Enrico Brizzi

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Enrico Brizzi

Enrico Brizzi (1974 – vivente), scrittore italiano.

Jack Frusciante è uscito dal gruppo[modifica]

Incipit[modifica]

presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro
ma non ghignate, per favore, poiché all'epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto diciott'anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi nulla d'esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome
quale conoscente del vecchio Alex e persona informata dei fatti mi limiterò ad aggiungere che una certa storia con una ragazza gli appariva ormai sfumata nel ricordo, gualcita dallo squallore sbalorditivo della vita di tutti i giorni:
essere stato terribilmente felice con lei per quattro mesi gli sembrava – ecco un'altra delle sue sensazioni più crude – non fosse servito a niente

Citazioni[modifica]

  • Delle decine e decine di ragazzi con cui aveva diviso la sua vita di acidi ed autostrade si era presentato solo uno, camicia azzurra e mercedes targata Verona. Ma sembrava a disagio..è andato via prima della fine. (Alex, sul funerale di Martino)
  • Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro. Ma non ghignate, per favore, poiché all'epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto i diciott'anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi niente d'esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome.
  • Per dirla come il vecchio Alex, c'erano stati dei pomeriggi in cui l'aveva desiderata con una rabbia capace di fargli male questa Adelaide, ma lui s'era ben guardato anche solo capirete.
  • E tutta la domenica seguente. Alex forte, Alex incazzato, Alex che se ne frega, era rimasto pesto sul letto a leggersi Il gabbiano, mio Dio, Jonathan Livingstone che gli aveva prestato proprio Aidi. Alex inutile e triste come la birra senz'alcool.
  • Come in quella canzone incredibile dei Cure dove lei è bellissima e il povero la guarda ammirato e lei si sente offesa e Robert Smith dice "Ecco perché ti odio".
  • Vedere da lontano Aidi coloratissima mentre parlava con le altre carlotte in bianco e nero, stendere a gomitate tutti quelli sulla traiettoria, arrivarle vicino, chiederle solo PERCHÈ e poi ricominciare tutto daccapo.
  • È meglio scegliere dall'inizio chi sta veramente con te, se per sovvertire questo stato di cose ti vanno bene anche individui a cui sputeresti in facci non puoi venire a dire che è colpa vostra, siamo divisi, troppi stronzi qui fra noi e tu lo sai, isolarsi può aiutare a far scoprire gli infami in mezzo a noi.
  • Ti sento dentro Alex, ti capisco, e mi piace.. Splendido. Datemi solo delle revolverate un po' all'impazzata, qui. Grazie. Tipo My Way di Vicious. Fate fuoco quando volete.
  • Ciò che dobbiamo fare adesso è trovare tutti e due un posto fuori dal libro. Come dice la volpe al piccolo principe, quando mancherà un'ora al nostro appuntamento io comincierò ad essere felice, e sempre più impaziente...
  • (Erano i silenzi più lenti e maledettamente intensi che il vecchio Alex avesse mai ascoltato)
  • Guardare in silenzio le labbra, i capelli, le mani di Aidi alla luce di quella candela, era un'emozione maesosa come sdraiarsi sui binari e fermare una locomotiva con la sola forza delle gambe o nuotare in apnea, per ore, in un mare -perdonatelo- di tè fresco alla pèsca. Ma di tutto questo, il vecchio Alex si sarebbe accorto più tardi, poiché in quei giorni sentiva solo un misto portentoso di felicità e inquietudine mai provato prima. Aidi gli sembrava una fata luminosa e un'Entità imperscrutabile.
  • Se niente li avesse separati fino al momento della partenza, sarebbe stato come Ricky Cunningham presidente degli Stati Uniti o come suonare l'attacco di Foxy Lady con la Strato in fiamme uguale preciso all'attacco su disco del vecchio Hendrix. Sì. Il nostro diavolo d'un uomo ci avrebbe creduto. Ci avrebbe creduto tutti i giorni, e per sempre.
  • Ti al di là è una cosa che non tanto suona male ma toglie un pochino il fiato, e personalmente, okay, sono anch'io a pezzi. Ma la storia è questa, non un'altra.
  • Adelaide l'aveva colpito con un pugno finto, un bel momento, ma a lui era venuta voglia di baciarla seriamente, e poi di morderla un po' e legarla a sé e non lasciar gocciolare via neanche un istante del tempo che restava.
  • Sono io disposto a mettermi coscienza e controcoscienza sotto le suole delle scarpe e cercare solo quel che mi fa essere felice, che mi fa star bene, che mi fa ridere, per sentirmi vivo sul serio? Sì, sono io disposto.
  • Comunque, no, mica piange. Ha solo gli occhi un pochino lustri per via dell'enorme velocità, è chiaro. Okay. È anche perché quel figlio di puttana del piccolo principe ha addomesticato la volpe. E poi, forse, perché magari sta pensando che dei due pirati, adesso, qualcosa è come stesse andando un po' via per sempre. Sapete come ragionano certi ciclisti sentimentali, alle volte. Magari sta giusto pensando che determinate cose, nella vita dell'Uomo, possono succedere una volta sola. Sì, insomma, potrebbe farlo.
  • Bisogna avere molta cautela, con chi è felice.
  • E intorno tutto va come è sempre andato, e forse andrà sempre così. Tutto è prevedibilissimo, l'ho già vissuto in cento film tutti uguali e mi sento il personaggio di un libro che non mi piace e odio l'autore che mi fa fare queste cose che detesto e non mi fanno minimamente sentire felice e...
  • Nelle serate più luminose, invece, si volevano bene come in certi romanzi straordinari, e parlavano del Caulfield e della vecchia Jane, ed erano raggiantissimi solo stringendosi la mano. In quelle sere di primavera, seduti al tavolo di cucina coi libri sparsi un po' in giro, la musica a basso volume e la candela accesa, Alex cominciava a capire cosa fosse la felicità;
  • Alla fine l'equilibrio interiore non è che da cercare. Forse ce l'abbiamo già, e più ci muoviamo o agitiamo o altro, e più ce ne allontaniamo.
  • Era come se lui fosse finalmente riuscito ad abbracciare il verso dei Beatles, lo strano verso che dice "Happiness is a warm gun", che fino a quel momento gli era parso una specie di metafora un po'pittoresca o uno spunto buono per un manifesto pubblicitario..
  • Voglio dire: e i cazzi di sette e mezzo in latino, per esempio, che da semplici strumenti sono diventati una specie di fine ultimo? .. Insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità. (…) Cioè uno dei fini ultimi è questa cavolo di serenità martoriata. E allora perché dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono in contro spontaneamente lungo la strada? La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto.
  • Nessun posto è lontano. Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate forse non ci siete già?
  • E lui non aveva mai amato così tanto, poiché si ama davvero forse solo nel ricordo.
  • Alla fine ognuno cerca di far muovere gli altri nel suo personale teatrino. Il peggio è che io faro' precisamente tutte queste cose, tutto quello che si aspettano da me, un gesto dopo l'altro, in fila, per vivere anche nelle loro scenette squallide o banali o tragiche e poi riderne da solo, ma faro' tutto quel che vogliono, perché è l'unico modo che ho di sentirmi vivo è cambiare continuamente e fare sempre delle cavolo di recite.

[Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Baldini Castoldi Dalai]

Tre ragazzi immaginari[modifica]

  • Tutti, gioventù che eravamo, si sussurrava che il futuro dovevi aggredirlo appena affacciato il muso preoccupato fuori dalla tana.
  • Che tragedia aspettare i diciott'anni per ammainare la bandiera nera e chiedere asilo tra gli stronzi.
  • Ed in definitiva chi eri tu, a vent'anni, e chi erano i tuoi amici, ciascuno con la sua maschera, i comportamenti stilizzati. Le interpretazioni della vita al posto della vita vera, i patti di fratellanza che potevano essere violati, se solo riuscivano a tenerti abbastanza le canottiere a costine delle ragazze, o il lampo verdazzurro di uno sguardo che richiamando ti teneva indietro in un teatrino d'ombre, alla fine, in cui non c'era più posto per i giusti sogni, per immaginare qualcuno come un cigno e solo si bruciava di incazzature, e rabbie e seduzioni, in strade e discorsi sempre più poveri, davanti cui ci si sforzava, disperati e matti, di conferirlo a noialtri, un senso, intanto che iò passo fluviale del mondo tutti quanti noi, ciechi e sordi, ci trascinava.
  • Dialoga col tuo dolore. [...] Dialoga con esso, e il tuo dolore ti risponderà.
  • "Facevamo dei sogni strani una volta! Volevamo una vita in stile moderno! Essere senza radici!"
    "È vero! Ci sono spuntate, poi, a furia di negarle! Si sono insinuate sotto la terra mentre progettavamo di andarcene!"
    "Si! Si! È venuto giù tutto dritto nel solito modo! E alla fine ci siamo ritrovati inchiodati! Siamo diventati, o fratelli, dei bersagli un po' facili!"
  • L'infamia è da tutti meglio veduta che da coloro che la portano addosso.
  • Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino.

[Enrico Brizzi, Tre ragazzi immaginari, Baldini Castoldi Dalai]

Lennon Guevara Bugatti[modifica]

  • "La follia fa paura soltanto al potere."
    [...] "E sai perché? Perché il potere sa spiegare la nevrosi, con la psicanalisi e i calmanti, ma non sa cosa rispondere alla follia."
  • Sentii con una certa esattezza che quell'altalenare tra ragione e follia era l'unico modo possibile di essere.

[Enrico Brizzi, Lennon Guevara Bugatti, Mondadori]

Elogio di Oscar Firman e del suo impeccabile stile[modifica]

  • L'eco stessa di quel che diceva gli galleggiava in testa, quasi ascoltasse le sue parole pronunciate da un altro, quasi, lo credereste? Non fosse lui a parlare. Poi guardava gli occhi di Martina e si diceva: "Magari è così che va, quando sei costretto a dire quel che provi da un posto in cui non eri mai stato."
  • Nella sua testa ora, c'erano solo rabbia e questo sciocco vuoto da dove premeva il dolore.

[Enrico Brizzi, Elogio di Oscar Firman e del suo impeccabile stile, Baldini Castoldi Dalai]

Nessuno lo saprà[modifica]

Incipit[modifica]

Ma adesso eri sposato. Eri sposato da quindici mesi, e avevi un figlio.
Avevi un figlio, e con tua moglie una serie di cose cominciavano a perdere quota.
Avevate vissuto insieme tre anni, prima di sposarvi, ma adesso quella stessa ragazza non si ricordava più tanto bene chi eri, e pure con il lavoro le cose non procedevano a meraviglia.
Era un mondo molto piccolo, quello del tuo lavoro, e lo era ancora di più da quando era arrivato il bambino. La stanza in cui lavoravi era adesso la sua cameretta, e tu eri ormai confinato, col computer e il po' di libri che vi trovavano spazio, in quello che prima insieme a Dina chiamavate "il ripostiglio grande". Era un ambiente appena meno angusto del ventre dell'armadio a muro che presidiava il corridoio, e ogni volta che volevi fumare dovevi abbandonare la postazione e trasferirti sul balconcino del soggiorno.

Citazioni[modifica]

  • Stavo pensando che la civiltà è tutta una sfida fra l'uomo e la natura.
  • Unica è la terra e unico l'amore, mentre gli uomini, presi uno ad uno, sono molto meno unici ed insostituibili di come credevi a 17 anni.
  • [...] E non sei partito per conoscerti meglio, o conoscere meglio i tuoi amici.
    Volevi disconoscerti, semmai. Dimenticare il tuo nome e restare nudo con la fatica e la gioia, vicino a qualcuno di cui potevi fidarti, e alle cose essenziali che conoscevi da sempre.

[Enrico Brizzi, Nessuno lo saprà, Mondadori]

L'inattesa piega degli eventi[modifica]

  • All'improvviso, mi sembrava di aver riconosciuto il treno giusto e di esserci salito sopra al volo.
  • Voglio che tiri fuori la tua dannata testa di struzzo da sottoterra, amico mio. Spetta una briciola di rischio a ogniuno se vogliamo cambiare il mondo.
  • "Dice il mio direttore che la gente normale non esiste. Secondo lui ci dividiamo in pazzi innocui e pazzi pericolosi. Tu sei fra questi, amico."
    "No, Lorenzo. La gente si divide in un altro modo. La grande maggioranza sta a guardare la storia scorrere, e di solito la chiama destino. Poi ci sono i pochi che tentano di cambiarla."
  • "Alle persone ragionevoli fa benissimo incontrare ogni tanto gente che non ha paura di morire e di rinascere", proseguì mentre l'ascensore rallentava. "È grazie a noi matti, come dici tu, se il mondo ogni tanto si riscuote e migliora per tutti."
  • Il passo più lungo del viaggio è quello per uscire di casa.

[Enrico Brizzi, L'inattesa piega degli eventi, Mondadori]

Bastogne[modifica]

  • Ha l'impressione di trovarsi dentro uno di quei momenti meravigliosi in cui non vuoi essere tu a scegliere e c'è solo la consapevolezza che qualunque cosa accada cavalcherai volentieri la situazione.
  • Ermanno e Cousin Jerry cominciano a ballare. Fichissimi. Molto compresi nel ruolo di pipistrelli from the outher space appena appena fuori di testa.
  • I cari consigli da migliore amica. Ma occhi-blu è indipendente, occhi-blu sa come gira il mondo, occhi-blu ha polso da vendere... Occhi-blu è un coniglietto da sventrare...
  • Erano quei giorni di primavera in cui l'aria spinge ai baci e il colore della città si fa rosa e giallo mentre il sole temporeggia volentieri sui tetti fino a tardi. Erano quei giorni dell'anno in cui le emozioni si fissano meglio nel ricordo e si è come il siamese Pentothal, senza pace, in corsa da un posto all'altro, ansiosi di vedere e di fare, sicuri che nessun autunno toglierà più determinate voglie profondissime.
  • A casa, in definitiva, preferivi restarci il meno possibile, e solo la desideravi davvero quando nella bruma dell'alba tornavi sconvolto e all'improvviso ti sembrava di aver perduto le chiavi. Dovevi frugarti, ispezionare le tasche secondarie. Pregavi di trovarle, le kazzo di chiavi, per salire a farti un tè buonissimo, lavarti, prima di cappottare sul letto. Desideravi come nient'altro rientrare sano e salvo a casa tua.
  • Ogni centimetro quadrato di questa città è un luogo di conflitto.
  • I vecchi muoiono, i giovani crescono, le mamme imbiancano, i bambini rompono i coglioni...
  • La dolcezza che sentivo per Colombina era un amore sciocco.

[Enrico Brizzi, Bastogne, Mondadori, 1998]

In piedi sui pedali[modifica]

  • Arriva sempre, nella vita delle persone, un momento nel quale si scollina: le rampe della salita che si riteneva senza fine lasciano il posto a un breve falsopiano, e ci si ritrova a pedalare lassù, increduli di poter vedere una nuova porzione di mondo. Non c'è neppure il tempo di rifiatare e abituarsi alla prospettiva aerea, però, che già la strada inclina verso il basso. Da qui in avanti, per arrivare al traguardo, diventano inutili le doti del grimpeur: per governare la discesa servono animo saldo e concentrazione, ché bisogna pennellare le traiettorie d'istinto ed essere pronti a correggerle in un batter di ciglia, senza farsi prendere dal panico neppure se la ruota salta su qualche ostacolo imprevisto, e mantenere l'equilibrio diventa la più difficile delle imprese.
  • Nutrivo la segreta speranza di veder spuntare da Via San Mamolo un bus inglese a due piani, come quello della canzone degli Smiths, per risolvere quel grumo di sentimenti contraddittori in uno schianto: allora lei, avvertita delle mie condizioni, si sarebbe precipitata a tenermi la mano mentre la vita fuggiva da me, e non avrei saputo immaginare un più bel morire.
  • Come sempre, però, si ama davvero solo chi non è più fra noi e, per un effetto ottico dovuto all'enorme distanza, le stelle ormai spente appaiono nel nostro firmamento più luminose di quante ancora ardono.

[Enrico Brizzi, In piedi sui pedali, Libellule Mondadori, 2014]

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