Elie Wiesel
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Elie Wiesel (1928 – vivente), scrittore rumeno, premio Nobel per la pace.
- Chi ascolta un superstite dell'Olocausto diventa a sua volta un testimone.[1]
- Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.[2] - Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, mai il torturato.[3]
- Se con l'olocausto Dio ha scelto di interrogare l'uomo, spetta a questi rispondere con una ricerca che ha dio per oggetto.[4]
- Volevano ad ogni costo uccidere l'ultimo ebreo sul pianeta. Oggi ci si potrebbe chiedere: perché la memoria, perché ricordare, perché infliggere un dolore tale? In fondo per i morti è tardi ma per i vivi no. Se non si può annullare il tormento, si può invece sperare, riflettere, prendere coscienza.[5]
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- A Sarajevo la notte arriva troppo presto e l'alba troppo tardi.
- Cosa significa realmente il misticismo? Significa un modo per avere conoscenza. È vicino alla filosofia tranne per il fatto che nella filosofia il metodo di indagine è orizzontale, mentre nel misticismo è verticale.
- Non credo al caso. Nella storia ci sono soltanto degli incontri. Il caso non esiste.
- Poiché ricordo, dispero. Poiché ricordo, ho il dovere di respingere la disperazione.
[modifica] Note
- ↑ Dall'intervista di Roberta Serdoz, I bambini ci aiuteranno a ricordare l'Olocausto, Il Bergamo, 27 gennaio 2007.
- ↑ Da La notte, Giuntina, 2001.
- ↑ Citato in Tom Regan, Gabbie vuote, Edizioni Sonda, 2005, p. 6.
- ↑ Da Al sorgere delle stelle.
- ↑ Da la Repubblica, 27 gennaio 2010.
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