Epitteto

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Epitteto

Epitteto (circa 50 – 125 d.C.), filosofo greco.

Diatribe[modifica]

  • Nessuna cosa grande compare all'improvviso, nemmeno l'uva, nemmeno i fichi. Se ora mi dici: "Voglio un fico"; ti rispondo: "Ci vuole tempo". Lascia innanzitutto che vengano i fiori, poi che si sviluppino i frutti e, poi, che maturino. (I, 15)
  • Uomo, tu hai una proairesi per natura non soggetta ad impedimenti e non soggetta a costrizioni. Qui, nelle viscere, questo sta scritto. (I, 17)
  • Sono le difficoltà a mostrare gli uomini. (I, 24)
  • Solo l'uomo educato ad usare la diairesi è libero. (II, 1)
  • Tu soltanto ricordati di quella diairesi grazie alla quale si definisce quanto è in tuo esclusivo potere e quanto non lo è. (II, 6)

Frammenti[modifica]

  • Quando siamo invitati ad un banchetto, prendiamo quel che c'è e se uno domandasse al padrone di casa che, invece di quello che c'è, gli venga servito del pesce o dei dolci, parrebbe uno stravagante. Tuttavia, nella vita, vogliamo dagli dei quello che non ci danno, anche se le cose che ci hanno dato sono molte. (XVII)
  • Se il medico non dà nessun consiglio, i malati se ne lamentano, perché pensano che disperi di loro. (XIX)
  • Nessuno è libero se non è padrone di se stesso. (XXXV)

Manuale[modifica]

Incipit[modifica]

Le cose sono di due maniere; alcune in potere nostro, altre no. Sono in potere nostro l' opinione, il movimento dell'animo, l'appetizione, l'aversione, in breve tutte quelle cose che sono nostri propri atti. Non sono in poter nostro il corpo, gli averi, la riputazione, i magistrati, e in breve quelle cose che non sono nostri atti.
Le cose poste in nostro potere sono di natura libere, non possono essere impedite né attraversate. Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento, e per ultimo sono cose altrui.
Ricòrdati adunque che se tu reputerai per libere quelle cose che sono di natura schiave, e per proprie quelle che sono altrui, t'interverrà di trovare quando un ostacolo, quando un altro, essere afflitto, turbato, dolerti degli uomini e degli Dei.

Citazioni[modifica]

  • Se ti affezioni ad una pentola, pur sapendo che è di terracotta, non ti lamentare se si rompe. Nello stesso modo, quando baci tua moglie o tuo figlio, di' sempre a te stesso "Sto baciando un mortale", affinché, se poi muoiono, tu non abbia a rimanere sconcertato. (3)
  • Accusare gli altri delle proprie disgrazie è conseguenza della nostra ignoranza della diairesi; accusare se stessi significa cominciare ad usare la diairesi; non accusare né sé né altri, questa è compiuta educazione alla diairesi. (5)
  • Non sono i fatti a sconcertare gli esseri umani, ma i loro giudizi intorno ai fatti. (5)
  • Ciò che turba gli uomini non sono le cose, ma le opinioni che essi hanno delle cose. (5; citato in Arthur Schopenhauer, L'arte di essere felici, Adelphi, ISBN 88-459-1295-7)
  • Non cercare che gli avvenimenti accadano come vuoi, ma disponi gli avvenimenti come accadono; e sarai sereno. (8)
  • Non dire mai di una cosa o di una persona: "L'ho perduta"; di' sempre: "L'ho restituita". (11)
  • Se vuoi progredire, sopporta di apparire stolto e insensato per le cose esterne, non voler sembrare sapiente e se sembri ad alcuni di essere qualcuno, diffida di te stesso. (13)
  • Il tuo compito nella vita è recitare nobilmente la parte che ti è stata assegnata. Quanto alla scelta di essa, questo è compito di un altro. (17)
  • Se qualcuno delegasse il tuo corpo a chi ti viene incontro, ne fremeresti. E che tu deleghi la tua intelligenza a chi capita affinché, se sarai ingiuriato, essa ne sia sconcertata e confusa: per questo non ti vergogni? (28)
  • Se uno ti viene a dire che un tale parla male di te, non cercare di difenderti, ma rispondi: "Senz'altro costui ignora gli altri miei difetti, altrimenti non avrebbe parlato solo di questi". (33)
  • Se ti assumi un ruolo al di sopra delle tue possibilità, non solo ci fai una brutta figura, ma tralasci anche il ruolo che potevi svolgere. (37)
  • Una volta superata la misura, non c'è più alcun limite. (39)
  • Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà.
  • Non sei una monade isolata, ma una parte unica e insostituibile del cosmo. Non dimenticarlo, sei un elemento essenziale nel groviglio dell'umanità.

Citazioni su Epitteto[modifica]

  • Pascal vedeva in due figure, Epitteto e Montaigne, i suoi veri e propri tentatori, contro i quali aveva bisogno di difendere e assicurare sempre di nuovo il suo cristianesimo. (Friedrich Nietzsche)

Bibliografia[modifica]

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