Elena Croce

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Elena Croce

Elena Croce (1915 – 1994), traduttrice, scrittrice e ambientalista italiana.

La patria napoletana[modifica]

Incipit[modifica]

Chi ha lasciato Napoli nella prima giovinezza ricorda la sua partenza come un momento di grande esaltazione. A quella età si desidera vivere nel «mondo». o almeno lo si desiderava prima di accorgersi che la guerra ci aveva sprofondati in un «cosmo» tanto incolore. Per chi vi era nato e cresciuto, a meno che non avesse subito precocemente il richiamo dello scetticismo, che è rimasto l'unico stemma della citta, Napoli non era «mondo». Era uno dei più pittoreschi scenari che avessero attirato l'evasione dell'antico viaggiatore in Italia. O altrimenti era un monumento storico grandioso. Nel perdere il paradiso di bellezze naturali che la circondava, la città è stata sempre messa a nudo come un monumento tra i più stratificati e fantasiosi, abbandonati e malinconici.

Citazioni[modifica]

  • La coscienza dell'origine napoletana è restia a manifestarsi all'esterno, ed ha una lenta e difficile decantazione interiore. (p. 11)
  • Napoli era finita colla guerra del 1915-18. (p. 12)
  • A Napoli l'orgoglio, appannaggio del dominatore, non è mai considerato legittimo, ma sempre soltanto ridicolo. (p. 16)
  • Le vie attraverso le quali su può riscoprire la Napoli rientrata e chiusa in se stessa sono malagevoli: quasi interamente ostruite, a prima vista, dalla ingombratissima «corte». (p. 19)
  • [Alessandro Poerio] Aveva cercato una parola di Goethe, che lo accolse con simpatia: ma egli sentì di non poterlo disturbare nella sua solitudine di semidio. Aveva avuto l'amicizia e la stima di Leopardi e, a Parigi, lunga dimestichezza con Tommaseo; aveva scritto versi di stile elevato. (p. 61)
  • Alessandro Poerio fu tormentato tutta la vita dalla insoddisfazione. Non per ambizione delusa, ma perché gli pareva di avere dato troppo poco alla causa per cui combatteva. (p. 61)
  • [Carlo Filangieri] Uomo operosissimo, era capace di pagare di persona, in termini di fatica, di precisione organizzativa e di costanza veramente non comuni. (p. 63)
  • [Carlo Filangieri] Molto consapevole del nome, illuministicamente glorioso, che portava, il figlio di Gaetano Filangieri perseguì un suo ideale di progresso tra paternalistico e tecnico, consono alla sua passione organizzativa dell'esercito. (p. 63)
  • [Giacomo Savarese] Sebbene privo di illusioni sul destino del Regno di Napoli, era antiunitario, e vagheggiava soluzioni federaliste di tipo neoguelfo: dopo l'Unità, si tenne in disparte, pubblicando qualche scritto polemico tra cui erano destinate ad avere un certo successo le Lettere di un contribuente. (p. 57)
  • Il motivo dominante dei ricordi di Savarese è il desiderio di rivendicare una fanciullezza privilegiata, facendo intravedere l'importanza della propria famiglia, del salotto di sua madre, Marianne Winspeare, sorella dell'autore della celebre opera sugli Abusi Feudali [di David Winspeare] (e che si mormorava fosse l'amica di Zurlo. (p. 57)

Bibliografia[modifica]

  • Elena Croce, La patria napoletana, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1974.

Voci correlate[modifica]

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