Edgar Morin

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Edgar Morin

Edgar Morin, pseudonimo di Edgar Nahoum (1921 – vivente), filosofo e sociologo francese.

[modifica] La conoscenza della conoscenza

  • Come hanno detto Marx e Engels all'inizio dell'Ideologia tedesca, gli uomini hanno sempre elaborato false concezioni di se stessi, di ciò che fanno, di ciò che devono fare e del mondo in cui vivono. E Marx-Engels non fanno eccezione.
  • Il carattere complesso dell'attività pensante [...] associa incessamente in sé, in modo complementare, processi virtualmente antagonistici che tenderebbero ad escludersi l'uno con l'altro. Così il pensiero deve stabilire frontiere e traversarle, aprire concetti e chiuderli, andare dal tutto alle parti e dalle parti al tutto, dubitare e credere, esso deve rifiutare e combattere la contraddizione ma, nello stesso tempo, deve farsene carico e nutrimento.
  • Il pensiero è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra Scilla e Cariddi verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.
  • Se non si ha qualche separazione, non si ha neppure più né soggetto né oggetto di conoscenza; non si ha più né utilità interna di conoscere né realtà esterna da conoscere.

[Edgar Morin, La conoscenza della conoscenza, traduzione di Alessandro Serra, Feltrinelli, Milano, 1989]

[modifica] Lo spirito del tempo

  • La cultura di massa è il riflesso pubblicitario dell'evoluzione consumistica del mondo occidentale.
  • La (ricerca della) felicità è davvero la religione dell'individuo moderno, illusoria come tutte le religioni. È una religione senza sacerdoti, che funziona industrialmente.
  • La concezione di felicità tipica della cultura di massa,[...], può essere detta consumatrice nel senso più largo del termine, vale a dire che essa spinge non soltanto al consumo dei prodotti, ma al consumo della vita stessa.
  • Alta cultura e cultura di massa si ricongiungono, l'una per il suo aristocraticismo volgare, l'altra per la sua volgarità assetata di riconoscimento sociale.
  • Qualunque sia il fenomeno studiato, occorre innanzitiutto che l'osservatore studi se stesso, poiché l'osservatore o turba il fenomeno osservato, o vi si proietta in qualche misura.

[Edgar Morin, Lo spirito del tempo, Edition Grasset & Fasquelle, Paris, 1962 - traduzione di Andrea Miconi per Meltemi editore 2002]

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