Discussione:Winston Churchill

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Bibliografia[modifica]

Ho tolto dalla sezione Bibliografia il testo: «Noam Chomsky, Pirati e imperatori. Reagan, Bush I, Bush II: la guerra infinita al terrorismo (2002), traduzione di Pino Modola, Marco Tropea Editore, 2004. ISBN 9788843804276» (pur mantenendone i riferimenti nella citazione di cui costituisce la fonte) poichè il testo in questione tratta di altro argomento, come si vede ben dichiarato nel titolo, e la citazione di W. Churchill è evidentemente solo marginale. Non ha senso indicare nella Bibliografia di Winston Churchill un testo che ha come argomento Ronald Reagan, George Bush padre e George Bush figlio.--Carlosavio 12:07, 14 mar 2009 (CET)

non sono d'accordo. come si dice nella pagina di Aiuto:Fonti Qualunque opera citata come fonte deve essere esplicitamente presente in bibliografia. la bibliografia serve a contenere tutte le fonti citate, non è un elenco enciclopedico delle opere dell'autore. è per questo che tra l'altro non ammettiamo le opere non citate in bibliografia. --Quaro75 12:48, 14 mar 2009 (CET)
OK, non ricordavo la norma in questione: provvedo al ripristino. Comunque, in genere, non si intende per Bibliografia solo l'elenco delle opere dell'autore, ma anche quelle che parlano dell'autore (e/o delle sue opere) in una certa misura--Carlosavio 20:59, 14 mar 2009 (CET)
A ogni modo, visto che solo due citazioni sono tratte dal libro di Chomsky si potrebbe anche spostare tale indicazione in due note separate senza appesantire troppo la pagina. --Nemo 00:24, 25 mar 2009 (CET)

sul calcio[modifica]

http://it.wikiquote.org/wiki/Winston_Churchill#cite_note-4

La fonte per questa famosa discussione è un articolo di giornale (che parla di altro) che altro non fa se non dire che è di churchill. Ben poca cosa per dire che sia una vera citazione! --193.205.16.19 12:00, 25 giu 2014 (CEST)

Senza fonte[modifica]

  • Agatha Christie è la donna che, dopo Lucrezia Borgia, è vissuta più a lungo a contatto col crimine.
  • Gli Stati Uniti sono come una gigantesca caldaia, una volta accesi non c'è limite alla potenza che possono generare.
  • A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.
  • Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti...
  • C'è qualcosa nell'esteriorità di un cavallo che si attaglia all'interiorità di un uomo.
  • Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l'Italia non aveva mai avuto prima... Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo. (dalle sue memorie)
  • Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento.
  • Ho dato le dimissioni, ma le ho rifiutate.
  • Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre.
  • Il governo argentino non ha considerato corretto dichiararsi sinceramente, decisamente e senza riserve dalla parte della libertà, e ha scelto di civettare con il male, e non solo con il male, ma anche con i perdenti.
  • Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti.
  • Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l'eguale condivisione della miseria.
  • In guerra, la massima "la sicurezza innanzi tutto" porta diritto alla rovina.
  • Io sono sempre pronto ad imparare, sebbene non sempre gradisca che altri mi insegnino.
  • La guerra è un gioco che si gioca sorridendo. Se non sai sorridere, sogghigna. Se non sai sogghignare levati di mezzo, finché puoi.
  • La responsabilità è il prezzo della grandezza.
  • La storia sarà gentile con me, poiché intendo scriverla.
  • La vittoria ha mille padri; la sconfitta uno solo.
  • Lo statista che si lascia prendere dalla guerra non è più un abile politico ma preda di inevitabili ed incontrollabili eventi.
  • Mai credere in una guerra corta e felice o che chiunque si imbarchi in uno strano viaggio possa prevedere le insidie e gli uragani che incontrerà
  • Molte persone, vedono l'impresa privata, come una tigre feroce, da uccidere subito. Altre invece, come una mucca da mungere. Pochissime la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che, in silenzio, traina un pesante carro.
  • Mr. Chamberlain ama i lavoratori; ama vederli lavorare.
  • Nessun problema può essere risolto congelandolo.
  • Non c'è niente di più esilarante che l'esser preso di mira senza successo.
  • Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente si dovrebbe poter guardare ai risultati.
  • Prima siamo noi a dare forma agli edifici, poi sono questi a dare forma a noi.
  • Quando si deve uccidere un uomo essere gentili non costa nulla.
  • Se due persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" togli il cartello.
  • Secondo me non è necessario inasprire le pene per bigamia. Un bigamo ha due suocere: come punizione mi pare che basti.
  • Sono fortemente a favore dell'uso di gas velenosi contro tribù non civilizzate.
  • Un cane vivo sta meglio di un leone morto.
  • Un uomo può perdonare ad un altro uomo qualsiasi cosa, eccetto una cattiva prosa.
  • Un uomo timido, che ha molto di cui essere timido. [riferendosi a Clement Attlee]

Aneddoti[modifica]

  • A Paul Johnson, futuro storico, che appena diciassettenne gli pose questa domanda: «Mr Churchill qual è il segreto del successo nella vita?»; egli, girandosi, rispose serissimo: «Moderare lo sforzo!». E poi, con l'aria solenne di chi impartisce una lezione: «Mai restare in piedi quando si può restare seduti. E mai, mai stare seduti quando si può stare sdraiati».
  • In un'altra occasione, quando al bar della Camera dei Comuni, la deputata Bessie Braddock lo apostrofò gelida: «Winston, sei ubriaco», lui si alzò e rispose: «Signora, lei è brutta. Ma io domani sarò sobrio».
  • Memorabili le frecciate con il maresciallo Montgomery, vincitore di El Alamein. Di lui Churchill disse: «Imbattibile nella sconfitta, insopportabile nella vittoria». Montgomery, dal canto suo, gli rimproverava i suoi vizi, dicendo: «Non bevo, non fumo e sono in forma al cento per cento». Churchill ebbe modo di ribattere: «Io bevo e fumo e sono in forma al duecento per cento».
  • Ma la sua vera nemica, dentro e fuori il Parlamento dove Churchill non riusciva a capire perché mai dovessero entrare le donne (e perché mai dovessero votare essendo non tanto inferiori, ma diverse) era Nancy Astor, prima donna deputato in Gran Bretagna. [1] Un giorno gli disse: «Winston, se tu fossi mio marito, ti metterei il veleno nel caffè». E Churchill rispose: «Nancy, se tu fossi mia moglie, lo berrei».
  • «Quante dita ha un piede di porco?» aveva chiesto Winston Churchill ai presenti durante un party e Nancy Astor,[1] pronta, rispose: «Si tolga una scarpa e conti» [2]

Note[modifica]

  1. a b Nancy Astor (1879 – 1964), nata Nancy Whitcher Langhorne, era originaria della Virginia ed aveva acquisito la cittadinanza inglese sposando nel 1906, dopo aver divorziato dal primo marito Robert Goul Shaw, il ricco 2° visconte di Astor, Waldorf Astor, e nel 1919 fu eletta, nel corso di una elezione supplementare, deputato alla Camera dei Comuni per il Partito Conservatore. Fu la prima donna ad essere eletta al Parlamento inglese, poiché il suffragio alle donne, sia pure entro certi limiti, fu concesso dal parlamento inglese nel 1918
  2. Citato da Edward Klein in La maledizione dei Kennedy, Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 2007, pag. 117. ISBN 978-88-04-53311-5