Ferdinando Camon

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Ferdinando Camon (1935 – vivente), scrittore e poeta italiano.

  • [Umberto Bossi] Di quel che dice sugli intellettuali, non m'importa, perché non fa danni. E lui invece pernicioso per il Nord: lo sta ricoprendo d'infamia. Il problema non è seguirlo o no, ma solo disfarsene. (citato in Corriere della sera, 15 settembre 1996)
  • Finito un libro mi metto i pesi alle caviglie per calmarmi con la fatica. (citato in Corriere della sera, 19 dicembre 2000)
  • Nella società multietnica, con gli islamici si deve convivere. Ciò premesso, occorre fare dei distinguo; le invadenze, da parte loro, sono inaccettabili. (Corriere della Sera, 20 settembre 2008)
  • Uno scrittore importante, che interpreta bene temi e sentimenti popolari. Sgorlon non fa bene a lamentarsi in questo modo: avere un successo popolare non porta automaticamente all'attenzione della critica. Io stesso sono stato più citato dai critici in Francia e in Argentina piuttosto che in Italia, ma non per questo farei mai l'errore di lamentarmi della scarsa attenzione che tocca, di fatto, agli scrittori isolati. (citato in Corriere della sera, 9 gennaio 2009)

[modifica] Dal silenzio delle campagne

  • Erano terre povere ma sante, | son diventate ricche ma assassine.
  • Firmi il contratto e speri | che compri anche la soia. | Era soltanto ieri | che ti sparava. La storia è una troia.
  • In campagna seppellire cadaveri | dove le talpe scavano cunicoli | è come tra la folla di città | abbandonarli sopra una panchina.

[Ferdinando Camon, Dal silenzio delle campagne, Garzanti Editore, 1998]

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