Eberhard Jüngel

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Eberhard Jüngel (1934 – vivente), teologo tedesco.

Possibilità di Dio nella realtà del mondo[modifica]

  • Dopo che Dio si era dato completamente al mondo in divenire, Dio non ha più nulla da dare: ora è l'essere umano che deve dare a Dio.
  • Il linguaggio, comunque si esprime, esprime sempre implicitamente l'essere umano. In questo senso l'idea secondo cui l'antropomorfismo esplicito sarebbe una forma particolarmente rozza di linguaggio figurato che deriva dalla tradizione, e perciò non proprio, non coglie l'essenza del linguaggio stesso.
  • Il mondo è creazione, in quanto con la distinzione tra possibile e impossibile la parola di Dio distingue l'essere dal nulla.
  • In breve: il metodo storico-critico di interpretazione della Scrittura è originariamente un metodo al servizio di un interesse permanente nei confronti di un Dio non storico.
  • Qual è la natura del rapporto tra Dio e gli esseri umani? Che cosa è naturale nella relazione di Dio alle persone? Nient'altro che la parola di Dio […] La teologia della parola di Dio è dunque, rispetto alla cosiddetta teologia naturale, pur sempre la teologia più naturale.
  • Non perché non voleva, ma perché non poteva, Dio non è intervenuto ad Auschwitz. Ma egli non poteva intervenire perché nell'atto della creazione dal nulla si era limitato, anzi si era spogliato della sua potenza.
  • Si parla con tanto fervore contro gli antropomorfismi e non si pensa che la nascita di Cristo è il più grande e significativo di tutti.
  • Se nei testi biblici viene al linguaggio il fatto che Dio viene al mondo e se la storia della venuta al mondo di Dio raggiunge il suo scopo, nell'idea del Nuovo Testamento, nella venuta al mondo dell'essere umano Gesù e nella sua storia in questo mondo, allora la caratteristica antropomorfa del parlare umano di Dio non può essere oggettivamente inadeguata.

Bibliografia[modifica]

  • Eberhard Jungel, Possibilità di Dio nella realtà del mondo: saggi teologici, traduzione di Fulvio Ferrario, Claudiana, Torino, 2005.

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