Fabrizio Venerandi

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Fabrizio Venerandi (1970—vivente), scrittore italiano.

Incipit de Il trionfo dell'impiegato[modifica]

canterebbe di rima sibillina cantarebbe in rima pimpirlina del mio poema del poema del mio poema della rima
e dell'elleria ed anderebbe con la dedica il kalembur il trombare tenebroso la donna del (tele) schermo mia la mia dama
implacabile a torto Giustiniana a memoria ri-torto d'asseverazione a ragione; imprecisa di memoria la matematica
l'alchimia larreliggione orango tango tanto di mazurkiana memoria l'opsaicek, il passo, il passo doble il passo
debole eddellei kekkanto eddelei il mio pakipah silenzioso dell'est e dell'ovest nel senso che di lì quella ke tesse
di lino di là quella tagliente di lana rintuzzante tutta sferrettante l'una prespicente allatra l'una vecia l'atra vecia
pura lei e se ego mego mago parole sì la-bbanti nell'aere (ott'irrozzontale: il venticello del poeta: vedi ke mi tokk'aff=
are, oh lett=ore) nell'aere le mie fantasticate dicerie l'arido latte condensato delle mie povere poppelle mammarrie

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