Ernest Renan

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Ernest Renan

Ernest Renan (1823 – 1892), filosofo e scrittore francese.

Citazioni di Ernest Renan[modifica]

  • [Ultime parole famose, nel 1872] Dopo la creazione del regno d'Italia Roma non ospiterà più il Papa.[1]
  • La nostra razza non iniziò affatto con il gusto dell'agio e degli affari. Fu una razza morale, coraggiosa, guerriera, gelosa della libertà e dell'onore, amante della natura, capace di dedizione, preferendo molte cose alla vita. Il commercio, l'industria sono stati esercitati per la prima volta su grande scala da popoli semitici, o che almeno parlavano una lingua semitica, i Fenici. Nel Medio Evo, anche gli Arabi e gli Ebrei furono tra i nostri maestri in fatto di commercio. Tutto il lusso europeo, dall'Antichità fino al XVII secolo, è arrivato dall'Oriente. Dico il lusso e non l'arte; c'è l'infinito tra uno e l'altra... (da Che cos'è una nazione?)
  • L'islamismo può esistere solo come religione ufficiale; quando lo si ridurrà allo stato di religione libera e individuale, perirà. L'islamismo non è solo una religione di Stato, come è stato il cattolicesimo in Francia sotto Luigi XIV, come lo è ancora in Spagna, è la religione che esclude lo Stato... Là risiede la guerra eterna, la guerra che cesserà solo quando l'ultimo figlio d'Ismaele sarà morto di miseria o sarà stato relegato dal terrore in fondo al deserto. L'Islam è la più completa negazione dell'Europa; l'Islam è il fanatismo, come la Spagna dell'epoca di Filippo II e l'Italia dell'epoca di Pio V hanno conosciuto appena; l'Islam è il disdegno della scienza, la soppressione della società civile; è la spaventosa semplicità dello spirito semitico, che restringe il cervello umano, chiudendolo a ogni idea delicata, a ogni sentimento fine, a ogni ricerca razionale, per metterlo di fronte a una eterna tautologia: Dio è Dio... (da Che cos'è una nazione?)
  • La natura ha fatto una razza di operai. È la razza cinese di una abilità manuale meravigliosa, senza quasi alcun sentimento d'onore; governatela con giustizia prelevando da essa, tramite tale governo, una ampia sopraddote a beneficio della razza conquistatrice: essa sarà soddisfatta; una razza di lavoratori della terra, è il nero : siate per lui buono e umano, e tutto sarà nell'ordine; una razza di padroni e di soldati è la razza europea. Che ognuno faccia quello per cui è fatto e tutto andrà bene. (da La Riforma intellettuale e morale, 1871)
  • L'unità cattolica non è mantenibile senza il potere temporale. Conseguenza necessaria del re d'Italia sul Quirinale è la partenza del Papato. È certo che il successore di Pio IX lascerà Roma e che il governo italiano, spalleggiato dalla Germania, insidierà in Vaticano un antipapa che trarrà dietro di sé metà della Chiesa. (citato in Vittorio Messori, Pensare la storia, SugarcoEdizioni, 2006)
  • Non spetta a noi dimostrare l'impossibilità del miracolo: spetta al miracolo dimostrare se stesso. (da Lettre à M. Adolphe Guéroult, 1862)
  • Se il cristianesimo fosse stato fermato nella sua espansione per via di qualche malattia mortale, il mondo sarebbe stato mitriaco. (da Marc Aurèle, p. 579; citato in Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose. Vol. II, traduzione di Maria Anna Massimello e Giulio Schiavoni, BUR, 2008, p. 327)

Mélanges d'histoire et de voyagers[modifica]

  • Sette templi, di cui cinque enormi, son là, giacenti sotto il sole; il diametro delle colonne arriva a m. 3,32 e da per tutto questi mirabili capitelli dorici, la più bella cosa che l'uomo abbia mai inventato! In nessuna parte si può comprendere meglio che qui, passo passo, i progressi di queste curve divine che arrivano alla perfezione. Ogni prova, ogni tentativo è visibile e, cosa più straordinaria di tutto il resto!, quando i creatori di quest'arte meravigliosa ebbero realizzato la perfezione, più nulla mutarono. Ecco il miracolo che i Greci soltanto han saputo fare: trovare l'ideale ed una volta che l'abbiano trovato aderirvi pienamente.
  • Vedremo noi Selinunte? Era questa la domanda che ci ponevamo dopo che la fregata aveva doppiato Marsala (il capo Lilibeo). Selinunte non potrebbe essere visitata che per mare. Ora questa costa senza un porto, presenta grosse difficoltà ad un naviglio di notevoli dimensioni.

Gli apostoli[modifica]

  • Come il buddhismo, anche il cristianesimo fu un'associazione di poveri; il suo principale allettamento fu la facilità offerta alle classi diseredate di riabilitarsi con la professione d'un culto che offriva loro soccorsi e pietà infinita.
  • I dogmi più cari ai fedeli, quelli che saranno adottati con maggior frenesia, saranno i più ripugnanti alla ragione.
  • Il cristianesimo nasce e si propaga in un tempo in cui ogni patria è spenta. […] Culto universale, come l'islamismo, il cristianesimo sarà in sostanza il nemico delle nazionalità.
  • La gloria della risurrezione appartiene a Maria di Magdala: dopo Gesù, la Magdalena contribuì più di ogni altro alla fondazione del cristianesimo: l'ombra creata dai sensi delicati di Maddalena governa ancora il mondo.
  • Quegli onesti martiri, quei rozzi convertiti, quei pirati edificatori di chiese, ci signoreggiano sempre. Siamo cristiani perché piacque loro di esserlo.

Vita di Gesù[modifica]

Incipit[modifica]

Gesù nella storia del Mondo
La rivoluzione per cui le famiglie nobili dell'umanità passarono dalle antiche religioni, comprese nella vaga denominazione di paganesimo, a una fondata soprea l'unità divina, la trinità, l'incarnazione del Figliuolo di Dio è tra gli avvenimenti fondamentali nella storia del mondo. Questa conversione si svolse in circa mille anni e la nuova religione ne impiegò per formarsi meno di trecento. L'origine del rivolgimento cristiano rimonta ai regni di Augusto e di Tiberio. Visse allora una persona eminente che per l'audace sua iniziativa e con l'amore che seppe ispirare, creò l'oggetto e fissò il punto di partenza alla futura fede dell'umanità.

Citazioni[modifica]

  • La più alta coscienza di Dio che sia mai esistita in seno all'umanità è stata quella di Gesù. (p. 43)
  • Il Dio di Gesù non è il despota parziale che ha scelto Israele per il suo popolo e lo protegge verso e contro tutti; è il Dio dell'umanità. (p. 43)
  • Nessuno mai è stato meno prete di Gesù, o più ostile alle forme, che mentre sembrano proteggere la religione, la soffocano. (p. 47)
  • [...] qualsiasi idea per riuscire deve fare sacrifici; dalla lotta della vita non si esce mai immacolati. (p. 48)
  • Concepire il bene non basta; bisogna farlo vittorioso fra gli uomini. (p. 48)
  • Nella morale come nell'arte, nulla è dire, tutto è fare. (p. 49)
  • L'idea che sta in un quadro di Raffaello è poca cosa; non conta che il quadro. (p. 49)
  • [...] la verità non diventa efficace che quando si trasfirma in sentimento, e non acquista tutto quanto il proprio valore, se nonsi avvera tra gli uomini in forma di fatto. (p. 49)
  • Uomini mediocramente morali hanno scritto eccellenti massime; invece uomini virtuosissimi nulla fecero per far durare la tradizione della virtù. (p. 49)
  • Tocca la palma a colui che in parole e in opere sia stato possente, abbia sentito il bene e a costo del proprio sangue lo abbia fatto trionfare. (p. 49)
  • Il regno di Dio sarà simile a una grande retata, che raccoglie il buono e il cattivo pesce, si ripone il buono nei vasi, e si butta il resto. (p. 58)
  • L'uomo intentissimo ai doveri della vita pubblica, non perdona a chi ponga qualche cosa al di sopra dele sue liti di partito. (p. 61)
  • L'ideale in fondo è sempre un'utopia. (p. 62)
  • Nelle nostre civiltà affaccendate, la memoria della libera vita di Galilea è rimasta come il profumo d'un altro mondo, come una rugiada dell'Hermon, grazie alla quale la siccità e la volgarità non hanno invaso tutto quanto il campo di Dio. (p. 82)
  • [...] chi prende l'umanità con le sue illusioni, e tenta con esse di influenzarla, non deve essere biasimato. (p. 110)
  • Bisogna profondamente distinguere le società come la nostra, in cui tutto accade nel pieno giorno della matura riflessione, dalle società ingenue, credule, in cui nacquero le credenza, che dominarono i secoli. (p. 111)
  • Non vi è grande fondazione che non riposi sopra una leggenda. Non vi è in tal caso che un colpevole: l'umanità, che vuol essere ingannata. (p. 111)
  • Le debolezze dello spirito umano non ingenerano che debolezza; le grandi cose hanno sempre le loro grandi cause nella natura dell'uomo, benché si producono spesso con un corteo di piccolezze, che per le menti superficiali ne offuscano la grandezza. (p. 116)
  • I miracoli per Gesù furono una violenza che gli fece il suo secolo, una concessione strappatagli da una necessità passeggera. Tanto ciò è vero che l'esorcista e il taumaturgo sono caduti; ma vivrà eternamente il riformatore religioso. (p. 117)
  • Se tutta la dottrina di Gesù fosse stata la fede a una prossima fine del mondo, ora dormirebbe certamente nell'oblio. (p. 121)
  • [...] l'insegnamento di Gesù non ha traccia di una morale applicata, o di un diritto canonico ben definito. Una sola volta si pronuncia chiaramente sul matrimonio, e vieta il divorzio. (p. 127)
  • A nessuno è lecito dire che ha orrore del sangue, quando lo faccia versare dai suoi servi. (p. 171)

Citazioni su Ernest Renan[modifica]

  • Ben l'ha compreso il Renan, il quale, nel suo sentimentalismo mistico e trascendentale, se ha forzato la mano alla Bibbia per darci una biografia fantastica di Gesù che è un vero romanzo, e se ha sbugiardato la teologia restituendo Cristo all'umanità, in fondo non ha fatto altro che prolungare la vita al cristianesimo. (Emilio Bossi)
  • Renan. – Teologia, ovvero la corruzione della ragione a causa del «peccato originale» (il cristianesimo). Ne è testimonianza Renan, che, non appena azzarda per una volta un Sì o un No di natura più generale, con minuziosa regolarità manca il bersaglio. (Friedrich Nietzsche)

Bibliografia[modifica]

  • Ernest Renan, Gli apostoli, traduzione di Eugenio Torelli Viollier, Dall'Oglio, Milano, 1956.
  • Ernest Renan, Vita di Gesù (Vie de Jésus), a cura di Francesco Grisi, Newton Compton editori 1994.
  • Ernest Renan, Mélanges d'histoire et de voyagers, ed. Calmann Levy, Paris 1878; citato in Rina La Mesa, Scrittori stranieri in Sicilia, Cappelli, 1961.

Altri progetti[modifica]

Note[modifica]

  1. Citato in Focus n. 106, p. 146.