Eusebio di Cesarea

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Eusebio di Cesarea

Eusebio di Cesarea (265 – 340), padre della chiesa, vescovo e scrittore greco antico.

  • Sotto questo segno vincerai.[1] (da Vita di Costantino, I, 27, 31)
In hoc signo vinces.
  • Stefano essendo convinto che non si dovesse introdurre nulla di nuovo contrario alla tradizione in vigore già dai primissimi tempi, ne fu profondamente scontento [che qualcuno sostenesse che gli eretici dovessero essere nuovamente battezzati]. (da Historia ecclesiae in Heinrich Denzinger, Enchiridion Symbolorum, edizione bilingue a cura di Peter Hünermann, versione italiana a cura di Angelo Lanzoni e Giovanni Zaccherini, Edb, 2001).

Dimostrazione evangelica[modifica]

  • Per il senso più profondo, invece, la parola della profezia indica il carattere di stabilità, pace e quiete di tutta quanta l'anima che accoglie il Dio.
  • Poiché colui che ara bisogna che ari nella speranza, e colui che trebbia nella speranza di averne parte.
  • Si dice che Marco, familiare e discepolo di lui, abbia raccolto le memorie di Pietro, utilizzando i suoi racconti sulle azioni di Gesù.


[Eusebio di Cesarea, Dimostrazione evangelica, a cura di Paolo Carrara, Paoline, Cinisello Balsamo, 1993]

Citazioni su Eusebio di Cesarea[modifica]

  • Eusebio interpella vivacemente i credenti di ogni tempo riguardo al loro modo di accostarsi alle vicende della storia e della Chiesa in particolare. Egli interpella anche noi: qual è il nostro atteggiamento nei confronti delle vicende della Chiesa? È l'atteggiamento di chi se ne interessa per una semplice curiosità, magari andando in cerca del sensazionale e dello scandalistico a ogni costo? Oppure è l'atteggiamento pieno d'amore, e aperto al mistero, di chi sa – per fede – di poter rintracciare nella storia della Chiesa i segni dell'amore di Dio e le grandi opere della salvezza da Lui compiute? Se questo è il nostro atteggiamento, non possiamo non sentirci stimolati a una risposta più coerente e generosa, a una testimonianza più cristiana di vita, per lasciare i segni dell'amore di Dio anche alle future generazioni. (Benedetto XVI)
  • A tanti secoli di distanza, anche oggi Eusebio di Cesarea invita i credenti, invita noi, a stupirci, a contemplare nella storia le grandi opere di Dio per la salvezza degli uomini. E con altrettanta energia egli ci invita alla conversione della vita. Infatti, di fronte a un Dio che ci ha amati così, non possiamo rimanere inerti. L'istanza propria dell'amore è che la vita intera sia orientata all'imitazione dell'Amato. Facciamo dunque di tutto per lasciare nella nostra vita una traccia trasparente dell'amore di Dio. (Benedetto XVI, Udienza Generale, 13 giugno 2007)

Note[modifica]

  1. Citato in Paola Mastellaro, Il Libro delle Citazioni Latine e Greche, Mondadori, Milano, 1994. ISBN 978-88-04-47133-2

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