Edoardo Sanguineti

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Edoardo Sanguineti

Edoardo Sanguineti (1930 – vivente), narratore, poeta, critico e traduttore italiano.

  • [Vi è chi incolpa l'industria culturale di spegnere negli scrittori le facoltà creative] L'industria culturale non è tale da impedire la nascita di un'opera d'arte di qualità e magari d'eccezione. Ma è evidente che ne condiziona la forma. L'industria culturale è il terreno su cui opera la nostra cultura. Non potrebbe essere diversamente. Se Honoré de Balzac scriveva capolavori nella forma del romanzo, ciò è perché l'industria culturale dell'epoca chiedeva questo genere. (da Il grande committente, conversazione con Edoardo Sanguineti, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967)
  • La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina. (citato in Antonio Troiano, I poeti alla corte di Irene, Corriere della sera, 19 febbraio 1995)
  • La virtù principale del capolavoro, se vogliamo continuare a chiamarlo così, è quella di creare un nuovo modo di guardare le cose. (da Il grande committente, conversazione con Edoardo Sanguineti, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967)
  • Non c'è opera veramente comica se non ha in sé qualcosa di tragico e viceversa. (da Il grande committente, conversazione con Edoardo Sanguineti, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967)
  • Per me la scienza è fatalmente portatrice di valori. Pensando al discorso sul metodo mi viene in mente Galileo e le sue ragioni metodologiche. Non credo che la sua scienza fosse innocua, neutrale, innocente. Per la semplice ragione che le sue ricerche misero in crisi una prospettiva ideologica forte: quella fino ad allora sostenuta dalla Chiesa e dall'autorità scientifica appoggiata dal cardinal Bellarmino. È impossibile separare la scienza dal suo contesto storico sociale concreto. L'immagine dello scienziato chiuso inlaboratorio che fala grande scoperta è un po' comica. A promuovere la scienza sono innanzitutto i gruppi interessati a usarne le ricadute: l'università, l'industria sempre più immateriale, i grandi centri medici e farmacologici, l'esercito. La portata ideologica della scienza lievita dentro questi interessi. (dall'intervista di Antonio Gnoli, Sanguineti e la scienza, la Repubblica, 6 giugno 2007, p. 49)
  • Pinocchio piace moltissimo anche a me. Ritengo anche io che sia uno dei più grandi libri dell'Ottocento italiano. Ma non fa testo. È al di fuori della letteratura. Collodi non aveva la coscienza, la lucidità del letterato. Era in sostanza un narratore orale; non sapeva quello che poteva dare come non lo sa ogni narratore orale. (da Il grande committente, conversazione con Edoardo Sanguineti, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967)
  • Quelli di Tienanmen erano veramente dei ragazzi poveretti, sedotti da mitologie occidentali, un poco come quelli che esultarono quando cadde il muro; ma insomma, erano dei ragazzi che volevano la Coca-Cola. (da un'intervista a La7; citato su il Giornale, 22 gennaio 2007)
  • Sarei tentato di dire che non esistono cattivi maestri, ma solo cattivi discepoli. (dall'intervista di Paolo Stefano, Da dimenticare? Io ci metto anche D'Annunzio e Sciascia, Corriere della sera, 10 maggio 1993)
  • Ulisse [di James Joyce] va visto come l'ultimo dei capolavori della narrativa ottocentesca, e il primo di quelli del nostro secolo. Anche in questa ambivalenza si rivela il suo carattere di opera eccezionale. Non si può dire di Marcel Proust, che appartiene molto più alla tradizione che alla letteratura nuova. (da Il grande committente, conversazione con Edoardo Sanguineti, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967)
  • Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia. (da Il grande committente, conversazione con Edoardo Sanguineti, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967)

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