Discussione:Proverbi italiani

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.


Dio li fa e poi li accoppa[modifica]

Dio li fa e poi li accoppa secondo me non esiste! (è solo un gioco di parole su Dio li fa e poi li accoppia Marius 12:44, Nov 15, 2004 (UTC)

confermo, non esiste. --.mau. 13:39, Nov 15, 2004 (UTC)

Confermo che esiste Confermo anch'io, esiste--Ruanda 27 marzo 2007

O taccio o setaccio: vi risulta come proverbio?[modifica]

O taccio o setaccio: vi risulta che sia un proverbio italiano? Google non da nessun risultato... Grazie. DoppiaTemi le mie pagine!Di 16:30, 12 Feb 2006 (UTC)

vi risulta come proverbio?[modifica]

il mio ex capo citava spesso la frase " Se non e' scritto non e' detto!", vi risulta come proverbio? ciao, Ales

 --Potrebbe essere un riadattamento del proverbio latino verba volant, scripta manent ovvero "le parole volano, ciò che è scritto resta" -  ciao, Francesco

Da me si dice anche:" carta parla villan dorme."

Michael Nightwolf: Confermo entrambi i proverbi:o)

spiegazione dei proverbi[modifica]

Nè su Wikipedia nè su Wikiquote i proverbi vengono spiegati, Perchè?

Perché ci vuole tempo. Puoi inserire tu stesso delle spiegazioni. Nemo 16:50, 29 ago 2006 (UTC)

Bandiera italiana[modifica]

La bandiera italiana è da togliere per il noto motivo che questa è la wikiquote in lingua italiana e non della Repubblica Italia. --80.104.128.2 09:04, 5 feb 2007 (UTC)

Però è anche vero che questa voce non raccoglie proverbi in lingua italiana, ma proverbi dall'Italia; infatti, tutti i nostri proverbi sono in italiano. --Nemo 21:52, 21 nov 2008 (CET)

LAMENTELA (Che ricopio in world per evitare che sparisca anche se tanto rimangono le tracce e I.P. dei presunti vandali)[modifica]

Michael Nightwolf : Ho immesso diversi degli aforismi molti anni fa. Ammetto che la pagina doveva esser ricorretta perchè alcuni erano troppo simili e perchè da una regione all'altra i proverbi posson esser tramandati in maniera leggermente diversa,ma questo è il bello di wikipedia. Uno immette,un altro utente ripassa,corregge ed un bel lavoro di squadra. Poi arriva il traduttore o la traduttrice e fa il suo lavoro di redarla in un'altra lingua. Ho notato che alcuni aforismi sono spariti di nuovo. Io purtroppo non riesco a trovare tante delle fonti e non sò cosa farci. C'è un aforisma che non faccio tempo ad immettere che viene subito levato con prepotenza. L'aforisma è : "La donna non và violentata,ma và a poco a poco conquistata e l'uomo non và ammaliatato per poi esser solo sfruttato,ma come la donna và amato". Questo aforisma lo vorrei metter ai voti e vorrei capire perchè mi tocca andare a cercare il file world per reimmettere gli altri che son stati tolti. Più bello distruggere o costruire? più facile distruggere o costruire? Ho passato ore nella "sabbiera" ed anni fa lessi buona parte del regolamento. Sono divenuto un ex-wikipediano proprio per atti di vandalismo e nervosi vari. Se la pagina verrà lucchettata io non potrò più "piantonarla" perchè non sono più iscritto. :-(

È un aforisma inventato da te o un proverbio italiano? Nel primo caso, non puoi inserirlo nelle voci di Wikiquote; nel secondo caso, mancano le fonti: si presume che un proverbio di uso comune sia pur citato da qualche parte. --DOPPIA•DI 15:02, 24 gen 2010 (CET)

Michael Nightwolf : Grazie della risposta tempestiva.L'aforisma mi è stato tramandato oralmente.

In questo caso, spiacente, ma Wikiquote non riporta ricerche originali, cioè contenuti mai pubblicati altrove. Grazie. --DOPPIA•DI 15:16, 24 gen 2010 (CET)

Michael Nightwolf : Ok,grazie a te della delucidazione e buon lavoro. ★¯`·.·★_★·.·`¯★

Quali sono le origini del proverbio Per San Silvestro ogni oliva nel canestro?????

Parere[modifica]

Per migliorare questo elenco secondo me non vanno aggiunti altri 100 proverbi, bensì scremare 100 proverbi decaduti di dubbia verità o mal interpretabili che non hanno avuto successo. E poi semmai aggiungere una nuova pagina con vecchi p4roverbi caduti in disuso. Oppure nella stessa pagina fare un primo elenco di massimo 200 proverbi con quelli usati da tutti con cui sono tutti d'accordo, e poi un secondo elenco con proverbi meno utilizzati Il precedente commento non firmato è stato inserito da 95.237.134.171 (discussioni · contributi), in data 22:36, 28 dic 2012.

Noi non dobbiamo selezionare i proverbi, ma solo raccogliere tutti quelli che hanno una fonte, e scartare gli altri. --Spinoziano (scrivimi) 17:54, 15 gen 2013 (CET)

Senza fonte[modifica]

A[modifica]

  • A chi poco non basta, niente basta.
  • A chi vive di rapina non c'è cosa che sia nociva.
  • A ogni giorno la sua fatica.
  • A quel che si vede metà si crede, a quel che si sente si crede niente.
  • Abbi paura del lupo, temi anche il tasso, ma stai alla larga dalle donne col culo basso.
  • Accetta mille consigli, ma il tuo portalo avanti.
  • Al tempo, al culo e ai padroni, non si comanda.
  • Al tempo, ai matti e ai padroni non si comanda.
  • Amico mio cortese, secondo le entrate, fate le spese.
  • Anche nei cenci piange il denaro.
  • Attacca la capra alla vigna, quello che ha fatto la mamma fà la figlia.

B[modifica]

  • Bisogna andare quando il diavolo è alla coda.
  • Buon seme dà buoni frutti.

C[modifica]

  • Cane vecchio non impara scherzi nuovi.
  • Cane rabbioso, cane furioso.
  • Chi parla poco dice tanto.
  • Cavalier con quattro palle, il nemico ti è alle spalle.
  • Cavolo riscaldato, prete spretato, serva ritornata, fan la vita avvelenata.
  • Chiacchiere di forno, perdenza di pane.
  • Chi arrizza, appicca e ammazza.
  • Chi ben chiude, ben apre.
  • Chi ciuco si corica ciuco si ritrova.
  • Chi cerca ciò che non dovrebbe, trova ciò che non vorrebbe.
  • Chi fa più carezze che non suole, o t'ha gabbato o gabbar ti vuole.
  • Chi ha bravo cuoco e amici sempre invita, se non ha buona entrata, ha buona uscita.
  • Chi ha dentro l'amaro non può sputare dolce.
  • Chi in casa tua ti metti, ti caccerà di casa.
  • Chi mangia salato cade sempre malato.
  • Chi mendica non sceglie.
  • Chi muore tace e chi vive si dà pace.
  • Chi non sa fare insegna.
  • Chi non vuol stoppa arda, non l'accosti al fuoco.
  • Chi non crede in Dio, crede nel diavolo.
  • Chi non ha testa abbia almeno buone gambe.
  • Chi non stima altri che sé, è felice quanto un re.
  • Chi per denaro s'è sposato, a vita sarà comandato.
  • Chi porta la moglie a ogni festa e il cavallo a bere a ogni fontana, alla fine dell'anno avrà il cavallo bolso e la moglie puttana.
  • Chi presta all'amico perde quello ed il denaro.
  • Chi prima va al mulino macina.
  • Chi ride degli altri ha molto da imparare.
  • Chi si attacca al poco, non esiterà a rubare molto.
  • Chi si è scottato con l'acqua calda, ha paura anche di quella fredda.
  • Chi spera nell'altrui soccorso, mette il pelo più lungo [di quello] dell'orso.[1]
  • Chi tiene il letame nel suo letamaio, fa triste il suo pagliaio.
  • Chi troppo domanda, ha testa di matto.
  • Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente.
  • Chi troppo vuole, nulla ha. Chi troppo abbraccia, nulla stringe.
  • Chi troppo stringe la corda, poi resta impiccato.
  • Chi tutti sprezza, offende, insulta e sfida, pare che vada cercando uno che l'uccida.
  • Chi va a scuola, qualche cosa impara sempre.
  • Chi va alla piazza dei dolori torna a casa con i suoi.
  • Chi vuol aver del mosto, zappi le viti d'agosto.
  • Chi vuol far la contadina vesta il rosso col turchino.
  • Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio.
  • Chi vuol un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga uno solo.
  • Chirurgo giovane e medico anziano.
  • Ciascun dal proprio cuor l'altrui misura.
  • Ciò che impari da giovane non dimentichi da vecchio.
  • Come ti rifai il letto, così ti ci addormenti.
  • Con le mani in mano non si va dai dottori.
  • Con il fuoco si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo.
  • Con il tempo l'acqua buca anche le rocce.
  • Con tre dita si scrivono libri, ma ci lavorano anche corpo e anima.
  • Corno passeggero non distrugge amor sincero

D[modifica]

  • Dagli un dito e si prenderà un braccio.
  • Del prossimo anno chi l'entrata intacca, mangia il vitello in corpo della vacca.
  • Dice il frumentone: tienmi largo, se vuoi che io ti carichi.
  • Dieci soldi in più ma rosso.
  • Dietro al monte c'è la china.
  • Disgrazie e ombrelli sono più facili da portare quando sono degli altri.
  • Dio, se chiude una porta, apre un portone.
  • Disse il tarlo alla noce, dammi il tempo che ti foro.
  • Donna ridarella, o santa o puttanella.
  • Dov'è abbondanza di legna, vi è carestia di biade.
  • Dove andò la farina va il sacco.
  • Dove c'è gusto, non c'è perdenza.
  • Dove non va acqua ci vuol la zappa.

E[modifica]

  • È facile fare il finocchio con il sedere degli altri.
  • È la gaia pioggerella a far crescer l'erba bella.
  • È meglio avere i pantaloni rotti nel sedere che il sedere rotto nei pantaloni.
  • È meglio avere in borsa che vivere di speranza.
  • È meglio essere capo di lucertola che coda di leone.
  • Errare è umano, perdonare è divino.

F[modifica]

  • Fai del bene e dimenticatene; fai del male e ricordatene.
  • Fare e disfare è tutto un lavorare.
  • Fatta la sposa, tutti la vogliono.
  • Finché va quel tanto che basta lascia stare che se no si guasta.
  • Fintanto che la bocca mangia e il sedere rende, accidenti alle medicine e a chi le vende.
  • Fossi e capitagne benedicon le campagne.
  • Fuori pericolo ognuno è bravo.
  • Forte non è chi non cade mai, ma chi cadendo riesce a rialzarsi.
  • Forte non è chi non piange mai, ma chi piangendo riesce a sfogarsi.
  • Forbici, coltelli e cerini non vanno bene in mano ai bambini.

G[modifica]

  • Gli sciocchi sono i primi a farsi sentire.
  • Gli uomini si incontrano e le montagne stanno ferme.
  • Guarda te poi dirai a me.

I[modifica]

  • I vecchi devono, i giovani possono.
  • Il barbiere ti fa bello, il vino ti fa sangue e la donna ti fa fesso.
  • Il buon lavoratore rompe la cattiva annata.
  • Il bravo legale è cattivo vicino.
  • Il concime fa il foraggio, ed il foraggio fa il concime.
  • Il contadino che vende letame compra pidocchi.
  • Il dare è onore, il chiedere è dolore.
  • Il domandare è senno, il rispondere è obbligo.
  • Il fieno fino non è per i somari.
  • Il freddo il gatto non lo mangia.
  • Il frutto non cade lontano dall'albero.
  • Il letto è il teatro dei poveri. (Aldous Huxley, Paradiso e inferno)
  • Il marito geloso muore cornuto.
  • Il male peggiore sembra sempre quello che ci tocca.
  • Il medico pietoso fa la piaga ulcerosa.
  • Il pane è la biada dell'uomo.
  • Il passato non va dimenticato, ma va accantonato.
  • Il peggior passo è quello dell'uscio.
  • Il piacere che più appaga è fumar mentre si caga.
  • Il sapere è di tutti.
  • Il sole bacia i belli.
  • In campagna gode il metro.
  • In casa non c'è che un servo, e si chiama padrone.
  • In un mondo di ciechi occhio di lince è quello con un occhio solo.
  • Innanzi alla virtù Dio ha messo il dolore.
  • I soldi vanno sempre dove ce n'è.
  • I miracoli non accadono due volte.

L[modifica]

  • La fortuna con il tempo diventa classe.
  • L'acqua fa marcire i pali.
  • L'acqua fa marcire la pancia e fa venire i vermi.
  • L'acqua fa venire le rane nella pancia.
  • L'acqua non è fatta per sposarsi.
  • L'acqua non si rifiuta neanche al peggior nemico. (detto meridionale)
  • L'amico si riconosce nel momento del bisogno.
  • L'asino che ha fame mangia ogni strame.
  • L'amore è cieco, ma la sfortuna ci vede benissimo.
  • L'amore e il naso rosso non si possono nascondere.
  • L'anima dell'uomo non è un sacco da riempire, ma un fuoco da accendere.
  • L'apparenza inganna e lo specchio mente.
  • L'asino vecchio muore a casa del povero.
  • La paglia vicino al fuoco brucia.
  • L'ignorante afferma, il saggio dubita, il sapiente riflette.
  • L'uccello in gabbia canta per invidia o per rabbia.
  • L'uovo sodo strozza il gallo
  • L'uso serve di tetto ai molti abusi.
  • La bella moglie non l'ottiene l'infingardo.
  • La classe non è acqua.
  • La coscienza vale mille testimoni e per mille accusatori.
  • La credenza è un errore si perde il denaro e l'avventore.
  • La dieta ogni cosa quieta.
  • La donna è come l'ombra: se l'insegui ti scappa, se scappi t'insegue.
  • La donna farà la fortuna di un uomo o farà la sua rovina.
  • La fortuna è cieca; ma la sfortuna ci vede benissimo.
  • La fortuna non vuol fare anticamera.
  • La finzione poco vale per chi è del mestiere.
  • La fretta è cattiva consigliera.
  • La giraffa allunga il collo.
  • La goccia va sempre verso il mare.
  • La lingua ossa non ha ma spezza le ossa.
  • La luna di gennaio fa luce come giorno chiaro.
  • La morte non ha paura del medico.
  • La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto.[2]
  • La pazienza non è infinita e c'è gente che farebbe perder la pazienza anche ai Santi.
  • La prima gallina che canta ha fatto l'uovo.
  • La Quaresima è corta per chi ha da pagare a Pasqua.
  • La religione non muore.
  • La ricchezza del contadino sta nelle braccia e chi ne vuole se ne faccia.
  • La saetta gira gira, torna addosso a chi la tira.
  • La semplicità era al principio del mondo, la semplicità sarà alla fine del mondo.
  • La speranza è la moneta spicciola della vita.
  • La speranza è un piatto magro.
  • La speranza spesso è preferibile alla realtà.
  • La speranza troppo a lungo protratta strugge il cuore.
  • La superbia moltiplica i nostri nemici e mette in fuga i nostri amici.
  • La vanga ha la punta d'oro, la zappa d'argento, l'aratro di ferro.
  • La vecchiaia si presenta con diciannove mancamenti e la goccia al naso che fa venti.
  • La vera nobiltà sono i costumi.
  • La vigna dice: "porta, ché riporti".
  • La vita è il fine e il dì loda la sera.
  • Lavoratore buono, d'un podere ne fa due.
  • Le donne degli altri sono sempre più "bone".
  • Le donne hanno i capelli lunghi e i cervelli corti.
  • Le donne non si toccano neanche con un fiore.
  • Le rose sono belle, ma con esse ti puoi pungere.
  • Le vacche nella stalla arricchiscono la borsa.
  • Lento a mangiare, lento a lavorare.
  • Letame di cavallo non fa fallo, quello di bue fa quello che può, quello di pecora fa moltissimo.
  • Lo specchio riflette senza parlare, la donna parla senza riflettere.

M[modifica]

  • Mai si contrasta, con chi ha che perdere.
  • Mazza e panella fanno i figli belli.
  • Meglio avere il sedere gelato che un gelato nel sedere.
  • Meglio comandare che fottere.
  • Meglio essere temuti piuttosto che essere amati
  • Meglio far invidia che far pietà.
  • Meglio la pancia piena che la faccia rossa
  • Meglio una brutta sentenza che un bel funerale.
  • Meglio una torta in due che una cacca da soli.
  • Morir per Cristo, è vivere; vivere senza Cristo è morire.
  • Mostra la borsa e ti sarà rubata.

N[modifica]

  • Nacque per nulla chi vive sol per sé.
  • Ne sa più un matto in casa sua che un saggio in casa d'altri.
  • Neanche il cane muove la coda per niente.
  • Nella vita si paga tutto.
  • Nessuno è tanto vecchio che non creda di vivere ancora un anno.
  • Nessuna donna nasce prostituta.
  • Nessuno deve vergognarsi di domandare quel che non sa.
  • Non bisogna dipingere il diavolo più brutto di quello che è.
  • Non bisogna darsi un obiettivo, bisogna superarlo.
  • Non c'è intoppo per avere, più che il chiedere e temere.
  • Non c'è rosa così bella che da ultimo non avvizzisca.
  • Non comperar mai panno che senta lo vergato.
  • Non datemi consigli: so sbagliare anche da solo.
  • Non dir brutta a una donna.
  • Non domandare all'oste se ha buon vino.
  • Non dire tre se non hai quattro.
  • Non divertirsi riduce l'uomo tonto.
  • Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.
  • Non è oca in casa sua.
  • Non è pazzo il carnevale ma chi gli va dietro.
  • Non fare alle capate con i muriccioli.
  • Non fare l'asino che l'erba costa.
  • Non giudicare chi bussa alla tua porta dalla lunghezza della strada che ha percorso per arrivare da te.
  • Non giudicare se non vuoi esser giudicato.[3]
  • Non mettere un rasoio in mano a un pazzo.
  • Non si giudica un libro dalla copertina.
  • Non ogni lettera va alla posta, non ogni domanda vuole risposta.
  • Non pianse mai uno che ridesse l'altro.
  • Non si deve aver vergogna, a domandar quel che bisogna.
  • Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
  • Non sputare in cielo, che in faccia ti viene.
  • Non te fidare in omo che aggia rotto il groppone.
  • Non v'è armonia più bella dell'armonia del cuore e della bocca.
  • Non v'è debole che non si possa aiutare.
  • Non v'è più superbo d'un povero arricchito.

O[modifica]

  • Ogni bel cantare va a noia.
  • Ogni uccel fà il suo canto.
  • Ognuno fa il bravo a casa sua.
  • Ognuno ha ciò che merita.
  • Ognuno sa ballare quando la fortuna suona.

P[modifica]

  • Parla come mangi.
  • Parola e sasso quando sono lanciati non tornano indietro.[4]
  • Pela il fico al nemico e la pèsca all'amico.
  • Per essere un buon comandante, bisogna aver fatto una grande guerra.
  • Per san Benedetto [21 marzo[5]], la rondine è sotto il tetto.
  • Perché dal proprio cuor ciascun l'altrui misura.[6]
  • Piemontesi falsi cortesi, romani falsi e villani.
  • Poca gente, bella festa.
  • Poca farina fa poco pane.
  • Poi è parente di mai.
  • Prima di giudicare una persona ci devi mangiare assieme. (detto meridionale)
  • Prima Pensa, Poi Parla, Perché Parole Poco Pensate Portano Pena. (Proverbio delle dieci "P").
  • Primo prossimo è me medesimo.
  • Profuma di rosa ma rosa non è: dimmi cos'è?
  • Pruna mangiane una, di cirase quanto ne trase. (Proverbio Siciliano: "Di prugne mangiane solo una, di ciliegie quanto ce ne stanno nella pancia").
  • Più confusa che persuasa. (detto meridionale)

Q[modifica]

  • Quale uccello, tale nido.
  • Quando c'è gusto non c'è perdenza.
  • Quando hai il minimo dubbio non ci sono dubbi.
  • Quando il capello è bianco e la barba grigia, sembra di pigiar ma non si pigia
  • Quando il pesce viene a riva, chi non lo piglia ci scappa via.
  • Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti il vino.
  • Quando la man non prende, canton di casa rende.
  • Quando l'Uomo non fa il capofamiglia la donna "scasa" (va fuori di testa).
  • Quando non sai, frequenta il domandare.
  • Quando non si ha voglia di nulla, si ha bisogno di tutto.
  • Quando non si sa cosa dire, la cosa miglior da fare è tacere.
  • Quando piove col sole si pettinano le streghe.
  • Quando si parla non si mangia.
  • Quando tu senti nominar Maria non domandare se vigilia sia.
  • Quando il povero fa bene al ricco il diavolo scoppia dalle risate.
  • Quando vedi il porcello corrigli dietro col coltello. (proverbio calabrese: "quando si presenta l'occasione coglila, anzi: approfittane").
  • Quel che non vuole quando può, non potrà quando vuole.
  • Quello che si fa il primo dell'anno si fa tutto l'anno.
  • Quello del formaggio prima o poi arriva sempre.
  • Quando il treno passa vicino alla foglia, la foglia vola

R[modifica]

  • Regalare aghi o coltelli porteranno litigi.
  • Regalare perle o fazzoletti porteranno lacrime.
  • Rimediare al male nei suoi principi.
  • Rosci e cani pezzati ammazzali appena nati.

S[modifica]

  • Salva la spada non salvare la donna.
  • Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
  • Se dici di amarmi, ho tanta fiducia. Se tanta ne hai sei tutta per me. Quindi ci sposiamo. ("16 di amarmi, 80 fiducia. 70 ne hai 6 tutta per me. 15 sposiamo").
  • Se la mano non prende, la casa rende.
  • Se mangi, bevi e il culo rende, a quel paese le medicine e chi le vende.
  • Semina quando vuoi che a giugno mieti.
  • Sia lodato Gesù Cristo, chi è povero e malvisto.
Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato e il diavolo sia impiccato.
  • Se vuoi riconoscenza, non fare favori.
  • Si parla del diavolo e spuntano le corna.
Si parla del lupo e ne spunta la coda.
  • Soffia due o tre volte quando è caldo il boccone.
  • Solo Dio è senza difetto.
  • Sono tutti froci con il culo degli altri.
  • Sotto il grande sasso, dorme il grande pesce.
  • Sotto la luna marzolina nasce l'insalatina.
  • Studia, non per sapere di più, ma per sapere meglio degli altri.

T[modifica]

  • Tanto è oculato il potere, tanto è cieca l'obbedienza
  • Tempo, marito e figli, vengono come li pigli.
  • Tra i due litiganti Satana gode.
  • Tre S attraggono le persone: Sesso, Sangue e Soldi
  • Tre cose vuole il campo: buon lavoratore, buon seme, buon tempo.
  • Troppa familiarità genera disprezzo.
  • Troppi galli nel pollaio dopo un po' si beccano.
  • Troppo caro è quel miele che si lecca delle spine.
  • Tutte le volpi finiscono in pellicceria.

U[modifica]

  • Un giorno senza sorriso è un giorno perso.
  • Un uomo sulla luna non sarà mai interessante quanto una donna sotto il sole.
  • Una causa cattiva peggiora col volerla difendere.
  • Una mano lava l'altra e due lavano il secchio.
  • Una piccola scintilla desta grande fuoco.
  • Una testa savia ha la bocca chiusa.
  • Uno semina l'altro raccoglie.
  • Un uccello ammaliziato non dà retta alla civetta.
  • Uva o melone, ma ognuno alla sua stagione.

V[modifica]

  • Vacche e buoi di strigliare spesso bada, perché la striglia è una seconda biada.
  • Vai a letto presto, svegliati di buon mattino e desterai l'invidia del vicino.
  • Vale più un briciolo di fortuna che un pozzo di sapienza.
  • Vale più un fatto di mille parole.
  • Vita quieta, sobria dieta, mente lieta.
  • Voglia di lavorare saltami addosso e fammi lavorare meno che posso.

Note[modifica]

  1. Cioè dovrà attendere molto, troppo a lungo.
  2. Plutarco, La vita di Cesare.
  3. Dal Vangelo: Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. (Matteo, 7, 1-2)
  4. Voce dal sen fuggita | poi richiamar non vale | non si trattien lo strale | quando dall'arco uscì. (Pietro Metastasio)
  5. San Benedetto fu celebrato nella liturgia cattolica il 21 marzo (giorno della sua morte e primo giorno di primavera) fino all'ottobre 1964, quando Papa Paolo VI, nel proclamare il santo Patrono d'Europa, ne spostò la data di celebrazione all'11 luglio
  6. Pietro Metastasio, Issipile, Atto I, scena VI.

Citazioni e fonti[modifica]

Ho rintracciato nella testo online Proverbi toscani diversi proverbi usati quotidianamente in Italia, che stavano nella sezione "Senza fonte" presente nella pagina della discussione, e li ho quindi potuti spostare sulla pagina principale: ce ne sono sicuramente molti altri.

Nel frattempo, però, non sarebbe possibile reintegrare comunque i proverbi senza fonte nella pagina principale? In due sezioni distinte magari, ma è incomprensibile come una pagina importante come Wikiquote, che è il primo risultato su Google cercando "proverbi italiani", abbia quasi tutti i più famosi proverbi nascosti nella discussione e parecchi detti antiquati o sconosciuti nella pagina principale, che poi è quella che viene effettivamente raggiunta durante una ricerca, con fonti, a volte, discutibili ("La neve di ieri è a fanchiglia di domani", accettato in pagina principale solo perché citato nella trasmissione radiofonica di Umberto Broccoli: quindi, se l'ha detto lui..)? In fin dei conti, alcuni sono così noti da non aver "bisogno di presentazioni"Il precedente commento non firmato è stato inserito da Nnsense (discussioni · contributi), in data 01:12, 14 gen 2014‎.

Il tuo ragionamento non è sbagliato. Ma qui non si tratta di notorietà (credo siamo d'accordo tutti che alcuni proverbi presenti in questa discussione o non presenti affatto, siano effettivamente proverbi italiani), è un problema di coerenza, se la fonte è obbligatoria, è obbligatoria sempre: non può esserlo per alcune pagine sì e per altre no o peggio ancora per alcuni proverbi sì e per altri no.
Una fonte davvero ottima sarebbe un bel libro, magari curato da qualche storico, che riporti anche l'origine dei vari problemi italiani (Toscana, Lombardia, Campania, Sicilia...). In modo che questa pagina non sia solo uno sterile elenco di proverbi ma dia qualche informazione in più (l'origine in questo caso)... Ad esempio la fonte che hai indicato raccoglie i proverbi toscani. Siamo d'accordo che molti dei proverbi di quel libro sono oggi di uso comune e vengono considerati come proverbi italiani, ma tanti altri potrebbero non esserlo. È anche vero che l'utente medio che consulta Wikiquote si aspetta probabilmente di ritrovare molti di quei proverbi quando consulta la pagina Proverbi italiani. In ogni caso non possiamo accettare in questa pagina, una fonte che indica quei proverbi come proverbi toscani, bisognerebbe trovare una fonte che li indichi come italiani o, ancor meglio, una fonte che li indichi come italiani di origine toscana.
Quanto al discorso sulla fonte di Broccoli son d'accordo con te.--AssassinsCreed (scrivimi) 09:37, 14 gen 2014 (CET)

Chiedo scusa, non avevo pensato di cercare prima la presenza di una pagina dedicata ai proverbi toscani. Resto comunque dubbioso, perché come non è venuto in mente a me, è probabile che non venga in mente anche a molti degli utenti. Ne è prova la quantità di proverbi che sono presenti nella discussione: la maggior parte di quelli di uso comune sono li, perché l'utente (medio) vede che mancano la maggior parte dei proverbi più noti, e li vuole aggiungere. Addirittura la pagina è stata bloccata, per quante persone inserivano proverbi senza fonte, sicuri fossero stati dimenticati. La mia domanda è: essendo in gran parte nati molto prima dell'unità d'Italia e tramandati oralmente, come si può definire un proverbio "italiano" e distinguerlo da quello toscano? In fin dei conti la toscana è in Italia. Ma anche successivamente l'unità d'Italia, un proverbio che nasce in Italia dovrà pur nascere in una regione, e viceversa. Ad esempio, "A caval donato non si guarda in bocca" ha come fonte Lapucci, un libro del 2007, e quindi ha il suo posto nella pagina principale. Ma quel proverbio è presente a pagina 265 del Giusti (proverbi Toscani, 1853), quindi dovrebbe essere considerato Toscano. Penso sarebbe più coerente se, andando sulla pagina dei detti Toscani, trovassi proverbi in dialetto Toscano o che sono così legati a quella terra che perderebbero senso decontestualizzandoli.Il precedente commento non firmato è stato inserito da Nnsense (discussioni · contributi), in data 02:17, 17 gen 2014.

Non ti preoccupare. La pagina è stata bloccata perché un utente perseverava in alcune modifiche ignorando gli avvisi. Il problema che hai esposto lo comprendo benissimo, ma la soluzione non è certo quella di spostare tali proverbi dalla pagina dei proverbi toscani a quella dei proverbi italiani. Dopotutto, il fatto che tali proverbi stiano tra quelli toscani denota alla fine una maggiore precisione e se visiti qualsiasi tematica, vedrai che i proverbi toscani si trovano in una sottosezione di quelli italiani (es:Amore o Donna). Per cui il proverbio "A caval donato non si guarda in bocca" potrebbe stare, secondo me, in entrambe le voci, ma nella voce "Proverbi italiani" andrebbe specificato che il proverbio ha origine toscana.--AssassinsCreed (scrivimi) 09:45, 17 gen 2014 (CET)
Concordo con AssassinsCreed (anche sull'ultima opzione che ha definito per i proverbi italiani/toscani). Se un proverbio è molto noto, non è difficile trovare una fonte; poi, per migliorare la fonte, si può cercare il proverbio in una raccolta dei secoli passati compilata da qualche erudito (su Google Libri si trovano varie fonti autorevoli), anche per dimostrare l'antichità del proverbio. In ogni caso non possiamo ammettere dei reinserimenti senza fonte. --Spinoziano (scrivimi) 13:41, 17 gen 2014 (CET)
Sentivo fischiarmi le orecchie Sisi... Beh, qui a caval donato si guarda in bocca eccome: la fonte fa va sempre indagata. Molti proverbi sono comuni a più di un dialetto e/o lingua, e indagarne l'origine non spetta a noi (né tantomeno credo sia impresa facile per lo studioso). Voglio dire che dobbiamo attenerci alle fonti – che poi sono sempre migliorabili. Quindi concordo anch'io con Creed, ma per lo stesso motivo non possiamo duplicare noi un proverbio dai "toscani" agli "italiani" senza una fonte che tale lo certifichi. Nelle tematiche il discorso potrebbe invece essere differente, nel senso che riportare il medesimo proverbio scritto nello stesso modo in più sezioni sarebbe avere dei duplicati: in tal caso preferirei lasciare il proverbio soltanto nella sezione degli "italiani".
--DonatoD (scrivimi) 20:01, 17 gen 2014 (CET)