Emma Orczy

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Emma Orczy, pseudonimo di Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara detta "Emmuska" Orczy (1865 – 1947), scrittrice inglese di origine ungherese.

La vendetta di Sir Percy[modifica]

Incipit[modifica]

Proprio nel punto in cui l'Albergo Moderno alza ora alteramente la testa, si vedeva un tempo una casetta col tetto di embrici rossi molto spioventi e i muri imbiancati a calce. La casetta apparteneva a un certo Battista Portal, vecchio contadino del Delfinato, il quale dava da rinfrescarsi ai viaggiatori e ai viandanti, dispensando (come suo padre e il suo nonno avevano fatto prima di lui) il vinetto leggero del paese e magari, se qualcuno lo desiderava, anche qualche bicchiere d'acquavite. Le ore che il suo mestiere gli lasciava libere le passava in massima parte a borbottare contro il nuovo Albergo della Posta, sulla strada maestra, che gli portava via quasi tutti gli avventori. Non vedeva affatto la necessità di un Albergo della Posta, proprio non lo vedeva, il vecchio Battista, come del resto non vedeva la necessità della strada maestra, né della vettura postale.

Citazioni[modifica]

  • E ora Fiorella aveva diciotto anni e Amedeo venti; e i capelli della ragazza avevano il colore del grano maturo, i suoi occhi sembravano un lembo di cielo in una mattina di mezza estate, la sua bocca era fresca e fragrante come una rosa nel mese di giugno. Non c'è da stupirsi se il povero Amedeo si sentiva i piedi di piombo e il collo troppo grosso per essere contenuto nella cravatta; e quando ella lo pregò di empire un vaso con l'acqua della caraffa, per potervi mettere quei bei fiori, c'è da stupirsi se versò l'acqua in terra, visto che le sue dita goffe incontrarono quelle sottili di lei sul collo della caraffa?
  • La strada maestra era inondata di una luce lattea, ma i due giovani erano fermi nell'ombra degli alti pioppi e l'oscurità li avviluppava come un morbido manto di velluto. Amedeo attirò Fiorella più vicino al suo petto, stringendola sempre più forte, fino a toglierle quasi il respiro.
    Fu soltanto per respirare meglio che ella alzò il viso verso di lui; non vorrei certo suggerire che lo facesse per nessun altro motivo, ma la sua mossa finì di far perdere la testa al povero Amedeo, che abbassò il capo e incollò le labbra su quelle della fanciulla, mentre ella gli donava tutta l'anima ingenua e soave in un lungo bacio.

Bibliografia[modifica]

  • Emma Orczy, La vendetta di Sir Percy (Sir Percy Hits Back), traduzione di Giuseppina Taddei, Casa Editrice Sonzogno, Milano 1948.

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