Edmond e Jules de Goncourt

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Edmond e Jules de Goncourt

Edmond de Goncourt (1822 – 1896) e Jules de Goncourt (1830 – 1870), scrittori francesi.

Indice

[modifica] Citazioni di Edmond e Jules de Goncourt

  • La miseria ha i suoi gesti. Il corpo stesso alla lunga prende abitudini da povero. (da Idee e sensazioni)
  • Quel che al mondo ascolta più stupidaggini è forse un quadro da museo. (da Idee e sensazioni)
  • Un quadro in un museo è forse la cosa al mondo che ascolta il maggior numero di osservazioni stupide.[1]

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  • Come verità generale, è prudente dire che un quadro che produce un'impressione morale è un brutto quadro.
  • La dissolutezza è forse un gesto della disperazione in faccia all'infinito.
  • La donna ama per sua natura la contraddizione, l'insalata con l'aceto, le bevande gassose, la selvaggina frolla, la frutta verde, i cattivi soggetti.

[modifica] Diario

  • Ci sono fortune che gridano "imbecille"...
  • Il Bello è ciò che sembra abominevole a occhi ineducati. Il Bello è ciò che la vostra amante e la vostra domestica trovano d'istinto orrendo.
  • Il popolo non ama né il vero né il semplice: ama il romanzo e il ciarlatano.
  • La credulità è un segno d'estrazione: essa è plebea per essenza. Lo scetticismo, lo spirito critico è l'aristocrazia dell'intelligenza.
  • Pensare che non si sa il nome del primo maiale che scoprì un tartufo.
  • Se c'è un Dio, l'ateismo deve sembrargli una minore ingiuria che la religione.
  • Un'opera non è mai un capolavoro: lo diventa.

[modifica] Note

  1. Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, 1991.

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