Fazio degli Uberti

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Fazio degli Uberti (1305 o 1309 – dopo 1367), poeta italiano.

  • Onor si acquista per soffrire affanni, | Purché l'affanno sia in cosa degna, | E darsi all'ozio è vergogna con danni. (da Il Dittamondo)
  • Vale più Bassano di Lodi che il Colosso di Rodi. (da Il Dittamondo)
  • Italia è tratta in forma d'una fronda | di quercia, lunga e stretta, e da tre parte | la chiude il mar e percuote con l'onda. | (da Il Dittamondo, citato da Francesco Flora in Storia della letteratura italiana, vol. I, Natura e temi del Dittamondo, p. 319 ed. Mondadori 1972)
  • [La bellezza, come può manifestarsi in Italia] Volti di donne dilicati e belli, | uomini accorti e tratti a gentilezza, | maestri in arme, in cacce e in uccelli, || L'aere temperata e con chiarezza | soavi e dolci venti vi disserra: | piena d'amor, d'onore e di ricchezza. | (da Il Dittamondo, citato da Francesco Flora in Storia della letteratura italiana, vol. I, Natura e temi del Dittamondo, p. 319, ed. Mondadori 1972)
  • Oh vanagloria, se’ come una rama | di persico fiorita, che in un poco | se’ tanto bella e poi ti mostri sì grama! | (da Il Dittamondo, citato da Francesco Flora in Storia della letteratura italiana, vol. I, Natura e temi del Dittamondo, p. 320, ed. Mondadori 1972)
  • Io chiamo, io prego, io lusingo la morte | come divota, cara e dolce amica, | che non mi sia nemica | ma vegna a me come a sua propria cosa. | (citato da Francesco Flora in Storia della letteratura italiana, vol. I, La lirica di Fazio degli Uberti, p. 324, ed. Mondadori 1972.)

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