Fausto Bertinotti
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Fausto Bertinotti (1940 – vivente), sindacalista e politico italiano.
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[modifica] Citazioni di Fausto Bertinotti
- [Rispondendo a Silvio Berlusconi, secondo cui «Chi ha letto Marx è diventato comunista, chi l'ha capito è diventato liberale».] Chi l'ha capito è diventato liberale solo se ricco. (dalla trasmissione televisiva Porta a porta, 12 gennaio 2006)
- La forma dello snobismo è di certo un modo per ricostruire un rapporto di massa sull'autenticità, in un'epoca nella quale la parossistica spettacolarizzazione porta alla totale inautenticità, nel rumore ormai assordante di una politica mendace. Il nostro è un piccolo atto, che non dev'essere assorbito da quel rumore fastidioso. (da la Repubblica del 18 settembre 1993)
- [Dopo essere stato visto ad un "pigiama party"] Vado nei salotti come vado nelle piazze o in Parlamento: per affermare ovunque il diritto all'alterità della sinistra antagonista. (citato in Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, La casta, p. 61)
- L'impresa [Vittoria italiana dei Mondiali di calcio] fa la gioia di un intero Paese, che nella festa scopre le ragioni di qualche momento di fraternità. (da La Gazzetta dello Sport del 10 luglio 2006)
- Bruno Vespa: A quando l'abolizione della proprietà privata?
Bertinotti: Ne riparliamo fra cinquecento anni! (da Porta a Porta, 2006) - [Commentando i fatti d'Ungheria in un viaggio a Budapest il 10 ottobre 2006] [Si può continuare a dirsi comunisti] per tigna, mi verrebbe da dire. Ma finché ci sono oppressi e oppressori c'è l'idea che gli oppressi ce la possano fare. Non fa decadere l'idea comunista la tragedia del suo rovesciarsi in regime. (citato in Bertinotti a Budapest: La democrazia non può essere imposta, Quotidiano.net, 10 ottobre 2006)
- In Italia ci vorrebbe una dittatura di Rifondazione Comunista! Temo però che questo non sarà possibile. (da Otto e mezzo, 10 ottobre 2006)
- [Alla domanda «Ma lei cosa pensa di Marco Travaglio?»] Non nominatemelo. Perché a sentire il suo nome mi viene l'orticaria. [...] Come persona è distante da me, dal mio modo di ragionare. Insomma, non condivido il suo metodo di polemizzare con le persone. Forse perché non amo, in genere, quando ci si muove in un contesto di giustizialismo. In questo modo ci si mette su un percorso molto lontano dalla mia cultura garantista [...] ogni volta che qualcuno si autoinveste del ruolo di censore, di moralizzatore, rischia di fare più danni di chi poi si vuole condannare. (da un'intervista al Corriere della sera del 10 maggio 2005: citato in Quadrifoglioweb, Bertinotti: "Travaglio? mi fa venire l'orticaria")
- Attraverso i suoi lavori Bergman ci lascia la testimonianza di una capacità straordinaria di indagare a fondo e senza condiscendenze sui grandi interrogativi etici legati alla condizione umana; sulla complessità e spesso sull'asprezza delle relazioni interpersonali; sulla forza della dimensione del sogno e della memoria come strumento di conoscenza e di interpretazione della realtà. Il suo rigore formale e la sua passione hanno contribuito a costruire l'identità stessa dell'espressione cinematografica e a declinarne i tratti più alti e peculiari. (Roma 30 luglio 2007 (Adnkronos), dal messaggio inviato alla famiglia Bergman per la scomparsa del regista)
- Ho detto che Silvio Berlusconi è un animale politico, e che sulle riforme è un interlocutore indispensabile. E non cambio idea. (citato in Francesco Verderami, Bertinotti: per le riforme Silvio resta indispensabile, Corriere della sera, 13 dicembre 2007, pp. 10-11)
- Non esiste pubblicazione di intercettazioni buone o cattive, sono tutte cattive. (citato in Bertinotti e le telefonate sul caso Rai «Violati i diritti, ma indicano un degrado», Corriere della sera, 21 dicembre 2007)
- [Si discute di aborto e di moratoria.] "In nome della vita astratta, non si rispetta quella concreta". [...] "C'è differenza tra un bambino in potenza e un bambino reale". [...] "Ci si scandalizza del fondamentalismo islamico e non per questo altro fondamentalismo". [...] "Quando nasce la vita? Nessuno lo sa. Neanche la Chiesa ha avuto le idee chiare". (dalla trasmissione televisiva Le invasioni barbariche, La7, 15 febbraio 2008)
[modifica] Citazioni tratte da interviste
Intervista a Sette, a cura di Claudio Sabelli Fioretti, 4 settembre 2003
- In un Paese in cui la cifra dominante è il trasformismo io ho un largo tasso di simpatia ma purtroppo prendo pochi voti.
- Io di scioperi ne ho visti tantissimi, anche di problematici e difficili. L'aria che si respira è sempre di liberazione, di gioia per avere conquistato uno spazio di libertà.
- L'adulazione è un vizio connesso al potere. Quindi è sempre di destra anche quando il potere è di sinistra. Qualche volta tocca anche giganteschi intellettuali. Jean Paul Sartre, in polemica con Camus, spiegò che non criticava Stalin solo per non creare difficoltà agli operai.
Intervista a Che tempo che fa, 11 marzo 2007
- Mai dare limite alla provvidenza. Soprattutto a quella rossa.
- La rivoluzione non è il potere, è la trasformazione del potere.
- L'Inter è come il comunismo, una bella idea realizzata male. (attribuita da Fabio Fazio)
- Per come è fatto il capitalismo, un comunista nasce sempre.
Intervista di Massimo Giannini, "Il progetto del governo è fallito, noi siamo già oltre l'Unione", la Repubblica, 4 dicembre 2007
- Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l'Unione non si è realizzata.
- Se vuole durare, il Professore deve imprimere una svolta fin dai primi giorni del 2008. In caso contrario, sarà davvero la fine. Come vedo Prodi, mi chiede? Con tutto il rispetto, di lui mi viene da dire quello che Flaiano disse di Cardarelli: è il più grande poeta morente.
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- Il comunismo ha fallito? E noi ci riproviamo.
- Il mio western preferito rimane "Ombre Rosse". Ma è un apprezzamento che esula dalle scelte di campo.
- Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c'è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni.
- Carlo Marx, se lo ricorda? Bene, lui ci aveva preso, aveva capito e indovinato tutto.
- Ricordo la prima volta che lessi il Capitale, non ci capii nulla; fu allora che decisi che sarei diventato un comunista.
[modifica] Bibliografia
- Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, La casta, Rizzoli, Milano 2007. ISBN 8817017145
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