Eileen Power

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Eileen Power

Eileen Power (1899 – 1940), storica britannica.

Vita nel medioevo[modifica]

  • Il nostro tempo si differenzia dai secoli precedenti per la sua viva attenzione a quel personaggio tanto negletto che è l'uomo della strada; o (come era più spesso nei tempi passati) l'uomo dei campi. (p. 12)
  • Oggi lo storico si interessa alla vita sociale del passato, e non solo alle guerre e agli intrighi dei principi. (p. 12)
  • Noi lodiamo ancora gli uomini famosi, perché sarebbe uno storico ben meschino chi potesse dimenticare una sola delle grandi figure che hanno dato luce di gloria o sapore di romanzo alla pagina della storia; li lodiamo, però, tenendo sempre presente che non solo i grandi personaggi, ma anche il popolo nel suo complesso, le masse anonime e indistinte del popolo che ora dormono in tombe sconosciute hanno avuto infine il loro riconoscimento. (p. 12)
  • I menestrelli ripagarono Carlo Magno per la sua benignità verso di loro. Gli diedero fama immortale. (p. 26)
  • Ciò che i cronisti dei monasteri non avrebbero mai potuto fare per Carlo Magno, nel chiuso delle loro cellette, lo fecero questi menestrelli disprezzati e maledetti: gli diedero ciò che forse è più desiderabile di un posto nella storia – gli diedero un posto nella leggenda. (p. 26-27)
  • Se la geografia aveva dato a Venezia una posizione senza pari, i Veneziani fecero il resto. (p. 38)
  • Consapevoli [i veneziani] sempre che, per essi, l'avvenire si trovava sul mare e in quelle terre orientali il cui calore si era insinuato nella loro civiltà e aveva scaldato il loro sangue. (p. 38-39)
  • Erano occidentali e orientali insieme, questi veneziani: cuori caldi nell'amare e nel conquistare, teste fredde nel progettare e nel governare. (p. 38-39)
  • Per molto tempo gli storici hanno scioccamente creduto che re, guerre, assemblee parlamentari e sistemi giuridici fossero i soli oggetti della loro ricerca; si dedicavano alle cronache e agli atti dei parlamenti, ma non li sfiorava nemmeno l'idea che si potessero cercare nei polverosi archivi vescovili i grossi libri nei quali i vescovi medievali registravano le lettere che scrivevano e tutti i complicati affari relativi al governo della loro diocesi. Ma quando gli storici si decisero a compiere queste ricerche, trovarono una miniera di informazioni preziose su quasi tutti gli aspetti della vita sociale e religiosa. Dovettero lavorare di scavo, naturalmente, perché quasi tutto ciò che vale la pena di conoscere è come il metallo prezioso che dev'essere strappato alla roccia; e per un solo filone lucente il minatore deve spesso scavare per giorni interi sottoterra in una massa di materia opaca; e quando l'ha raggiunto deve scavare dentro di sé, per riuscire a capirne il significato. (p. 83)
  • Chi visiti la Camera dei Lord e si trovi a contemplare pieno di rispetto quell'augusta assemblea, non può non restare colpito da un oggetto voluminoso e profano che sta di fronte al trono: un oggetto informe, sul quale noterà che, durante le sedute plenarie del Parlamento, sta seduto il lord cancelliere d'Inghilterra. L'oggetto è un cuscino di lana, e in quella lana c'è tanta storia quanta ce n'è nella carica stessa di lord cancelliere. Esso ricorda infatti a una generazione di cotonieri e di metallurgici su che cosa si è fondata la grandezza dell'Inghilterra: non sulla delicata pianta che arriva dai più lontani paesi d'oriente e d'occidente per alimentare la sua industria manifatturiera, e non sul duro metallo scavato nelle sue viscere, ma sulla sua lana che, una generazione dopo l'altra, è cresciuta sul dorso delle sue pecore dal muso nero. (p. 141)
  • Ora dobbiamo, come ho detto, ricostruire il ritratto di Thomas Paycocke e dei suoi colleghi [pannaioli] sulla base di tracce rimaste qua e là; ma fortunatamente queste tracce sono abbastanza frequenti in moltissimi villaggi inglesi e nella stessa Coggeshall le abbiamo a nostra disposizione. Possiamo richiamarlo in vita servendoci di tre cose: la sua casa che si affaccia sulla strada del paese, le lapidi delle tombe di famiglia nella navata della chiesa del paese, e il suo testamento conservato nella Somerset House. Una casa, una lapide, un testamento: sembrano ben poca cosa, ma contengono tutta la sua storia. È un errore grandissimo pensare che la storia debba consistere necessariamente in qualcosa di scritto: può consistere benissimo in qualcosa di costruito, e chiese, case, ponti, anfiteatri possono raccontare le loro vicende con la chiarezza di un libro stampato, se si hanno occhi per vedere. (p. 185-186)

Bibliografia[modifica]

  • Eileen Power, Vita nel medioevo (Medieval People, 1924), traduzione di Lodovico Terzi, Einaudi, Torino 1966, ISBN 8806004794

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