Esteban Cambiasso

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Esteban Cambiasso

Esteban Cambiasso (1980 – vivente), calciatore argentino.

Citazioni di Esteban Cambiasso[modifica]

  • Non gioco mai per partecipare, neanche a carte. Mi piace la competizione, dare il massimo in tutto, con il fisico e con la testa. [1]
  • [su José Mourinho] È un tecnico che ha nel dialogo il punto di forza. Gli piace lavorare su ogni piccolo dettaglio, dà una personalità forte alla squadra. È un grande allenatore. In conferenza stampa ha un tono forte ma lui se lo può permettere. [2]
  • Quello che abbiamo fatto all'Inter resterà nella storia. Queste vittorie ti danno gioia e voglia di continuare a giocare. In Italia non si ha mai la pancia piena. Si ha sempre voglia di vincere. Noi e i tifosi abbiamo vinto la Champions e ne vogliamo subito un'altra. [2]

    da Fcinternews.it, 14 dicembre 2012

  • [Alla domanda: 'Massimo Moratti ha un debole per gli argentini, è vero?'] Credo che in Italia, in generale, i giocatori argentini siano molto considerati. L'Inter ha una storia particolare con gli argentini, a partire da Helenio Herrera, l'allenatore della 'Grande Inter'. Con il tempo, forse la nostra è potuta diventare la seconda 'Grande Inter'. Nell'Inter di Herrera c'era Angelo Moratti, il padre di Massimo, che aveva 18 anni ed è cresciuto con una squadra con un tecnico argentino. Questo ha influito. Come anche è stato decisivo il fatto che Zanetti sia stato il primo acquisto della sua gestione. Se Pupi avesse fatto male, per gli argentini venuti dopo sarebbe stato più difficile. Poi, credo che sia stato merito di tutti, siamo piccoli ambasciatori del nostro paese.
  • [Su Massimo Moratti] Sta con la squadra un allenamento alla settimana. Viene a vedere l'allenamento o a mangiare con la squadra. È molto vicino ai giocatori, cerca sempre di essere presente, soprattutto quando uno ha problemi non legati al calcio. La cosa che più mi ha impressionato è la sua umiltà, non comune in questo ambiente. Soprattutto considerando che non è solo il presidente, ma anche il proprietario del club. L'umiltà si vede nel modo in cui tiene l'autorità, di cui non abusa mai. Ti parla sempre con belle parole. Si arrabbia, come tutti, ma non l'ho mai visto mancare di rispetto a qualcuno.
  • [Su Javier Zanetti] È soprannaturale. La cosa più sorprendente non è tanto quanto corre in partita e negli allenamenti, cioè moltissimo, ma la sua velocità di recupero. Quelli che studiano queste cose assicurano che in questo campo non ha rivali.
  • [Alla domanda: "È vero che la Juve è favorita dagli arbitri?"] Oggi ci sono voci e niente di più. In altri tempi però successo ed è stato dimostrato dalla giustizia. È stata una pagina della storia del calcio italiano che per fortuna è finita. Oggi tutti si lamentano perché alla grandi squadre danno i rigori, ma le grandi vanno di più nell'area avversaria rispetto alle altre, per questo ci sono più possibilità che capiti un rigore rispetto a chi non attacca mai.
  • [Alla domanda: "Contro il Barcellona al Camp Nou avete pensato solo a difendervi?"] Queste partite a eliminazione diretta durano 180 minuti, e qui l'Inter ha fatto tre gol al Barcellona. E li abbiamo fatti quando stavamo perdendo. Fino ad allora, nessuno aveva mai fatto tre gol al Barcellona di Guardiola, nessuno aveva ribaltato così una partita. Al ritorno sono successe tante cose, ma ribadisco il concetto: queste partite durano 180 minuti. Se uno vuole fare l'analisi solo di metà, è un'altra cosa...
  • [Alla domanda: "Il giorno più triste e il più felice nella tua carriera?"] Il più triste, quello della eliminazione contro la Germania nel 2006. Il più felice, il giorno dopo la vittoria della Champions con l'Inter e quindi del Triplete. Il 22 maggio abbiamo vinto la Champions, il 23 mio fratello è stato promosso nella prima divisione del campionato argentino con l'All Boys.
  • [Alla domanda: "I tre giocatori più forti con cui sei stato su un campo di gioco?"] Messi, Zidane e poi tutti gli altri.
  • [Alla domanda: "L'avversario più difficile da marcare?"] Kakà. Sembrava che andasse con un passo continuo e poi ti fregava con un'accelerazione.
  • [Alla domanda: "Qual è il meglio e il peggio di Mourinho?"] Il meglio è averlo dalla tua parte. Il peggio è affrontarlo. Chi lo affronta, soffre. È difficile dire quale sia la cosa migliore che ha, perché un allenatore oggi deve sapere tante cose per imporre il proprio stile.
  • [Alla domanda: "Il miglior allenatore che tu abbia mai avuto?"] Ne scelgo tre, quelli che mi hanno fatto iniziare: Ramon Maddoni, Luis Andretto e Oscar Refojos.
  • [Alla domanda: "Cosa significa per te essere il giocatore argentino che ha vinto più titoli nella storia?"] È un orgoglio, una grande soddisfazione. Soprattutto in un paese come il nostro, con tanti giocatori che hanno fatto la storia e che hanno vinto tanto. Però non li ho contati finché non mi hanno avvisato che avevo fatto questo record. Ma sarà un record passeggero, perché Leo Messi alla fine avrà più titoli di me. È normale, è il migliore.
  • [Alla domanda: "Se dovessi fare un podio scegliendo tra i 23 titoli che hai vinto?"] Senza fare bronzo, argento e oro, devo mettere il Mondiale Under 20 in Malesia, perché stava iniziando la mia carriera, la coppa Intercontinentale con il Real Madrid, perché è il punto più alto per un sudamericano, e la Champions con l'Inter, perché è stato il coronamento di tutto quello che potevamo vincere qui. Anche perché l'Inter è tornata a vincerla dopo 45 anni.
  • [Alla domanda: "Qual è lo stadio che ti ha più impressionato?"] Ho avuto la fortuna di giocare in due squadre europee con gli stadi che mi sono sembrati i migliori: San Siro e il Bernabeu. Sono stati quelli che mi hanno dato l'impatto maggiore. Sono stadi costruiti solo per il calcio, senza pista di atletica e con le tribune più vicine.
  • [Sul suo ruolo] Mi definisco un giocatore che ha sempre giocato per la squadra. Non ho mai giocato dove volevo, ma dove mi metteva l'allenatore. Però guardate come sono le cose: in Argentina mi vedono come un volante offensivo, mentre in Italia sono considerato uno dei giocatori più tattici del campionato. Ovvero, stare attento in difesa quando la squadra attacca, aiutare l'attacco quando c'è meno potenziale offensivo. Di solito mi capita di giocare in squadre con un gran peso offensivo. Comunque, mi sento meglio più sono in mezzo al campo. Ho il campo di fronte, posso sfruttare la visione di gioco. Sulla fascia ho meno risorse, la velocità non è il mio forte.
  • [Alla domanda: "Per che squadra facevi il tifo da bambino e chi era il tuo idolo?"] Tifavo per l'Argentinos Juniors e in quell'epoca Fernando Redondo era un modello inevitabile. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando era in vacanza in Argentina. Il mio allenatore, Carlos Balcazar, mi disse: "Devi conoscere una persona". Avevo il suo poster in camera, me lo firmò. È curioso, poi mi comprò il Real Madrid e ho fatto la pre season con Fernando e gli altri mostri sacri del Real.
  • [Alla domanda: "Giochi molte partita a stagione, qual è il segreto?"] È che vivo per questo. Qualsiasi attività che faccio al di fuori, che sia camminare o viaggiare, cerco che non mi pregiudichi in niente. Lo so che è una carriera corta. Mangiare bene è fondamentale. Con il ritmo che teniamo, è quasi più importante mangiar bene e dormire che allenarsi. È proibito l'alcool, che non mi piace neanche. E poi poche bibite e cose da bere che non siano l'acqua.
  • [Alla domanda: "Messi è meglio di Maradona?"] Non si può sapere, però sta superando tutti i limiti possibile e immaginabili. Gioca 60 partite all'anno ed è strano che non faccia una doppietta. Messi ha tutto per essere il migliore della storia, oggi è difficile compararlo a Diego perché uno si è ritirato e l'altro no. Allo stesso modo, in due o tre anni, Zanetti sarà il giocatore più rappresentativo della storia dell'Inter.

Citazioni su Esteban Cambiasso[modifica]

  • Cosa farà Cambiasso quando smetterà di giocare? Che il Cuchu sarà un allenatore è sicuro, ora lo è già in campo. Come il Cholo si vedeva già che era portato, altrettanto si può dire del Cuchu, che è davvero molto preparato. (Javier Zanetti)
  • Credo sia un giocatore con un intelligenza superiore e lo sta dimostrando. (Alessandro Costacurta)

Note[modifica]

  1. Citato in Inter 18 – Lo scudetto più emozionante dell'Inter più bella, p. 146.
  2. a b Citato in Cambiasso: Inter, vogliamo continuare a vincere, Inter.it, 26 marzo 2011.

Bibliografia[modifica]

  • Inter 18 – Lo scudetto più emozionante dell'Inter più bella, La Gazzetta dello Sport, 2010. ISSN 1120-5067

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