Discussione:Proverbi italiani

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Dio li fa e poi li accoppa[modifica]

Dio li fa e poi li accoppa secondo me non esiste! (è solo un gioco di parole su Dio li fa e poi li accoppia Marius 12:44, Nov 15, 2004 (UTC)

confermo, non esiste. --.mau. 13:39, Nov 15, 2004 (UTC)

Confermo che esiste Confermo anch'io, esiste--Ruanda 27 marzo 2007

O taccio o setaccio: vi risulta come proverbio?[modifica]

O taccio o setaccio: vi risulta che sia un proverbio italiano? Google non da nessun risultato... Grazie. DoppiaTemi le mie pagine!Di 16:30, 12 Feb 2006 (UTC)

vi risulta come proverbio?[modifica]

il mio ex capo citava spesso la frase " Se non e' scritto non e' detto!", vi risulta come proverbio? ciao, Ales

 --Potrebbe essere un riadattamento del proverbio latino verba volant, scripta manent ovvero "le parole volano, ciò che è scritto resta" -  ciao, Francesco

Da me si dice anche:" carta parla villan dorme."

Michael Nightwolf: Confermo entrambi i proverbi:o)

spiegazione dei proverbi[modifica]

Nè su Wikipedia nè su Wikiquote i proverbi vengono spiegati, Perchè?

Perché ci vuole tempo. Puoi inserire tu stesso delle spiegazioni. Nemo 16:50, 29 ago 2006 (UTC)

Bandiera italiana[modifica]

La bandiera italiana è da togliere per il noto motivo che questa è la wikiquote in lingua italiana e non della Repubblica Italia. --80.104.128.2 09:04, 5 feb 2007 (UTC)

Però è anche vero che questa voce non raccoglie proverbi in lingua italiana, ma proverbi dall'Italia; infatti, tutti i nostri proverbi sono in italiano. --Nemo 21:52, 21 nov 2008 (CET)

LAMENTELA (Che ricopio in world per evitare che sparisca anche se tanto rimangono le tracce e I.P. dei presunti vandali)[modifica]

Michael Nightwolf : Ho immesso diversi degli aforismi molti anni fa. Ammetto che la pagina doveva esser ricorretta perchè alcuni erano troppo simili e perchè da una regione all'altra i proverbi posson esser tramandati in maniera leggermente diversa,ma questo è il bello di wikipedia. Uno immette,un altro utente ripassa,corregge ed un bel lavoro di squadra. Poi arriva il traduttore o la traduttrice e fa il suo lavoro di redarla in un'altra lingua. Ho notato che alcuni aforismi sono spariti di nuovo. Io purtroppo non riesco a trovare tante delle fonti e non sò cosa farci. C'è un aforisma che non faccio tempo ad immettere che viene subito levato con prepotenza. L'aforisma è : "La donna non và violentata,ma và a poco a poco conquistata e l'uomo non và ammaliatato per poi esser solo sfruttato,ma come la donna và amato". Questo aforisma lo vorrei metter ai voti e vorrei capire perchè mi tocca andare a cercare il file world per reimmettere gli altri che son stati tolti. Più bello distruggere o costruire? più facile distruggere o costruire? Ho passato ore nella "sabbiera" ed anni fa lessi buona parte del regolamento. Sono divenuto un ex-wikipediano proprio per atti di vandalismo e nervosi vari. Se la pagina verrà lucchettata io non potrò più "piantonarla" perchè non sono più iscritto. :-(

È un aforisma inventato da te o un proverbio italiano? Nel primo caso, non puoi inserirlo nelle voci di Wikiquote; nel secondo caso, mancano le fonti: si presume che un proverbio di uso comune sia pur citato da qualche parte. --DOPPIA•DI 15:02, 24 gen 2010 (CET)

Michael Nightwolf : Grazie della risposta tempestiva.L'aforisma mi è stato tramandato oralmente.

In questo caso, spiacente, ma Wikiquote non riporta ricerche originali, cioè contenuti mai pubblicati altrove. Grazie. --DOPPIA•DI 15:16, 24 gen 2010 (CET)

Michael Nightwolf : Ok,grazie a te della delucidazione e buon lavoro. ★¯`·.·★_★·.·`¯★

Quali sono le origini del proverbio Per San Silvestro ogni oliva nel canestro?????

Parere[modifica]

Per migliorare questo elenco secondo me non vanno aggiunti altri 100 proverbi, bensì scremare 100 proverbi decaduti di dubbia verità o mal interpretabili che non hanno avuto successo. E poi semmai aggiungere una nuova pagina con vecchi p4roverbi caduti in disuso. Oppure nella stessa pagina fare un primo elenco di massimo 200 proverbi con quelli usati da tutti con cui sono tutti d'accordo, e poi un secondo elenco con proverbi meno utilizzati Il precedente commento non firmato è stato inserito da 95.237.134.171 (discussioni · contributi), in data 22:36, 28 dic 2012.

Noi non dobbiamo selezionare i proverbi, ma solo raccogliere tutti quelli che hanno una fonte, e scartare gli altri. --Spinoziano (scrivimi) 17:54, 15 gen 2013 (CET)

Senza fonte[modifica]

A[modifica]

  • A buon cavallo non occorre dir trotta.
  • A carnevale ogni scherzo vale.
  • A caval che corre, non abbisognano speroni.
  • A cavalier novizio, cavallo senza vizio.
  • A cavallo d'altri non si dice zoppo.
  • A cavallo di fuoco, uomo di paglia, a uomo di fuoco, cavallo di paglia.
  • A cavallo giovane, cavaliere vecchio.
  • A chi batte forte, si apron le porte.
  • A chi dai il dito, si prende anche il braccio.
  • A chi non vuol far fatiche il terreno produce ortiche.
  • A chi poco non basta, niente basta.
  • A chi vive di rapina non c'è cosa che sia nociva.
  • A ciascuno l'arte sua, e le pecore ai lupi.
  • A ciascuno le proprie oche sembrano cigni.
  • A confessore, medico e avvocato non tener il ver celato.
  • A goccia a goccia si scava la roccia.
  • A lavar la testa all'asino, ci rimetti il ranno e il sapone.
  • A morire e a pagare c'è sempre tempo.
  • A ogni giorno la sua fatica.
  • A padre avaro figliuol prodigo.
  • A pagare e a morire c'è sempre tempo.
  • A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina.
  • A quel che si vede metà si crede, a quel che si sente si crede niente.
  • A rubar poco si va in galera a rubar tanto si fa carriera.
  • A San Benedetto la rondine sotto il tetto.
  • A scherzare col fouco ci si brucia.
  • A usanza nuova non correre.
  • A' voli alti e repentini, sogliono i precipizi esser vicini.
  • Abbi paura del lupo, temi anche il tasso, ma stai alla larga dalle donne col culo basso.
  • Accade in un'ora, quel che non avviene in mille anni.
  • Accetta mille consigli, ma il tuo portalo avanti.
  • Acqua cheta rompe i ponti.
  • Acqua passata non macina più.
  • Ad ogni uccello il suo nido è bello.
  • Ad ognuno la sua croce.
  • Agosto: moglie mia non ti conosco.[1]
  • Ai macelli van più bovi che vitelli.
  • Aiutati che Dio ti aiuta.
  • Aiutati che il ciel t'aiuta.
  • Al can vecchio non dir mai va' a cuccia.
  • Al nemico che fugge ponti d'oro.
  • Al primo colpo non cade la quercia.
  • Alla candelora dall'inverno semo fora, ma se piove o tira vento, dell'inverno semo dentro.
  • Al tempo, al culo e ai padroni, non si comanda.
  • Al tempo, ai matti e ai padroni non si comanda.
  • Altezza è mezza bellezza.
  • Altri tempi, altri costumi.
  • Amico mio cortese, secondo le entrate, fate le spese.
  • Amore di villeggiatura soltanto un mese dura.
  • Anche nei cenci piange il denaro.
  • Anche tra le spine nascono le rose.
  • Anno nevoso anno fruttuoso.
  • Aria rossa o la piscia o la soffia.
  • Arcobaleno, domani è sereno.
  • Asino di natura chi non sa legger la sua scrittura.
  • Assai domanda chi ben serve e tace.
  • Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno.
  • Arrivata la gloria svanisce la memoria
  • Attacca la capra alla vigna, quello che ha fatto la mamma fà la figlia.
  • Avanzata inglese, ritirata spagnola.

B[modifica]

  • Bandiera vecchia onor di capitano.
  • Batti il ferro finché è caldo.
  • Bella vigna poca uva.
  • Bello in fasce brutto in piazza.
  • Bell'ostessa, conto caro.
  • Beni di fortuna passano come la luna.
  • Bisogna andare quando il diavolo è alla coda.
  • Bisogna fare buon viso a cattivo gioco.
  • Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare.
  • Bocca che tace mal si può aiutare.
  • Botte buona fa buon vino.
  • Botte piccola fa buon vino.
  • Brutta di viso, sotto il paradiso.
  • Brutto in fasce bello in piazza.
  • Buon seme dà buoni frutti.
  • Buon vino fa buon sangue.
  • Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo.

C[modifica]

  • Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre quella.
  • Campa cavallo che l'erba cresce.
  • Cane affamato non teme bastone. (Giovanni Verga)[2]
  • Cane che abbaia non morde.
  • Cane non mangia cane.
  • Cane vecchio non impara scherzi nuovi.
  • Carta canta e villan dorme.
  • Casa mia, casa mia, pur piccina che tu sia, resti sempre casa mia.
  • Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia tu mi sembri una badia.
  • Cavallo vecchio, tardi muta ambiatura.
  • Cane rabbioso, cane furioso.
  • Chi parla poco dice tanto.
  • Cavalier con quattro palle, il nemico ti è alle spalle.
  • Cavolo riscaldato e garzone ritornato, non fu mai buono.
Cavolo riscaldato, prete spretato, serva ritornata, fan la vita avvelenata.
  • Cento teste, cento cappelli.
  • Casa fatta e vigna posta, non si paga quanto costa.
  • Cessato il guadagno, cessa l'amicizia.
  • Chi a credenza molte merci spaccia, un presto fallimento si procaccia.
  • Chi accarezza la mula, buscherà dei calci.
  • Chiacchiere di forno, perdenza di pane.
  • Chi ama me, ama il mio cane.
  • Chi ara terra bagnata, per tre anni l'ha dissipata.
  • Chi arrizza, appicca e ammazza.
  • Chi ben chiude, ben apre.
  • Chi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro.
  • Chi ben comincia è a metà dell'opera.
  • Chi beve birra campa cent'anni.
  • Chi beve vino campa cent'anni.
  • Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.
  • Chi cento ne fa una ne aspetta.
  • Chi cerca trova e chi domanda intende.
  • Chi compra disprezza e chi ha comprato apprezza.
  • Chi ciuco si corica ciuco si ritrova.
  • Chi da gallina nasce convien che razzoli.
  • Chi di spada ferisce di spada perisce.[3]
  • Chi di speranza vive disperato muore.
  • Chi dice donna dice danno.
  • Chi dice quel che vuole sente quel che non vorrebbe.
  • Chi disprezza compra.
Chi compra sprezza.
Chi disprezza vuol comprare.
  • Chi domanda ciò che non dovrebbe, ode quel che non vorrebbe.
Chi cerca ciò che non dovrebbe, trova ciò che non vorrebbe.
  • Chi domanda non erra.
Chi domanda non fa errore.
  • Chi dorme d'agosto, dorme a suo costo.
  • Chi dorme non piglia pesci.
  • Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
  • Chi è in difetto è in sospetto.
  • Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.
  • Chi fa altrui mestiere, fa la zuppa nel paniere.
  • Chi fa da sé fa per tre.
  • Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.
  • Chi fa le fave senza concio, le raccoglie senza baccelli.
  • Chi fa più carezze che non suole, o t'ha gabbato o gabbar ti vuole.
  • Chi getta un seme l'ha da coltivare se vuol vederlo a tempo vegetare.
  • Chi ha bravo cuoco e amici sempre invita, se non ha buona entrata, ha buona uscita.
  • Chi ha carro e buoi fa bene i fatti suoi.
  • Chi ha dentro l'amaro non può sputare dolce.
  • Chi ha farina non ha la sacca.
  • Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti.
  • Chi ha ingegno lo mostri.
  • Chi ha polvere spara.
  • Chi ha portata la tonaca puzza sempre di frate.
  • Chi ha tempo non aspetti tempo.
  • Chi ha tutto il suo in un loco, l'ha nel fuoco.
  • Chi la dura la vince.
  • Chi la fa l'aspetti.
  • Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova.
  • Chi lava il capo a l'asino perde il ranno e 'l sapone.
  • Chi il vasto mare intrepido ha solcato, talvolta in piccol rio muore annegato.
  • Chi in casa tua ti metti, ti caccerà di casa.
  • Chi mal semina mal raccoglie.
  • Chi mal vive mal muore.
  • Chi mangia salato cade sempre malato.
  • Chi mena per primo mena due volte.
  • Chi mendica non sceglie.
  • Chi molto parla spesso falla.
  • Chi mordere non può, non mostri i denti.
  • Chi muore giace e chi vive si dà pace.
  • Chi muore tace e chi vive si dà pace.
  • Chi non risica non rosica.
  • Chi non sa fare insegna.
  • Chi non semina non raccoglie.
  • Chi non vuol stoppa arda, non l'accosti al fuoco.
  • Chi nasce afflitto muore sconsolato.
  • Chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo.
  • Chi nasce tondo non muore quadrato.
  • Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia.
  • Chi non comincia non finisce.
  • Chi non crede in Dio, crede nel diavolo.
  • Chi non ha testa abbia gambe.
Chi non ha testa abbia almeno buone gambe.
  • Chi non lavora non mangia.
  • Chi non mangia ha già mangiato.
Chi non mangia ha ben mangiato.
  • Chi non muore si rivede.
  • Chi non rìsica, non ròsica.
  • Chi non sa tacere, non sa parlare.
  • Chi non semina non raccoglie.
  • Chi non stima altri che sé, è felice quanto un re.
  • Chi pecora si fa, lupo se la mangia.
  • Chi per denaro s'è sposato, a vita sarà comandato.
  • Chi perde ha sempre torto.
  • Chi più ha più vuole.
  • Chi più ne ha più ne metta.
  • Chi più ne ha ne vuole.
  • Chi più sa meno crede.
  • Chi più spende meno spende.
  • Chi porta la moglie a ogni festa e il cavallo a bere a ogni fontana, alla fine dell'anno avrà il cavallo bolso e la moglie puttana.
  • Chi predica in diserto vi perde lo sermone.
  • Chi presta all'amico perde quello ed il denaro.
  • Chi presto parla, poco sa.
  • Chi prima arriva, meglio alloggia.
Chi prima va al mulino macina.
  • Chi prima nasce prima pasce.
  • Chi prima non pensa in ultimo sospira.
  • Chi ride degli altri ha molto da imparare.
  • Chi ride il venerdì piange la domenica.
  • Chi rompe paga e i cocci sono suoi.
  • Chi ruba poco ruba assai.
  • Chi sa fa e chi non sa insegna.
Chi sa fare fa e chi non sa fare insegna.
  • Chi sa il gioco non l'insegni.
Chi sa il trucco non l'insegni.
  • Chi scopre il segreto perde la fede.
  • Chi semina buon grano, ha poi buon pane.
  • Chi semina con l'acqua, raccoglie col paniere.
  • Chi semina raccoglie.
  • Chi semina vento, raccoglie tempesta.[4]
  • Chi serba serba al gatto.
  • Chi si accontenta gode.
  • Chi si attacca al poco, non esiterà a rubare molto.
  • Chi si aiuta Iddio l'aiuta.
  • Chi si assomiglia si piglia.
  • Chi si è scottato con l'acqua calda, ha paura anche di quella fredda.
  • Chi si fa i fatti suoi, campa cent'anni.
  • Chi si loda s'imbroda.
  • Chi si scusa si accusa.
  • Chi si vanta da solo non vale un fagiuolo.
  • Chi spera nell'altrui soccorso, mette il pelo più lungo [di quello] dell'orso.[5]
  • Chi tace acconsente.[6]
  • Chi tanto chi niente.
Chi troppo chi niente.
  • Chi tardi arriva male alloggia.
  • Chi tiene il letame nel suo letamaio, fa triste il suo pagliaio.
  • Chi troppo domanda, ha testa di matto.
  • Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente.
  • Chi troppo vuole, nulla ha. Chi troppo abbraccia, nulla stringe.
  • Chi troppo vuole nulla stringe.
  • Chi troppo stringe la corda, poi resta impiccato.
  • Chi trova un amico trova un tesoro.
  • Chi tutti sprezza, offende, insulta e sfida, pare che vada cercando uno che l'uccida.
  • Chi va a scuola, qualche cosa impara sempre.
  • Chi va a Roma perde la poltrona.
  • Chi va alla piazza dei dolori torna a casa con i suoi.
  • Chi va al mulino s'infarina.
  • Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare.
  • Chi va piano va sano e va lontano.
  • Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va incontro alla morte.
  • Chi va via perde il posto all'osteria.
Chi va dall'osto, perde il posto. (Il padrone è ritornato e il posto va ridato.)
  • Chi vince ha sempre ragione.
  • Chi vivrà, vedrà.
  • Chi vuol aver del mosto, zappi le viti d'agosto.
  • Chi vuol essere amato, divenga amabile.
  • Chi vuol far la contadina vesta il rosso col turchino.
  • Chi vuol impetrare, la vergogna ha da levare.
  • Chi vuole assai, non domandi poco.
  • Chi vuol di avena un granaio la sémini di febbraio.
  • Chi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.
  • Chi vuol pane meni letame.
  • Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
  • Chi vuol un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga uno solo.
  • Chi vuole i santi se li preghi.
  • Chi vuole vada e chi non vuole mandi.
  • Chiodo schiaccia chiodo.
Chiodo scaccia chiodo.
  • Chirurgo giovane e medico anziano.
  • Ciascun dal proprio cuor l'altrui misura.
  • Cielo a pecorelle acqua a catinelle.
  • Ciò che impari da giovane non dimentichi da vecchio.
  • Ciò che s'usa non fa scusa.
  • Col fuoco non si scherza.
  • Col nulla non si fa nulla.
  • Col pane tutti i guai sono dolci.
  • Come ti rifai il letto, così ti ci addormenti.
  • Con il tempo e con la paglia si maturano le sorbe.
  • Con le mani in mano non si va dai dottori.
  • Con il fuoco si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo.
  • Con il tempo l'acqua buca anche le rocce.
  • Con le buone maniere si ottiene tutto.
  • Con tre dita si scrivono libri, ma ci lavorano anche corpo e anima.
  • Contadini, scarpe grosse e cervelli fini.
  • Contro la forza la ragion non vale.
  • Corno passeggero non distrugge amor sincero
  • Corpo satollo anima consolata.
  • Corpo sazio non crede a digiuno.
  • Cortesia schietta, domanda non aspetta.
  • Cosa fatta capo ha.[7]
  • Cuor contento gran talento.
  • Cuor contento il ciel l'aiuta.
  • Cuor contento non sente stento.

D[modifica]

  • Da cosa nasce cosa.
  • Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.
  • Dagli un dito e si prenderà un braccio.
  • Date a Cesare quel che è di Cesare.[8]
  • Del prossimo anno chi l'entrata intacca, mangia il vitello in corpo della vacca.
  • Del senno di poi son piene le fosse.
  • Denari e santità la metà della metà.
  • Di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Di buoni proponimenti è lastricato l'inferno.
  • Di necessità virtù.
  • Dice il frumentone: tienmi largo, se vuoi che io ti carichi.
  • Dicono che è mercante anche chi perde, ma questo presto si ridurrà al verde.
  • Dieci soldi in più ma rosso.
  • Dietro al monte c'è la china.
  • Disgrazie e ombrelli sono più facili da portare quando sono degli altri.
  • Dio li fa e poi li accoppia.
  • Dio, se chiude una porta, apre un portone.
  • Dio manda il freddo secondo i panni.
  • Dio vede e provvede.
  • Disse il tarlo alla noce, dammi il tempo che ti foro.
  • Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
  • Domandando si va a Roma.
  • Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
  • Donna al volante pericolo costante.
  • Donna al volante lumaca ambulante.
  • Donna barbuta, coi sassi si saluta.
  • Donna barbuta, sempre piaciuta.
Donna baffuta, sempre piaciuta.
  • Donna nana, tutta tana.
  • Donna pelosa, donna virtuosa.
  • Donna ridarella, o santa o puttanella.
  • Donne e buoi dei paesi tuoi.
  • Donne e motori gioie e dolori.
  • Dov'è abbondanza di legna, vi è carestia di biade.
  • Dove andò la farina va il sacco.
  • Dove c'è gusto, non c'è perdenza.
  • Dove non va acqua ci vuol la zappa.

E[modifica]

  • È facile fare il finocchio con il sedere degli altri.
  • È la donna che fa l'uomo.
  • È la gaia pioggerella a far crescer l'erba bella.
  • È meglio avere i pantaloni rotti nel sedere che il sedere rotto nei pantaloni.
  • È meglio avere in borsa che vivere di speranza.
  • È meglio essere capo di lucertola che coda di leone.
  • Errare è umano, perseverare è diabolico.
  • Errare è umano, perdonare è divino.

F[modifica]

  • Fa' quello che il prete dice, non quello che il prete fa.
  • Facile è criticare, difficile è l'arte.[9]
  • Fai del bene e dimenticatene; fai del male e ricordatene.
  • Fare e disfare è tutto un lavorare.
  • Fatta la legge, trovato l'inganno.[10]
  • Fatta la sposa, tutti la vogliono
  • Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
  • Finché va quel tanto che basta lascia stare che se no si guasta.
  • Fino alla bara sempre s'impara.
  • Fintanto che la bocca mangia e il sedere rende, accidenti alle medicine e a chi le vende.
  • Fossi e capitagne benedicon le campagne.
  • Fuori pericolo ognuno è bravo.
  • Forte non è chi non cade mai, ma chi cadendo riesce a rialzarsi.
  • Forte non è chi non piange mai, ma chi piangendo riesce a sfogarsi.
  • Forbici, coltelli e cerini non vanno bene in mano ai bambini.
  • Fratelli coltelli, parenti serpenti.

G[modifica]

  • Gallina che non razzola, ha razzolato.
  • Gallina vecchia fa buon brodo.
  • Gioco di mani gioco di villani.
  • Gli sciocchi sono i primi a farsi sentire.
  • Gli uomini si incontrano e le montagne stanno ferme.
  • Goccia a goccia, s'incava la pietra.
  • Guarda te poi dirai a me.
  • Gobba a levante: luna calante, gobba a ponente: luna crescente.

H[modifica]

  • Ha cento volte un uomo flemma e giudizio, alla centuna corre al precipizio.
  • Ho veduto assai volte un piccol male non rispettato, divenir mortale.

I[modifica]

  • I figli sono pezzi di cuore.
  • I parenti sono come le scarpe: più stretti sono, più male fanno.
  • I soldi non fanno la felicità, figuratevi la miseria...
  • I soldi non fanno la felicità, ma la imitano benissimo...
  • I vecchi devono, i giovani possono.
  • Il barbiere ti fa bello, il vino ti fa sangue e la donna ti fa fesso.
  • Il bisognino fece trottar la vecchia.
  • Il buon lavoratore rompe la cattiva annata.
  • Il bravo legale è cattivo vicino.
  • Il bue disse <cornuto> all'asino.
  • Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.
  • Il cane è il miglior amico dell'uomo.
  • Il concime fa il foraggio, ed il foraggio fa il concime.
  • Il contadino che vende letame compra pidocchi.
  • Il dare è onore, il chiedere è dolore.
  • Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
  • Il domandare è senno, il rispondere è obbligo.
  • Il fieno fino non è per i somari.
  • Il freddo il gatto non lo mangia.
  • Il frutto non cade lontano dall'albero.
  • Il gioco è bello quando dura poco.
  • Il grano rado non fa vergogna all'aia.
  • Il lavoro nobilita l'uomo.
  • Il letto è il teatro dei poveri. (Aldous Huxley, Paradiso e inferno)
  • Il lupo non caca agnelli.
  • Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
  • Il marito geloso muore cornuto.
  • Il mattino ha l'oro in bocca.
Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.
  • Il male peggiore sembra sempre quello che ci tocca.
  • Il matrimonio è la tomba dell'amore.
  • Il medico pietoso fa la piaga ulcerosa.
  • Il meglio è nemico del bene.
  • Il pane è la biada dell'uomo.
  • Il passato non va dimenticato, ma va accantonato.
  • Il peggior passo è quello dell'uscio.
  • Il pesce puzza dalla testa.
  • Il piacere che più appaga è fumar mentre si caga.
  • Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.
Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.
  • Il sapere è di tutti.
  • Il silenzio è d'oro, la parola d'argento.
  • Il sole bacia i belli.
  • Il tempo è danaro.
  • Il ventre non ha orecchi.
  • Impara l'arte e mettila da parte.
  • In bocca chiusa non entrano mosche.
  • In campagna gode il metro.
  • In casa non c'è che un servo, e si chiama padrone.
  • In chiesa coi santi e in taverna con i ghiottoni.
  • In compagnia un prete prese moglie.
  • In un mondo di ciechi occhio di lince è quello con un occhio solo.
  • Innanzi alla virtù Dio ha messo il dolore.
  • I soldi vanno sempre dove ce n'è.
  • I miracoli non accadono due volte.

L[modifica]

  • Larga la foglia stretta la via dite la vostra che ho detto la mia
  • La fortuna con il tempo diventa classe.
  • L'abito non fa il monaco.
  • L'abito non fa il monaco, ma lo veste.
  • L'acqua corre al mare.
  • L'acqua cheta rovina i ponti.
  • L'acqua di maggio inganna il villano, par che non piova e si bagna il gabbano.
  • L'acqua fa l'orto.
  • L'acqua fa marcire i pali.
  • L'acqua fa marcire la pancia e fa venire i vermi.
  • L'acqua fa venire le rane nella pancia.
  • L'acqua lontana non spegne il fuoco.
  • L'acqua non è fatta per sposarsi.
  • L'acqua non si rifiuta neanche al peggior nemico. (detto meridionale)
  • L'amico si riconosce nel momento del bisogno.
  • L'asino che ha fame mangia ogni strame.
  • L'amore è cieco.
  • L'amore è cieco, ma la sfortuna ci vede benissimo.
  • L'amore e il naso rosso non si possono nascondere.
  • L'amore non è bello se non è litigarello.
  • L'anima dell'uomo non è un sacco da riempire, ma un fuoco da accendere.
  • L'apparenza inganna.
L'apparenza inganna e lo specchio mente.
  • L'appetito non vuol salsa.
  • L'appetito vien mangiando.
  • L'arcobaleno la mattina bagna il becco della gallina; l'arcobaleno la sera buon tempo mena.
  • L'asino vecchio muore a casa del povero.
  • L'assai basta e il troppo guasta.
  • L'eccezione conferma la regola.
  • La paglia vicino al fuoco brucia.
  • L'Epifania tutte le feste porta via.
  • L'erba "voglio" non cresce neanche nel giardino del re.
  • L'ignorante afferma, il saggio dubita, il sapiente riflette.
  • L'occasione fa l'uomo ladro.
  • L'occhio del padrone ingrassa il cavallo.
  • L'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza.
L'ospite e il pesce dopo tre dì rincresce.
  • L'ozio è il padre di tutti i vizi.
  • L'uccello in gabbia canta per invidia o per rabbia.
  • L'unione fa la forza.
  • L'uomo ordisce e la fortuna tesse.
  • L'uomo per la parola e il bue per le corna.
  • L'uomo propone e Dio dispone.
  • L'uomo propone e la donna dispone.
  • L'uomo senza denari è un morto che cammina.
  • L'uovo sodo strozza il gallo
  • L'uso serve di tetto ai molti abusi.
  • La bella moglie non l'ottiene l'infingardo.
  • La calma è la virtù dei forti.
  • La classe non è acqua.
  • La coda è la più lunga da scorticare.
  • La contentezza viene dalle budella.
  • La corda troppo tesa si spezza.
  • La coscienza vale mille testimoni e per mille accusatori.
  • La credenza è un errore si perde il denaro e l'avventore.
  • La dieta ogni cosa quieta.
  • La donna è come l'ombra: se l'insegui ti scappa, se scappi t'insegue.
  • La donna farà la fortuna di un uomo o farà la sua rovina.
  • La fame caccia il lupo dal bosco.
  • La fame è cattiva consigliera.
  • La farina del diavolo va tutta in crusca.
  • La fortuna aiuta gli audaci
  • La fortuna è cieca.
La fortuna è cieca; ma la sfortuna ci vede benissimo.
  • La fortuna non vuol fare anticamera.
  • La finzione poco vale per chi è del mestiere.
  • La fretta è cattiva consigliera.
  • La gatta frettolosa fa gattini ciechi.
  • La giraffa allunga il collo.
  • La goccia va sempre verso il mare.
  • La lingua batte dove il dente duole.
  • La lingua ossa non ha ma spezza le ossa.
  • La luna di gennaio è la luna del vino.
  • La luna di gennaio fa luce come giorno chiaro.
  • La luna mente: quando fa la C diminuisce, quando fa la D cresce.
  • La luna non cura l'abbaiar dei cani.
  • La luna regge il lume ai ladri.
  • La luna, se non riscalda, illumina.
  • La mala erba non muore mai.
La mala erba cresce presto.
  • La mala nuova la porta il vento.
  • La mamma dei cretini è sempre incinta.
  • La morte non ha paura del medico.
  • La migliore difesa è l'attacco.
  • La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto.[11]
  • La necessità aguzza l'ingegno.
  • La notte porta consiglio.
  • La pazienza è la virtù dei forti.
  • La pazienza non è infinita e c'è gente che farebbe perder la pazienza anche ai Santi.
  • La pianta si conosce dal frutto.
  • La prima acqua è quella che bagna.
  • La prima gallina che canta ha fatto l'uovo.
  • La Quaresima è corta per chi ha da pagare a Pasqua.
  • La religione non muore.
  • La ricchezza del contadino sta nelle braccia e chi ne vuole se ne faccia.
  • La saetta gira gira, torna addosso a chi la tira.
  • La semplicità era al principio del mondo, la semplicità sarà alla fine del mondo.
  • La sera leoni, la mattina coglioni.
  • La speranza è cattivo denaro.
  • La speranza è il pane dei poveri.
  • La speranza è il patrimonio dei bisognosi.
  • La speranza è il sogno dell'uomo desto.
  • La speranza è la miglior consolazione nella miseria.
  • La speranza è la miglior musica del dolore.
  • La speranza è la moneta spicciola della vita.
  • La speranza è la ricchezza dei poveri.
  • La speranza è l'ultima a morire.
  • La speranza è sempre verde.
  • La speranza è un balsamo per i cuor piagati.
  • La speranza è un piatto magro.
  • La speranza è un sogno nella veglia.
  • La speranza infonde coraggio anche al codardo.
  • La speranza ingrandisce, l'esperienza rimpicciolisce.
  • La speranza spesso è preferibile alla realtà.
  • La speranza troppo a lungo protratta strugge il cuore.
  • La superbia moltiplica i nostri nemici e mette in fuga i nostri amici.
  • La superbia mostra l'ignoranza.
La superbia è figlia dell'ignoranza.
  • La superbia va a cavallo e torna a piedi.
  • La vanga ha la punta d'oro, la zappa d'argento, l'aratro di ferro.
  • La vecchiaia si presenta con diciannove mancamenti e la goccia al naso che fa venti.
  • La vera nobiltà sono i costumi.
  • La verità viene sempre a galla.
  • La veste copre gran difetti.
  • La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.
  • La vigna dice: "porta, ché riporti".
  • La virtù sta nel mezzo.
  • La vita è breve e l'arte è lunga.
  • La vita è il fine e il dì loda la sera.
  • Lavoratore buono, d'un podere ne fa due.
  • Le bugie hanno le gambe corte.
  • Le cattive nuove volano.
  • Le chiacchiere non fanno farina.
  • Le cose lunghe diventano serpi.
Le cose lunghe prendono vizio.
  • Le disgrazie non vengono mai sole.
  • Le donne degli altri sono sempre più "bone".
  • Le donne hanno i capelli lunghi e i cervelli corti.
  • Le donne non si toccano neanche con un fiore.
  • Le donne ne sanno una più del diavolo.
  • Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.
  • Le parole sono femmine e i fatti sono maschi.
  • Le querce non fanno le melarance.
  • Le rose cascano, le spine restano.
  • Le rose sono belle, ma con esse ti puoi pungere.
  • Le teste di legno fan sempre rumore.
  • Le strade dell'inferno sono tutte lastricate di buoni propositi.
  • Le vacche nella stalla arricchiscono la borsa.
  • Le vie della provvidenza sono infinite.
  • Lento a mangiare, lento a lavorare.
  • Letame di cavallo non fa fallo, quello di bue fa quello che può, quello di pecora fa moltissimo.
  • Le arance sono oro al mattino; argento a mezzogiorno e piombo la sera.
  • Lo specchio riflette senza parlare, la donna parla senza riflettere.
  • Loda il gran campo e il piccolo coltiva.
  • Loda il monte e tieniti al piano.
  • Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.[12]
  • Lupo non mangia lupo.

M[modifica]

  • Mai piangere sul latte versato: si aggiunge bagnato al bagnato.
  • Mai si contrasta, con chi ha che perdere.
  • Mal si giudica il cavallo dalla sella.
  • Mal voluto non fu mai troppo.
  • Male che si vuole non duole.
  • Mal comune mezzo gaudio.[13]
  • Mal può rendere ragion del proprio fatto chi lardo, o pesce lascia in guardia al gatto.
  • Martello d'oro non rompe le porte del cielo.
  • Marzo pazzerello, se c'è il sole, porta l'ombrello.
  • Mazza e panella fanno i figli belli.
  • Meglio avere il sedere gelato che un gelato nel sedere.
  • Meglio comandare che fottere.
  • Meglio essere invidiati che compatiti.
  • Meglio essere temuti piuttosto che essere amati
  • Meglio far invidia che far pietà.
  • Meglio l'uovo oggi che la gallina domani.
  • Meglio la pancia piena che la faccia rossa
  • Meglio poco che niente.
  • Meglio soli che male accompagnati.
  • Meglio tardi che mai.
  • Meglio un fringuello in gabbia che un tordo in frasca.
  • Meglio una brutta sentenza che un bel funerale.
  • Meglio una festa che cento festicciole.
  • Meglio una torta in due che una cacca da soli.
  • Meglio un asino vivo che un dottore morto.
  • Meglio un morto in casa che un pisano all'uscio di casa.[14]
  • Moglie e buoi dei paesi tuoi.
Donne e buoi dei paesi tuoi.
  • Meno siamo meglio stiamo.
  • Moglie maglio.
  • Molto fumo poco arrosto.
  • Morir per Cristo, è vivere; vivere senza Cristo è morire.
  • Morto un papa se ne fa un altro.
  • Mostra la borsa e ti sarà rubata.

N[modifica]

  • Nacque per nulla chi vive sol per sé.
  • Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
  • Ne ammazza più la gola che la spada.
Ne uccide più la lingua che la spada.
  • Né di Venere né di Marte né ci si sposa né si parte, né si dà pricipio all'arte.
  • donna, né tela a lume di candela.
  • Ne sa più un matto in casa sua che un saggio in casa d'altri.
  • Necessità fa legge.
  • Neanche il cane muove la coda per niente.
  • Nel dubbio astieniti.
  • Nel regno dei ciechi anche un orbo è re.
Nella valle dei ciechi ogni orbo è un re.
  • Nella botte piccola, c'è vino buono.
  • Nella vita si paga tutto.
  • Nelle sventure si vede l'amico.
  • Nessuno è tanto vecchio che non creda di vivere ancora un anno.
  • Nessuna nuova, buona nuova.
  • Nessuna donna nasce prostituta.
  • Nessuno deve vergognarsi di domandare quel che non sa.
  • Nessuno è profeta in patria.[15]
  • Non bisogna dipingere il diavolo più brutto di quello che è.
  • Non bisogna darsi un obiettivo,bisogna superarlo.
  • Non cade foglia che Dio non voglia.
Non si muove foglia che Dio non voglia.
  • Non c'è Carnevale senza luna di Febbraio.
  • Non c'è due senza tre. (...e il quattro vien da sè).
  • Non c'è fumo senza arrosto.
  • Non c'è gallina o gallinaccia che a gennaio l'uovo non faccia.
  • Non c'è intoppo per avere, più che il chiedere e temere.
  • Non c'è pane senza pena.
  • Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
  • Non c'è regola senza eccezioni.
  • Non c'è rosa così bella che da ultimo non avvizzisca.
  • Non comperar mai panno che senta lo vergato.
  • Non datemi consigli: so sbagliare anche da solo.
  • Non destare il can che dorme.
  • Non dir brutta a una donna.
  • Non domandare all'oste se ha buon vino.
  • Non dire tre se non hai quattro.
  • Non divertirsi riduce l'uomo tonto.
  • Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.
  • Non è oca in casa sua.
  • Non è pazzo il carnevale ma chi gli va dietro.
  • Non è sempre oro ciò che luccica.
Non è tutto oro quel che brilla.
Non è tutt'oro quel che luccica.
  • Non fare alle capate con i muriccioli.
  • Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso.
  • Non fare il male ch'è peccato, non fare il bene ch'è sprecato.
  • Non fare il passo più lungo della gamba.
  • Non fare l'asino che l'erba costa.
  • Non giudicare chi bussa alla tua porta dalla lunghezza della strada che ha percorso per arrivare da te.
  • Non giudicare se non vuoi esser giudicato.[16]
  • Non mettere un rasoio in mano a un pazzo.
  • Non nominare la corda in casa dell'impiccato.
Non si parla di corda in casa dell'impiccato.
  • Non si giudica un libro dalla copertina.
  • Non ogni lettera va alla posta, non ogni domanda vuole risposta.
  • Non piangere sul latte versato.
  • Non pianse mai uno che ridesse l'altro.
  • Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.
  • Non si deve aver vergogna, a domandar quel che bisogna.
  • Non si entra in Paradiso a dispetto dei Santi.
  • Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
  • Non si fa niente per niente.
  • Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
  • Non sputare in cielo, che in faccia ti viene.
  • Non te fidare in omo che aggia rotto il groppone.
  • Non tutte le ciambelle riescono col buco.
  • Non tutto il male viene per nuocere.
  • Non v'è armonia più bella dell'armonia del cuore e della bocca.
  • Non v'è debole che non si possa aiutare.
  • Non v'è più superbo d'un povero arricchito.
  • Non vendere la pelle dell'orso finché non l'hai ucciso

O[modifica]

  • Occhio che piange, cuore che sente.
  • Occhio non vede, cuore non duole.
  • Occhio per occhio, dente per dente. [17]
  • Oggi a me domani a te.
  • Ogni bel cantare va a noia.
  • Ogni bel gioco dura poco.
  • Ogni cuffia per la notte è buona, e al buio la villana è bella quanto la dama.
  • Ogni goccia d'Aprile vale mille lire.
  • Ogni lasciata è persa.
  • Ogni legno ha il suo tarlo.
  • Ogni medaglia ha il suo rovescio.
  • Ogni promessa è debito.
  • Ogni simile ama il suo simile.
  • Ogni uccel fà il suo canto.
  • Ognuno è artefice della propria fortuna.[18]
  • Ognuno faccia il suo mestiere.
  • Ognuno fa il bravo a casa sua.
  • Ognuno ha ciò che merita.
  • Ognuno sa ballare quando la fortuna suona.
  • Ognuno ha la sua croce.
  • Ognuno tira l'acqua al suo mulino quando c'è di mezzo il grano.
  • Ognuno per sé e Dio per tutti.
  • Olio di lucerna, ogni mal governa.
  • Orto, uomo morto.
  • Ospite raro ospite caro.

P[modifica]

  • Paese che vai usanza che trovi.
  • Paga il giusto per il peccatore.
  • Pancia piena non crede al digiuno.
  • Pancia vuota non sente ragione.
  • Pane finché dura, ma vino a misura.
  • Pane al pane e vino al vino.
  • Parenti serpenti.
  • Parere e non essere è come filare e non tessere.
  • Parla come mangi.
  • Parola e sasso quando sono lanciati non tornano indietro.[19]
  • Patti chiari amicizia lunga.
  • Passata la festa, gabbato lo santo.
  • Patti chiari amici cari.
  • Peccato confessato è mezzo perdonato.
  • Pela il fico al nemico e la pèsca all'amico.
  • Per essere amabili, bisogna amare.
  • Per essere un buon comandante, bisogna aver fatto una grande guerra.
  • Per san Benedetto [21 marzo[20]], la rondine è sotto il tetto.
  • Per San Silvestro [31 dicembre], ogni oliva nel canestro.
  • Per un punto Martin perse la cappa.
  • Perché dal proprio cuor ciascun l'altrui misura.[21]
  • Piemontesi falsi cortesi, romani falsi e villani.
  • Piove sempre sul bagnato.
  • Poca brigata vita beata.
  • Poca gente, bella festa.
  • Poca farina fa poco pane.
  • Poi è parente di mai.
  • Prima di domandare, pensa alla risposta.
  • Prima di giudicare una persona ci devi mangiare assieme. (detto meridionale)
  • Prima Pensa, Poi Parla, Perché Parole Poco Pensate Portano Pena. (Proverbio delle dieci "P").
  • Primo prossimo è me medesimo.
  • Profuma di rosa ma rosa non è: dimmi cos'è?
  • Pruna mangiane una, di cirase quanto ne trase. (Proverbio Siciliano: "Di prugne mangiane solo una, di ciliegie quanto ce ne stanno nella pancia").
  • Più confusa che persuasa. (detto meridionale)

Q[modifica]

  • Qual proposta tal risposta.
  • Quale uccello, tale nido.
  • Quando arriva la gloria svanisce la memoria.
  • Quando c'è la salute, c'è tutto. (Luigi Arnaldo Vassallo)
  • Quando c'è gusto non c'è perdenza.
  • Quando hai il minimo dubbio non ci sono dubbi.
  • Quando il capello è bianco e la barba grigia, sembra di pigiar ma non si pigia
  • Quando il cul è avvezzo al peto non si può tenerlo cheto
  • Quando il gatto non c'è i topi ballano.
  • Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.
  • Quando il pesce viene a riva, chi non lo piglia ci scappa via.
  • Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti il vino.
  • Quando la man non prende, canton di casa rende.
  • Quando la neve si scioglie si scopre la mondezza.
  • Quando la pera è matura casca da sola.
  • Quando l'Uomo non fa il capofamiglia la donna "scasa" (va fuori di testa).
  • Quando non sai, frequenta il domandare.
  • Quando non si ha voglia di nulla, si ha bisogno di tutto.
  • Quando non si sa cosa dire, la cosa miglior da fare è tacere.
  • Quando piove col sole le vecchie fanno l'amore.
Quando piove col sole il diavolo fa l'amore.
Quando piove col sole il diavolo si sposa.
Quando piove col sole le volpi si sposano.
  • Quando piove col sole si pettinano le streghe.
  • Quando si mangia non si parla.
  • Quando si parla non si mangia.
  • Quando tu senti nominar Maria non domandare se vigilia sia.
  • Quando si è in ballo bisogna ballare.
  • Quando il povero fa bene al ricco il diavolo scoppia dalle risate.
  • Quando vedi il porcello corrigli dietro col coltello. (proverbio calabrese: "quando si presenta l'occasione coglila, anzi: approfittane").
  • Quel che è fatto è reso.
  • Quel che non vuole quando può, non potrà quando vuole.
  • Quello che si fa il primo dell'anno si fa tutto l'anno.
  • Quello del formaggio prima o poi arriva sempre.
  • Quando il treno passa vicino alla foglia, la foglia vola
  • Quattro lumi non s'accendono

R[modifica]

  • Rana di palude sempre si salva.
  • Raglio d'asino non sale al cielo.
  • Regalare aghi o coltelli porteranno litigi.
  • Regalare perle o fazzoletti porteranno lacrime.
  • Rendere pan per focaccia.
  • Ride bene chi ride l'ultimo.
  • Rimediare al male nei suoi principi.
  • Roba calda il corpo non salda.
  • Roma non fu fatta in un giorno.
  • Rosso di sera bel tempo si spera; rosso di mattina, brutto tempo si avvicina.
  • Rosci e cani pezzati ammazzali appena nati.
  • Rovo in buona terra covo.

S[modifica]

  • Salva la spada non salvare la donna.
  • Salta chi può.
  • Sasso che rotola non fa muschio.
  • Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
  • Scherza con i fanti e lascia stare i Santi.
  • Scherzando intorno al lume che t'invita, farfalla perderai l'ali e la vita.
  • Scherzo di mano, scherzo di villano.
Giuoco di mano, giuoco da villano.
  • Scusa non richiesta, accusa manifesta.[22]
  • Se ari male, peggio mieterai.
  • Se dici di amarmi, ho tanta fiducia. Se tanta ne hai sei tutta per me. Quindi ci sposiamo. ("16 di amarmi, 80 fiducia. 70 ne hai 6 tutta per me. 15 sposiamo").
  • Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse.
  • Se il coltivatore non è più forte della sua terra, questa finisce per divorarne.
  • Se la mano non prende, la casa rende.
  • Se le lattughe lasci in guardia alle oche, al ritornar ne troverai ben poche.
  • Se mangi, bevi e il culo rende, a quel paese le medicine e chi le vende.
  • Semina quando vuoi che a giugno mieti.
  • Se non è zuppa è pan bagnato.
  • Senza denari non canta un cieco.
Senza denari non si canta messa.
  • Sia lodato Gesù Cristo, chi è povero e malvisto.
Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato e il diavolo sia impiccato.
  • Se vuoi riconoscenza, non fare favori.
  • Se son rose, fioriranno.
  • Si dice il peccato, ma non il peccatore.
  • Si parla del diavolo e spuntano le corna.
Si parla del lupo e ne spunta la coda.
  • Si stava meglio quando si stava peggio.
  • Soffia due o tre volte quando è caldo il boccone.
  • Solo Dio è senza difetto.
  • Sono sempre gli stracci che vanno all'aria.
  • Sono tutti froci con il culo degli altri.
  • Sotto il grande sasso, dorme il grande pesce.
  • Sotto la luna marzolina nasce l'insalatina.
  • Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame.
  • Spesso a chiaro mattino v'è torbida sera.
  • Sposa bagnata, sposa fortunata.
  • Studia, non per sapere di più, ma per sapere meglio degli altri.

T[modifica]

  • Tale padre, tale figlio.[23]
  • Tanti galli a cantar non fa mai giorno.
  • Tanti pochi fanno un tanto.
  • Tanto è oculato il potere, tanto è cieca l'obbedienza
  • Tanto fumo poco arrosto.
  • Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino.
  • Tempo, marito e figli, vengono come li pigli.
  • Tentar non nuoce.
  • Terra assai, terra poca.
  • Terra bianca tosto stanca.
  • Terra coltivata, raccolta sperata.
  • Terra negra buon grano mena.
  • Tira più un pelo di donna che un carro di buoi.
Tira più un pelo di figa che un carro di buoi.
  • Tra cani non si mordono.
  • Tra i due litiganti il terzo gode.
  • Tra i due litiganti Satana gode
  • Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
  • Tra moglie e marito non mettere il dito.
  • Tre S attraggono le persone: Sesso, Sangue e Soldi
  • Tre cose vuole il campo: buon lavoratore, buon seme, buon tempo.
  • Tromba di culo, sanità di corpo.
  • Troppa familiarità genera disprezzo.
  • Troppi cuochi guastano la cucina.
  • Troppi galli nel pollaio dopo un po' si beccano.
  • Troppo caro è quel miele che si lecca delle spine.
  • Trovare pane per i propri denti.
  • Tutte le strade portano a Roma.
  • Tutte le volpi finiscono in pellicceria.
  • Tutti i fiumi vanno al mare.
  • Tutti i guai son guai, ma il guaio senza pane è il più grosso.
  • Tutti i gusti son gusti.
  • Tutti i mestieri danno il pane.
  • Tutti i nodi vengono al pettine.
  • Tutti i salmi finiscono in gloria.
  • Tutto è bene quel che finisce bene.[24]
  • Tutto il mondo è paese.[25]

U[modifica]

  • Uccelin che mette coda vuol mangiare in ogni ora.
  • Ucci, ucci, sento odor di cristianucci.
  • Un bel tacer non fu mai scritto.[26]
  • Un padre campa cento figli e cento figli non campano un padre.
  • Un bacio tira l'altro e si finisce in sala parto.
  • Un giorno senza sorriso è un giorno perso.
  • Un uomo sulla luna non sarà mai interessante quanto una donna sotto il sole.
  • Una causa cattiva peggiora col volerla difendere.
  • Una ciliegia tira l'altra.
Una parola tira l'altra.
  • Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso.
Una mano lava l'altra e due lavano il secchio.
  • Una mela al giorno toglie il medico di torno.
  • Una ne paga cento.
Una ne paga tutte.
  • Una piccola scintilla desta grande fuoco.
  • Una rondine non fa primavera.
  • Una testa savia ha la bocca chiusa.
  • Una volta corre il cane e una volta la lepre.
  • Una volta per uno non fa male a nessuno.
  • Uno semina l'altro raccoglie.
  • Un uccello ammaliziato non dà retta alla civetta.
  • Uomo a cavallo, sepoltura aperta.
  • Uomo avvisato, mezzo salvato.
  • Uomo morto non fa più guerra.
  • Uva o melone, ma ognuno alla sua stagione.

V[modifica]

  • Vacche e buoi dei paesi tuoi.
  • Vacche e buoi di strigliare spesso bada, perché la striglia è una seconda biada.
  • Vai a letto presto, svegliati di buon mattino e desterai l'invidia del vicino.
  • Val più un cattivo accordo che una buona sentenza.
  • Vale più un briciolo di fortuna che un pozzo di sapienza.
  • Vale più un fatto di mille parole.
  • Vale più un testimone di vista che l'udito.
  • Vanga e zappa non vuol digiuno.
  • Vanga piatta poco adatta.
  • Vedere e non toccare è una cosa da imparare.
Guardare e non toccare è una cosa da imparare.
  • Vento fresco, mare crespo.
  • Vicino alla chiesa, lontano da Dio.
  • Vita quieta, sobria dieta, mente lieta.
  • Vizio di natura, fino alla fossa dura.
Vizio di natura, fino alla morte dura.
  • Voglia di lavorare saltami addosso e fammi lavorare meno che posso.

Note[modifica]

  1. Titolo di un'opera di Achille Campanile del 1930, passato a proverbio e modo di dire comune.
  2. Citato anche nel film Il cammino della speranza.
  3. Proverbio che trae origine dalla frase di Gesù che rimproverò un discepolo per aver mozzato con un colpo di spada un orecchio ad uno di coloro che erano venuti ad arrestarlo: Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Matteo, 26, 52
  4. Dall'Antico Testamento, Libro di Osea, 8, 7: E poiché hanno seminato vento | raccoglieranno tempesta.
  5. Cioè dovrà attendere molto, troppo a lungo.
  6. Ripreso da un Decretale di Papa Bonifacio VIII: Qui tacet, consentire videtur.
  7. Risale alla guerra tra guelfi e ghibellini nella Firenze medioevale e corrisponde al proverbio latino Factum infectum fieri non potest (ciò che è fatto è fatto).
  8. Citazione di Gesù dal Vangelo secondo Matteo, 22, 21: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio".
  9. Ripreso dalla commedia francese Le Glorieux di Philippe Néricault Destouches.
  10. Dal latino: Facta lex inventa fraus.
  11. Plutarco, La vita di Cesare.
  12. Ripreso dall'opera l'Imitazione di Cristo, attribuita a Tommaso da Kempis, Jean Gerson e Giovanni Gersen.
  13. Un bello spirito ebbe ad osservare come, applicando questo proverbio, una pestilenza equivalga ad un mezzo carnevale.
  14. Risalente al medioevo in cui i Pisani erano esattori nelle loro dominazioni.
  15. Tratto dalla frase di Gesù: …: Nessun profeta è ben accetto in patria. (Luca, 4, 24)
  16. Dal Vangelo: Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. (Matteo, 7, 1-2)
  17. Questo detto, ripreso dalla Bibbia (Esodo, 21, 22-25), è chiamato: Legge del taglione.
  18. Dal latino: Faber est suae quisque fortunae (Appio Claudio Cieco).
  19. Voce dal sen fuggita | poi richiamar non vale | non si trattien lo strale | quando dall'arco uscì. (Pietro Metastasio)
  20. San Benedetto fu celebrato nella liturgia cattolica il 21 marzo (giorno della sua morte e primo giorno di primavera) fino all'ottobre 1964, quando Papa Paolo VI, nel proclamare il santo Patrono d'Europa, ne spostò la data di celebrazione all'11 luglio
  21. Pietro Metastasio, Issipile, Atto I, scena VI.
  22. Dal latino medievale: Excusatio non petita, accusatio manifesta.
  23. Risale a un verso biblico del profeta Ezechiele, 16, 44: Sicut mater, ita et filia eius (Quale la madre, tale la figlia).
  24. Titolo di una commedia di William Shakespeare, scritta fra il 1602 e il 1603.
  25. Petronio Arbitro, Satyricon, 45, 4.
  26. Cfr. «Un bel tacer | mai scritto fu» (Giacomo Badoaro).

Citazioni e fonti[modifica]

Ho rintracciato nella testo online Proverbi toscani diversi proverbi usati quotidianamente in Italia, che stavano nella sezione "Senza fonte" presente nella pagina della discussione, e li ho quindi potuti spostare sulla pagina principale: ce ne sono sicuramente molti altri.

Nel frattempo, però, non sarebbe possibile reintegrare comunque i proverbi senza fonte nella pagina principale? In due sezioni distinte magari, ma è incomprensibile come una pagina importante come Wikiquote, che è il primo risultato su Google cercando "proverbi italiani", abbia quasi tutti i più famosi proverbi nascosti nella discussione e parecchi detti antiquati o sconosciuti nella pagina principale, che poi è quella che viene effettivamente raggiunta durante una ricerca, con fonti, a volte, discutibili ("La neve di ieri è a fanchiglia di domani", accettato in pagina principale solo perché citato nella trasmissione radiofonica di Umberto Broccoli: quindi, se l'ha detto lui..)? In fin dei conti, alcuni sono così noti da non aver "bisogno di presentazioni"Il precedente commento non firmato è stato inserito da Nnsense (discussioni · contributi), in data 01:12, 14 gen 2014‎.

Il tuo ragionamento non è sbagliato. Ma qui non si tratta di notorietà (credo siamo d'accordo tutti che alcuni proverbi presenti in questa discussione o non presenti affatto, siano effettivamente proverbi italiani), è un problema di coerenza, se la fonte è obbligatoria, è obbligatoria sempre: non può esserlo per alcune pagine sì e per altre no o peggio ancora per alcuni proverbi sì e per altri no.
Una fonte davvero ottima sarebbe un bel libro, magari curato da qualche storico, che riporti anche l'origine dei vari problemi italiani (Toscana, Lombardia, Campania, Sicilia...). In modo che questa pagina non sia solo uno sterile elenco di proverbi ma dia qualche informazione in più (l'origine in questo caso)... Ad esempio la fonte che hai indicato raccoglie i proverbi toscani. Siamo d'accordo che molti dei proverbi di quel libro sono oggi di uso comune e vengono considerati come proverbi italiani, ma tanti altri potrebbero non esserlo. È anche vero che l'utente medio che consulta Wikiquote si aspetta probabilmente di ritrovare molti di quei proverbi quando consulta la pagina Proverbi italiani. In ogni caso non possiamo accettare in questa pagina, una fonte che indica quei proverbi come proverbi toscani, bisognerebbe trovare una fonte che li indichi come italiani o, ancor meglio, una fonte che li indichi come italiani di origine toscana.
Quanto al discorso sulla fonte di Broccoli son d'accordo con te.--AssassinsCreed (scrivimi) 09:37, 14 gen 2014 (CET)

Chiedo scusa, non avevo pensato di cercare prima la presenza di una pagina dedicata ai proverbi toscani. Resto comunque dubbioso, perché come non è venuto in mente a me, è probabile che non venga in mente anche a molti degli utenti. Ne è prova la quantità di proverbi che sono presenti nella discussione: la maggior parte di quelli di uso comune sono li, perché l'utente (medio) vede che mancano la maggior parte dei proverbi più noti, e li vuole aggiungere. Addirittura la pagina è stata bloccata, per quante persone inserivano proverbi senza fonte, sicuri fossero stati dimenticati. La mia domanda è: essendo in gran parte nati molto prima dell'unità d'Italia e tramandati oralmente, come si può definire un proverbio "italiano" e distinguerlo da quello toscano? In fin dei conti la toscana è in Italia. Ma anche successivamente l'unità d'Italia, un proverbio che nasce in Italia dovrà pur nascere in una regione, e viceversa. Ad esempio, "A caval donato non si guarda in bocca" ha come fonte Lapucci, un libro del 2007, e quindi ha il suo posto nella pagina principale. Ma quel proverbio è presente a pagina 265 del Giusti (proverbi Toscani, 1853), quindi dovrebbe essere considerato Toscano. Penso sarebbe più coerente se, andando sulla pagina dei detti Toscani, trovassi proverbi in dialetto Toscano o che sono così legati a quella terra che perderebbero senso decontestualizzandoli.Il precedente commento non firmato è stato inserito da Nnsense (discussioni · contributi), in data 02:17, 17 gen 2014.

Non ti preoccupare. La pagina è stata bloccata perché un utente perseverava in alcune modifiche ignorando gli avvisi. Il problema che hai esposto lo comprendo benissimo, ma la soluzione non è certo quella di spostare tali proverbi dalla pagina dei proverbi toscani a quella dei proverbi italiani. Dopotutto, il fatto che tali proverbi stiano tra quelli toscani denota alla fine una maggiore precisione e se visiti qualsiasi tematica, vedrai che i proverbi toscani si trovano in una sottosezione di quelli italiani (es:Amore o Donna). Per cui il proverbio "A caval donato non si guarda in bocca" potrebbe stare, secondo me, in entrambe le voci, ma nella voce "Proverbi italiani" andrebbe specificato che il proverbio ha origine toscana.--AssassinsCreed (scrivimi) 09:45, 17 gen 2014 (CET)
Concordo con AssassinsCreed (anche sull'ultima opzione che ha definito per i proverbi italiani/toscani). Se un proverbio è molto noto, non è difficile trovare una fonte; poi, per migliorare la fonte, si può cercare il proverbio in una raccolta dei secoli passati compilata da qualche erudito (su Google Libri si trovano varie fonti autorevoli), anche per dimostrare l'antichità del proverbio. In ogni caso non possiamo ammettere dei reinserimenti senza fonte. --Spinoziano (scrivimi) 13:41, 17 gen 2014 (CET)
Sentivo fischiarmi le orecchie Sisi... Beh, qui a caval donato si guarda in bocca eccome: la fonte fa va sempre indagata. Molti proverbi sono comuni a più di un dialetto e/o lingua, e indagarne l'origine non spetta a noi (né tantomeno credo sia impresa facile per lo studioso). Voglio dire che dobbiamo attenerci alle fonti – che poi sono sempre migliorabili. Quindi concordo anch'io con Creed, ma per lo stesso motivo non possiamo duplicare noi un proverbio dai "toscani" agli "italiani" senza una fonte che tale lo certifichi. Nelle tematiche il discorso potrebbe invece essere differente, nel senso che riportare il medesimo proverbio scritto nello stesso modo in più sezioni sarebbe avere dei duplicati: in tal caso preferirei lasciare il proverbio soltanto nella sezione degli "italiani".
--DonatoD (scrivimi) 20:01, 17 gen 2014 (CET)