Edward Hopper

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Edward Hopper, Autoritratto, 1906.

Edward Hopper (1882 – 1967), pittore statunitense.

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  • Il mio scopo nel dipingere è sempre stata la più esatta trascrizione possibile della più intima impressione della natura.
  • Se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo.
  • Quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa.
  • L'arte americana non deve essere americana, deve essere universale. Non deve dare importanza ai propri caratteri nazionali, locali o regionali. Tanto non puoi comunque prescindere da quei caratteri. Basta che tu sia te stesso, e mostri per forza la razza e la cultura a cui appartieni, con tutte le loro caratteristiche.

[modifica] Edward Hopper. Scritti, interviste, testimonianze

  • Il mio scopo in pittura è sempre quello di usare la natura come mezzo, per cercare di fissare sulla tela le mie reazioni più intime di fronte al soggetto, così come mi appare quando lo amo di più: quando il mio interesse e il mio modo di vedere riescono a dare unità alle cose.
  • L'opera è l'uomo. Una cosa non spunta dal nulla.
  • La gente trova qualcosa nel tuo lavoro, la traduce in parole e poi va avanti per sempre. Del resto, perché non dovrebbe esserci nostalgia nell'arte?
  • Per me l'impressionismo era l'impressione immediata. Ma sono più interessato al volume, naturalmente.

[Edward Hopper. Scritti, interviste, testimonianze, a cura di Elena Pontiggia, Abscondita 2000]

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