gir a la carlona, cioè andare in giro, in modo svogliato e con poca cura.
  • Cuntà sù la stòria del mago.
Raccontare la storia del mago.
Essere costretti a raccontare per l'ennesima volta la stessa storia, come ai bambini che insistono per riascoltare una fiaba o storia simile (la storia del mago).
  • Offellee fà el tò mestee.
Pasticciere fai il tuo mestiere.
Suggerire a qualcuno di non fare qualcosa di cui non è capace, lasciandola fare a chi è capace.
  • Ona scarpa e ona sciavatta
Mezzo in una maniera, mezzo nell'altra.'
Avere poca cura, in particolare: Fà i ròbb ona scarpa e ona sciavatta, cioè fare una cosa metà in una maniera, metà nell'altra per svogliatezza, incapacità, inesperienza, malavoglia, incuria, pressapochismo.
  • Te see vegnuu giò con la pièna.
Sei venuto giù colla piena.
Ironico: sei proprio uno sciocco, un ingenuo che non sa né capisce nulla (portato a valle dal fiume in piena). Cfr. la locuzione cascare dal pero.