Edward Gibbon

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Edward Gibbon

Edward Gibbon (1737 – 1794), storico britannico.

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[modifica] Citazioni di Edward Gibbon

  • [La figura di Maggioriano] presenta la gradita scoperta di un grande ed eroico personaggio, quali talvolta appaiono, nelle epoche degenerate, per vendicare l'onore della specie umana. [...] Le leggi di Maggioriano rivelano il desiderio di fornire rimedi ponderati ed efficaci al disordine della vita pubblica; le sue imprese militari gettano l'ultima effusione di gloria sulle declinanti fortune dei Romani. (da Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano, capitolo xxxvi, §4, s.a. 457)
  • I venti e le onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili. (da Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano, capitolo LXVIII)
  • La corruzione, il sintomo più infallibile della libertà costituzionale. (da Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano)
  • Tutto ciò che è umano deve retrocedere se non progredisce. (da Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano)
  • Fintanto che l'umanità continuerà ad essere prodiga di elogi più coi suoi distruttori che coi suoi benefattori, la brama di gloria militare sarà sempre il vizio delle personalità più insigni. (da Declino e caduta dell'Impero Romano)
  • Quasi tutti i crimini che turbano la pace interna della società sono il prodotto delle restrizioni che delle leggi necessarie ma discriminanti della proprietà hanno imposto agli appetiti del genere umano, limitando soltanto ad alcuni il possesso di quegli oggetti che sono desiderati ardentemente da molti. (da Declino e caduta dell'Impero Romano)
  • Di tutte le passioni e di tutti i nostri appetiti, l'amore del potere è quello di natura più imperiosa ed egoistica, poiché l'orgoglio di un solo uomo esige la sottomissione della moltitudine. (da Declino e caduta dell'Impero Romano)
  • I prìncipi sospettosi promuovono spesso l'ultimo degli uomini nella vana persuasione che chi dipende soltanto dal favore proverà attaccamento soltanto per il suo benefattore. (da Declino e caduta dell'Impero Romano)
  • Il potere può essere conferito dal favore del sovrano ma l'autorità deriva soltanto dalla stima del popolo. (da Declino e caduta dell'Impero Romano)
  • Il teologo può indulgere nel piacevole compito di parlare della Religione come se discendesse dal Cielo, adorna della sua nativa purezza. Un dovere più malinconico si impone allo storico. Egli deve scoprire l'inevitabile miscuglio di errore e di corruzione in cui essa si è invischiata dopo un lungo soggiorno sulla Terra, tra una razza debole e degenerata di esseri. (da Storia della decadenza e caduta dell'impero romano; citato in Carl Sagan, Contact, p. 119)

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  • Folle senza compagnia e dissipazione senza piacere.
  • Teodora desiderava un quarto altare su cui offrire libagioni al dio dell'Amore.[1]
  • Ho sospirato come un innamorato, e obbedito come un figlio.
  • I principi di una libera costituzione sono irrimediabilmente perduti quando il potere legislativo è nominato dal potere esecutivo.
  • La nostra simpatia è fredda al resoconto di una sofferenza lontana.
  • La storia è poco più che una registrazione dei delitti, follie e sventure dell'umanità.
  • Tutte le tasse, alla fine, devono ricadere sull'agricoltura.

[modifica] Bibliografia

  • Edward Gibbon, Declino e caduta dell'Impero Romano, a cura di Dero A. Saunders, traduzione di Michele Lo Buono, Mondadori 1986.
  • Edward Gibbon, Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano, traduzione di Giuseppe Frizzi, Einaudi, 1987.
  • Carl Sagan, Contact, traduzione di Fabrizio Ascari, Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogni, Etas, S.p.a, 1986.

[modifica] Note

  1. Alludendo a quel che dice Procopio di Cesarea riguardo all'uso "contro natura" che Teodora faceva del suo corpo.

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