Federico García Lorca

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Statua di Federico García Lorca nella Plaza de Santa Ana di Madrid

Federico García Lorca (1898 – 1936), poeta spagnolo.

Citazioni di Federico García Lorca[modifica]

  • Ah, che fatica mi costa | amarti come ti amo! (da Es verdad, ne Le poesie, traduzione di Carlo Bo, Garzanti, 1979)
  • [Su Pablo Neruda] Un poeta più vicino alla morte che alla filosofia; più vicino al dolore che all'intelligenza; più vicino al sangue che all'inchiostro.[1]
  • [Su Pablo Neruda] Un uomo vero che ormai sa che il giunco e la rondine sono più eterni della guancia dura della statua.[1]
  • Vederti nuda è ricordare la terra. (da Le poesie)

Canti andalusi e poesie[modifica]

  • So benissimo che quella che si chiama conferenza serve nelle sale e nei teatri per lanciare negli occhi delle persone quelle punte di spillo, dove si infilzano gli irresistibili anemoni di Morfeo, e provocare certi sbadigli per i quali bisognerebbe avere una bocca da caimano.
    Ho constatato che in genere colui che tiene una conferenza si mette in cattedra senza compiere il minimo sforzo per avvicinarsi al suo uditorio; parla di quel che sa senza il minimo logorio di nervi e con una mancanza totale di sentimento; tutto questo determina momentaneamente nei suoi confronti un odio profondo, che ci fa desiderare con tutto il cuore che scivoli scendendo dalla tribuna o starnutisca in modo così violento che gli cadano gli occhiali nel bicchiere.
    Per questo sono venuto qui non a tenere una conferenza su temi studiati e preparati, ma a conversare con voi di ciò che nessuno mi ha insegnato, di ciò che è sostanza e magia, di poesia.
  • E la folla? Nessuno può riferire esattamente cosa sia una folla newyorkese; cioè, lo sapeva Walt Whitman che rifugiava in certe solitudini e lo sa T. S. Eliot che in un poema spreme la folla come un limone per ricavarne vati feriti, ombre bagnate e ombre fluviali. Ma se a questo si aggiunge che quella folla è ubriaca, avremo uno degli spettacoli più intensi che si possono ammirare.
  • [...] Ma io protestavo ogni giorno. Protestavo nel vedere i bambini negri come decollati dai colletti inamidati, con vestiti e stivaletti dai colori sgargianti, pulire le sputacchiere di uomini freddi che parlano come anitre.
    Protestavo per tutta questa carne rubata al paradiso, maneggiata dagli ebrei dal naso gelido e dall'anima inaridita; e protestavo per la cosa più triste, perché i negri non volevano essere negri, perché inventano pomate con cui nascondere i deliziosi capelli ricci e polveri che mutino il grigio del viso e sciroppi con cui ingrassare e attenuare il florido cachi delle labbra.

Tutte le poesie[modifica]

  • Annunziata dei Re, | ben lunata e mal vestita, | apre la porta alla stella | che per la strada le veniva incontro. | L'Arcangelo Gabriele, | tra giglio e sorriso, | pronipote della Giralda, | veniva in visita. | Sul corsetto ricamato | grilli occulti palpitavano. | Le stelle della notte | divennero campanelle.
  • Fiore eterno. Supplica del sospiro. | Fiore grandioso, divino, snervante, | fiore di fauno e di vergine cristiana, | fiore di Venere furiosa e tuonante, | fiore mariano celeste e calmante, | il fiore che è vita e azzurra fontana | dell'amore giovanile e arrogante | che nel suo calice rischiara le ansie.
  • Un libro di poesie | è un autunno morto: | i versi son le foglie | nere sulla bianca terra, |e la voce che li legge | è il soffio del vento | che li affonda nei cuori |intime distanze.

Citazioni su[modifica]

  • Il prestigio poetico di Federico aumentava, nonostante non avesse raccolto in volume, sino al 1927, i suoi poemi. Il successo che otteneva recitando le sue canciones e ballate era immenso. Fui presente, nell'Ateneo di Siviglia, all'omaggio che vari poeti e scrittori della nostra generazione dedicammo a don Luis de Gongora, nel terzo centenario della morte, il più clamoroso di tutti. E recitò, precisamente, i poemetti dedicati ad Antonito el Camborio, nome che in quella serata sentii per la prima volta. (Rafael Alberti)

Note[modifica]

  1. a b Da Presentación de Pablo Neruda, in Obras completas, Madrid 1969; citato in Pablo Neruda, Poesie, BUR, 2013.

Bibliografia[modifica]

  • Federico García Lorca, Tutte le poesie, traduzioni di Blini L. – Bruno R., Bur, 2006
  • García Lorca, Canti andalusi e poesie, a cura di Claudio Rendina, Newton Compton, Roma, prima ed. novembre 1978.

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