Emilio Caldirola

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Emilio Caldirola (1924 –), scrittore e medico italiano.

Verbale del Processo di Gesù Nazareno[modifica]

Incipit[modifica]

Il processo in contumacia
Il 13 Nisàn dell'anno 3790 dalla fondazione del mondo. Alla seconda veglia della notte. Nella Camera Alta della Casa dei Hananiti nella Città Alta.
Davanti sugli scanni del Presidente Josèf ben Qajàfa e il Decano Hanàn il Vecchio. Sulle stuoie messe a ferro di cavallo i Sinedriti: gli Anziani alla sinistra gli Scribi alla destra i Sacerdoti sul fondo. Ai due estremi del ferro di cavallo il Cancelliere dell'Assoluzione Uzzì bar Zihà e il Cancelliere della Condanna Nabussàn ibn Sanbusnà
.
Il Presidente Josèf ben Qajàfa: Ci benedica Dio il nostro Dio.
I Sinedriti: Ci benedica Dio.
Il Presidente Josèf ben Qajàfa: Stelle di Giustizia | Abissi di Scienza | Specchi di Verità | che avete Peso di Piombo | Durezza di Ferro | Splendore di Diamante | Gioia e Bene nel vostro Sacro Petto.
Fra due giorni è Pasqua.
I Sinedriti: Pasqua oh Pasqua.
Il Presidente Josèf ben Qajàfa: E a Pasqua fanno Sei Lune da che abbiamo lanciato la Grande Scomunica contro l'Uomo di Nazarèt. E a Pasqua fanno Quaranta Giorni da che abbiamo spiccato il Mandato di Arresto contro l'Uomo di Nazarèt. E con quale risultato? Nessuno. Infatti ecco che rientra nella Città Santa scortato dalla canaglia che gli fa intorno un muro di protezione. E circola per la Città e predica nel Tempio e ci provoca e ci sfida.
Coèn Hanània: Bisogna avere il coraggio di ammettere il nostro fallimento.
Il Presidente Josèf ben Qajàfa: Abbiamo fallito una e due volte? Non falliremo la terza volta.

Citazioni[modifica]

  • Il Presidente Josèf ben Qajàfa: Venerabile Bavà ben Butà tu tieni la vera scienza quasi racchiusa nel cavo della mano. Certamente Mosè Dottore nostro pace di Dio su lui ci comanda di lapidarlo e dovremmo lapidarlo e dovrebbe essere lapidato. Ma c'è un ma.
    Una volta tanto per nostra fortuna Roma ha avocato a sé i giudizi di vita e di morte. Ora nell'eventualità di una condanna a morte da parte del Pretore Romano la pena che lo spetta è la Croce. Ecco dove vogliamo arrivare. Alla Croce. Lo vogliamo crocifisso.
    Il Decano Hanàn il Vecchio: Capitela una buona volta che lo vogliamo crocifisso.
    Il Presidente Josèf ben Qajàfa: Perché crocifisso? Perché la Crocifissione è la più alta vetta della sofferenza umana. (p. 25)
  • Coèn ben Fiabi: I falsi profeti si ha da ucciderli a grande esempio nei grandi giorni di festa e di folla. (p. 27)
  • Coèn Jonatàn il Segàn: Pace Jeudà Iscariòt. Se la paga degli uomini è piccola sarà grande la paga di Dio.
    Jeudà Iscariòt: Dio paghi voi con la stessa moneta che pagherà me. (p. 49)
  • Il Decano Hanàn il Vecchio: Nell'esuberanza del tuo amore hai varcato le frontiere del divino. (p. 41)

Bibliografia[modifica]

  • Emilio Caldirola, Verbale del Processo di Gesù Nazareno, tachigrafato da Uzzi ben Zihà e da Nabussàn ibn Sanbusnà, tradotto da Eilio Caldirola, Guanda, Parma 1972.