Domenico Modugno

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Domenico Modugno

Domenico Modugno (1928 – 1994), cantautore, compositore, chitarrista, attore e regista italiano.

Citazioni di Domenico Modugno[modifica]

Citazioni tratte da interviste[modifica]

  • Dopo tre anni di crisi, in cui non riuscivo più a comporre, ho scritto Come hai fatto, che era nata però napoletana, Ma cumm' ha fatto. Soltanto che mi hanno costretto a trascriverla in italiano, ma è il dialetto la vera lingua di noi. (da un'intervista a Maura Nuccetelli e Tommaso Di Francesco, 23 ottobre 1979, riportata ne La grande evasione – Storia del festival di Sanremo di Gianni Borgna, 1980)
  • In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così. (da un'intervista a Vincenzo Mollica, pubblicato nel libro Domenico Modugno, 1981)
  • Quando gli chiesero il permesso per questa operazione, lui rispose che non lo aveva mai concesso a nessuno, ma che per Modugno non ci sarebbero stati problemi. Poi ci siamo incontrati e conosciuti a casa sua: era una persona molto strana, chiusa, vulnerabile, che ispirava tenerezza. (parlando di Salvatore Quasimodo in un'intervista a Vincenzo Mollica, pubblicato nel libro Domenico Modugno, 1981)
  • Il mio incontro con Pasolini fu bello. In un primo tempo voleva utilizzarmi per un'opera che doveva rappresentare alla Piccola Scala di Milano, cosa che poi non fece. Recitai invece nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto. (in intervista a Vincenzo Mollica, pubblicato nel libro Domenico Modugno, 1981)
  • Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell'epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l'ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale. (da un'intervista a Francesco Trisciani, pubblicata in Raro! n.° 20 del 1989)
  • Il posto mio, secondo disco con la RCA, è il frutto di un errore di valutazione. Non che la canzone fosse brutta, anzi, però non era adatta al mio personaggio così come veniva percepito dalla gente. Mi feci convincere da quell'impastoiavacche che è Tony Renis, e così fummo buttati fuori tutti e due alla prima serata. Forse è il caso di ricordare che un altro errore fu commesso da Renis stesso nella scelta dell'arrangiamento. Ennio Morricone ne aveva approntato uno veramente bello, ma Renis non era troppo sosddisfatto e chiedeva sempre dei cambiamenti fin quando, in extremis, fu scelto quello del maestro Franco Pisano. (da un'intervista a Francesco Trisciani, pubblicata in Raro! n.° 20 del 1989)
  • La lontananza esprime secondo me un grande sentimento d'amore, e possiede in sé una grande idea. il vento che spegne tutti i fuochi piccoli e accende quelli grandi. L'idea non è mia, ma io la afferrai al volo quando la Bonaccorti mi lesse una lettera che le aveva scritto il suo ragazzo: la sviluppai e nacque la canzone. (da un'intervista a Francesco Trisciani, pubblicata in Raro! n.° 20 del 1989)
  • Alla base della decisione ci fu una litigata con Rascel, che era il direttore artistico. Lui si era ritenuto offeso per le difficoltà incontrate dalla moglie nell'interpretazione di una canzone semplicissima che io avevo scritto per lei. I pettegolezzi del direttore d'orchestra, che si era dato da fare per riferire a me e Rascel le rispettive reazioni avevano acuito il contrasto, così io ritenni di non poter incominciare un'avventura che sarebbe dovuta durare due anni. (da un'intervista a Francesco Trisciani, pubblicata in Raro! n.° 20 del 1989)
  • Chiedo scusa, ma per la fame avrei anche detto di essere giapponese![1] [rivolto ai suoi compaesani di Polignano a Mare, dopo aver dichiarato per molto tempo di essere siciliano]

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

  • Pi chi da ogni ricciu | ti caccia 'nu capricciu | la donna riccia nun la vogghiu, no! (da La donna riccia, 1954)
  • Ma tutt'i sogni nell'alba svaniscon perché | quando tramonta la luna li porta con sé | ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli | che sono blu come un cielo trapunto di stelle. (da Nel blu dipinto di blu, 1958)
  • Adieu adieu adieu adieu, addio al mondo | ai ricordi del passato | ad un sogno mai sognato | ad un attimo d'amore che mai più ritornerà. (da Vecchio frack, 1958)
  • Mille violini suonati dal vento, | tutti i colori dell'arcobaleno | vanno a fermare una pioggia d'argento, | ma piove, piove | sul nostro amor! (da Piove, 1959, Citazione I)
  • Ciao ciao bambina | un bacio ancora | e poi per sempre ti perderò | come una fiaba l'amore passa | c'era una volta | poi non c'è più. (da Piove, 1959, Citazione II)
  • Cos'è che trema sul tuo visino | è pioggia o pianto? | Dimmi cos'è | vorrei trovare | parole nuove | ma piove, piove | sul nostro amor. (da Piove, 1959, Citazione III)
  • Il nostro amore | acqua di mare | è diventata sale | le nostre labbra inaridite | non hanno più parole. (da Addio... addio..., 1962)
  • Nel cielo passano le nuvole | che vanno verso il mare | sembrano fazzoletti bianchi | che salutano il nostro amore. (da Dio, come ti amo, 1966, Citazione I)
  • Chi può fermare il fiume che corre verso il mare? | Le rondini nel cielo che vanno verso il sole | chi può cambiar l'amore | l'amore mio per te? (da Dio, come ti amo, 1966, Citazione II)
  • La lontananza sai, è come il vento | spegne i fuochi piccoli, ma | accende quelli grandi... quelli grandi. (da La lontananza, 1970)
  • La lontananza sai è come il vento | che fa dimenticare chi non s'ama. (da La lontananza, 1970)
  • Io ho bisogno di te | come la barca ha bisogno del mare per potere andare | la primavera ha bisogno del sole per poter fiorire | la farfalla di un fiore | un bimbo di una mano che l'accompagna | un cane di un padrone | e del vento l'aquilone per poter volare | ed io di te | sempre vicino a me | in ogni istante della mia vita! (da Come hai fatto, 1970)
  • Io sono la corda più tirata di un violino | e cerco la tua bocca come il pane | e non mi sazio mai | il cielo è un'immensa cattedrale | e l'amore fa di noi quello che vuole. (da Sortilegio di luna, 1973)
  • Guarda l'amore mio | com'è carina in questa fotografia | l'ho accarezzata troppo con le mie dita | per questo adesso si è un po' sgualcita | ma di presenza è più bella ancor. (da Cavallo bianco, 1973)
  • Ecco la mia vita, ecco la mia età | è da mille anni, che non vivo qua... (da Questa è la mia vita, 1973)
  • Per le strade di Torino | polizia e malviventi sono tutti di una razza | sono figli degli stenti. (da Ragazzo del sud, 1974 (–))
  • Nel mare della vita i fortunati vanno in crociera | gli altri nuotano | qualcuno annega. (da Delfini)

Citazioni su Domenico Modugno[modifica]

  • Modugno è famoso a Tokyo come a New York; nel Pakistan una nostra delegazione fu accolta da un orchestrina che con Volare intendeva richiamare ai graditi ospiti la cara patria lontana. Egli ha fatto, per la diffusione della nostra lingua, un'opera degna della Dante Alighieri: Ciao, ciao bambina è un'espressione largamente usata ovunque: e potete immaginare come, questo efficace esperanto, possa facilitare i rapporti tra i popoli. ....Signori, dobbiamo non poco a Modugno. Tutto ciò che egli fa è poi tanto italiano: italiano è il suo aspetto, italiana la sua ispirazione. Chioma e sospiri sono italiani, gesti e sgomenti sono italiani: esasperati, scatenati, eccessivi, dilaganti. Modugno non appare sul teleschermo, lo occupa; non canta i suoi motivi, li impone; non vi invita ad ascoltarlo, ve lo ordina. Ve lo ordina con i capelli, gli occhi, i baffi, le mani: è fortissimo e prepotente. (Enzo Biagi)
  • È il più grande di tutti. Nessuno ha scritto tante belle canzoni che rimarranno per decenni, nessuno è completo come lui quale cantautore, showman, attore. (Claudio Villa)
  • Domenico Modugno è come la Gioconda o come la Torre di Pisa: un monumento che ormai appartiene all'umanità intera, un brivido di bellezza senza più nazionalità. (Lino Patruno)
  • L'anticristo della canzone. Una bomba. L'innovatore. L'uomo a cui la musica italiana deve di più. Mimmo è stato la Personalità Importante della nostra canzone, fece capire agli italiani degli anni '50 che ci poteva essere un'altra musica oltre a quella classica. ...Lui cominciò. Da Mimmo venne tutto il resto. Fu l'uomo della rivoluzione, con lui saltarono gli schemi e gli altri non poterono far altro che adeguarsi. ...Mimmo rappresentava il sentimento più alto dell'uomo del Sud. ...Oddio ci sono state alcune personalità interessanti, ma nessuno come Mimmo. Mai più! E non vedo in giro eredi. (Renzo Arbore)
  • Cantavo imitando Modugno e d'altronde come si poteva non subire la sua influenza? (Fabrizio De André)
  • Fin da bambino cantavo tutte le canzoni di Modugno e di Claudio Villa. Mio padre aveva comprato una radio e tutte le canzoni che trasmettevano io ci cantavo sopra. Una spece di karaoke. Quando finivo la gente di fuori applaudiva. (Albano Carrisi)

Note[modifica]

  1. Citato in Carlo Antini, L'uomo che fece cantare il mondo , Il Tempo.it, 21 agosto 2013.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]