Fight Club (film)

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Fight Club

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Fight Club (film)

Titolo originale

Fight Club

Paese Stati Uniti d'America
Anno 1999
Genere thriller, drammatico, azione
Regia David Fincher
Soggetto Chuck Palahniuk (romanzo)
Sceneggiatura Jim Uhls
Produttore Art Linson, Ceán Chaffin
Interpreti e personaggi
Note

Fight Club, film statunitense del 1999 con Edward Norton e Brad Pitt, regia di David Fincher.

Tagline
Combatti per sapere chi sei.

Frasi[modifica]

Voci fuori campo[modifica]

  • Vi racconto qualcosa su Tyler Durden.
    Era un tipo notturno: mentre noi dormivamo, lui lavorava. Proiezionista a orario ridotto. Vedete, un film non sta tutto su un'unica bobina, ce ne sono diverse; perciò dev'esserci qualcuno per cambiare proiettore nel momento esatto in cui finisce una bobina e ne comincia un'altra. Se ci fate caso appaiono dei puntini sul lato destro dello schermo. – Nell'ambiente le chiamiamo "bruciature di sigarette". – È il segnale che la bobina sta finendo. Lui cambia il proiettore, il film continua a scorrere, e nessuno del pubblico si accorge di niente. – Perché qualcuno farebbe questo lavoro di merda? – Perché gli permette altre interessanti opportunità. – Come montare un'inquadratura pornografica in un film per famiglie. – Così, quando il gatto gradasso e il cane coraggioso doppiati da voci famose si incontrano per la prima volta nel rullo 3, potrete avere un flash del contributo di Tyler al film. – ... – Nessuno sa di averlo visto, ma l'hanno visto. – Un gran, bel, cazzo. – Più rapido di un battito d'ali di un colibrì. Tyler inoltre faceva a volte il cameriere per banchetti nel lussuoso Prestman Hotel. Era il guerrigliero terrorista dell'industria della ristorazione. – Non guardare, non posso farla se guardi... – A parte insaporire il brodo d'aragosta, scoreggiava sulle meringhe, starnutiva sul tortino di indivia e, sulla zuppa alla crema di funghi... – Eh, avanti, diglielo. – ... L'avete capito.
  • Quella tizia, Marla Singer, non aveva il cancro ai testicoli...
  • Il vecchio detto: uno finisce sempre per ferire la persona amata. Eh, vale anche al contrario.
  • Con l'insonnia nulla è reale. Tutto è lontano. Tutto è una copia di una copia di una copia...
  • Quando l'esplorazione nello spazio s'intensificherà saranno le società a dare il nome a tutto; la sfera stellare IBM, la galassia Microsoft, il pianeta Starbucks...
  • Come tanti altri anche io ero diventato schiavo della tendenza al nido IKEA.
  • Sfogliavo quei cataloghi e mi domandavo "quale tipo di salotto mi caratterizza come persona?".
  • Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania.
  • Chloe somigliava allo scheletro di Meryl Streep che se ne va in giro per una festa sorridendo, estremamente gentile con tutti.
  • Se avessi un tumore lo chiamerei Marla. Marla: il taglietto sul tuo palato che si rimarginerebbe se la smettessi di stuzzicarlo con la lingua... ma non puoi.
  • Fu così che conobbi Marla Singer. La sua filosofia di vita era che poteva morire da un momento all'altro; la tragedia, diceva, era che non succedeva.
  • Ti svegli all'aeroporto di Seattle, di San Francisco, di Los Angeles. All'aeroporto di Chicago, di Dallas, di Baltimora. Pacifico, Montagne Rocciose, Midwest. Perdi un'ora, guadagni un'ora. Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta. Ti svegli all'Ann Arbor International. Se ti svegliassi a un'ora diversa in un posto diverso, ti sveglieresti come una persona diversa?
  • Ovunque viaggio una vita minuscola. Porzione singola di zucchero, porzione singola di latte, panetto singolo di burro. Il kit hobby cordon bleu al microonde. Shampoo e balsamo in un unico prodotto. Campioncini di collutorio, saponettine. Le persone che incontro a ogni volo sono i miei amici porzione singola. Tra il decollo e l'atterraggio passiamo del tempo insieme, ci spetta solo quello.
  • In un arco di tempo abbastanza lungo l'indice di sopravvivenza di un individuo scende a zero.
  • Ogni volta che l'aereo s'inclinava troppo bruscamente al decollo o all'atterraggio speravo in uno schianto, in una collisione a mezz'aria, qualunque cosa. L'assicurazione paga il triplo se muori durante un viaggio di lavoro.
  • Il mio appartamento era al quindicesimo piano di un casellario per vedove e giovani professionisti. Le pareti erano in cemento armato, importante quando la vicina perde l'apparecchio acustico e guarda i quiz in TV a tutto volume. Oppure quando un'eruzione vulcanica di detriti, che una volta erano mobili ed effetti personali, esplode dalla tua parete finestra e finisce fiammeggiante nella notte. Immagino che certe cose accadano.
  • Più tardi la polizia mi avrebbe informato che forse si era spenta la fiamma pilota, facendo uscire un filo di gas. Quel gas si sarebbe sparso nell'appartamento, lentamente, per giorni e giorni. Poi sarebbe scattato il compressore del frigorifero.
  • [Guardando quel che resta del suo frigo, dopo l'esplosione dell'appartamento]
    Che imbarazzo, una casa piena di condimenti e niente cibo.
  • [Parlando della casa di Tyler]
    Non sapevo se era il proprietario o un abusivo. In nessun caso sarei rimasto sorpreso. Che buco di merda. Non funzionava niente, accendere una luce significava che ne saltava un'altra. Non c'erano vicini, solo dei magazzini e una cartiera. Quei vapori odor di scoreggia, quei trucioli odor di gabbia di criceto.
  • Dopo la lotta ogni altra cosa nella vita si abbassava di volume. Potevi affrontare tutto!
  • Avrei dovuto cercarmi un nuovo appartamento. Avrei dovuto discutere con la mia assicurazione. Avrei dovuto essere distrutto per le mie belle cazzatine andate a fuoco. E invece niente!
  • Puoi ingoiare mezzo litro di sangue prima di vomitare.
  • [Parlando del Fight Club]
    Era davanti agli occhi di tutti, Tyler e io l'avevamo solo reso visibile. Era sulla punta della lingua di tutti, Tyler e io gli avevamo solo dato un nome.
  • Chi eri nel Fight Club non corrispondeva a chi eri nel resto del mondo.
  • Mi facevano pena quei ragazzi ammassati nelle palestre che cercavano di somigliare a quello che gli dicevano Calvin Klein o Tommy Hilfiger.
  • Nel Fight Club non era questione di vincere o perdere, non era questione di parole. Quelle grida isteriche erano raptus estatici come quelli in una chiesa pentecostale.
  • A volte Tyler parlava per me!
  • [Tyler gli parla della notte di sesso con Marla]
    Sono il dotto biliare di Jack.
  • [Tyler continua a parlare della notte di sesso con Marla]
    Mettimi una pistola alla testa e dipingi le pareti con le mie cervella.
  • [Riferendosi alla produzione di sapone con il grasso delle liposuzioni]
    Era magnifico, stavamo rivendendo alle donne ricche i loro culi ciccioni.
  • [Quando comincia a colpirsi da solo per accusare il capo, Richard Chesler, di molestie sul lavoro]
    Sono la vendetta sghignazzante di Jack.
  • [Dopo aver minacciato l'aspirante veterinario]
    Bisognava riconoscerglielo, aveva un piano e cominciava ad avere un senso alla maniera di Tyler. Niente paura, niente distrazioni, la capacità di lasciarsi scivolare di dosso ciò che non conta.
  • Prima o poi diventavamo tutti ciò che voleva Tyler
  • Sono la vita sprecata di Tyler.
  • [Dopo aver minacciato il commissario di polizia]
    Io sono l'ardente senso del rifiuto di Jack.
  • Volevo infilare una pallottola tra gli occhi di tutti i panda che si rifiutano di fottere per salvare la loro specie. Volevo aprire le valvole di scarico delle petroliere e inondare tutte le spiagge francesi che avrei visto. Volevo respirare fumo. [A Tyler] Volevo distruggere qualcosa di bello.
  • [Quando si accorge che Tyler se n'è andato]
    Sono il cuore spezzato di Tyler.
  • Sono andato a letto sempre più presto ogni sera, mi sono svegliato sempre più tardi. Sono stato Tyler sempre più a lungo.
  • [Fuggendo dal distretto di polizia]
    Cominciai a correre. Finché i muscoli non mi bruciarono e le vene non pomparono acido da batteria. Poi continuai a correre.
  • Dalla bocca mi uscivano parole di Tyler... E pensare che prima ero un bravo ragazzo...
  • Sono il sudore freddo di Jack.

La filosofia di Tyler Durden[modifica]

  • Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie. (Tyler)
  • Fanculo Martha Stewart. Martha sta lucidando le maniglie sul Titanic. Va tutto a fondo, bello. Perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce verdi Ohmashab della Stream. Io dico: non essere mai completo. Io dico: smettila di essere perfetto. E io dico: dai, evolviamoci, le cose vadano come devono andare. Per me, eh! Forse potrei sbagliarmi. Forse è una terribile tragedia. (Tyler)
  • Le cose che possiedi alla fine ti possiedono. (Tyler)
  • L'automiglioramento è masturbazione, invece l'autodistruzione... (Tyler)
  • Infilarti le piume nel culo non fa di te una gallina. (Tyler)
  • [Al protagonista]
    Diglielo, il liberatore che ha distrutto la mia proprietà ha riallineato le mie percezioni. (Tyler)
  • Respingo i principi base della civiltà, specialmente l'importanza dei beni materiali. (Tyler)
  • Il primo sapone fu fatto con le ceneri di eroi, come le prime scimmie mandate nello spazio. Senza dolore, senza sacrificio, non avremmo niente. (Tyler)
  • I nostri padri per noi erano come Dio, se loro se la svignavano questo cosa ti fa pensare di Dio? Stammi a sentire, devi considerare la possibilità che a Dio tu non piaccia, che non ti abbia mai voluto, che con ogni probabilità lui ti odi, non è la cosa peggiore della tua vita? Non abbiamo bisogno di lui! Al diavolo la dannazione e la redenzione, siamo i figli indesiderati di Dio? E così sia! (Tyler)
  • [Al Protagonista, quando gli insegna ad affrontare la realtà senza più fuggire da essa]
    È il momento più importante della tua vita e tu lo perdi perché sei altrove! (Tyler)
  • Devi avere coscienza, non paura. Coscienza che un giorno tu morirai! (Tyler)
  • È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa. (Tyler)
  • Toccare il fondo non è un ritiro spirituale, non è uno stramaledetto seminario. Smettila di cercare di controllare tutto, pensa solo a lasciarti andare, lasciati andare! (Tyler)
  • Vedo nel Fight Club gli uomini più forti e intelligenti mai esistiti. Vedo tutto questo potenziale. E lo vedo sprecato. Porca puttana, un'intera generazione che pompa benzina, serve ai tavoli, o schiavi coi colletti bianchi. La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra Grande Guerra è quella spirituale, la nostra Grande Depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene! (Tyler)
  • Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo! (Tyler)
  • Sentite, balordi, non siete speciali, non siete un pezzo bello, unico e raro. Siete materia organica che si decompone come ogni altra cosa. Siamo la canticchiante e danzante merda del mondo. Facciamo tutti parte dello stesso mucchio di letame. (Tyler)
  • [Dopo l'incidente stradale da lui stesso provocato]
    Abbiamo avuto un'esperienza di quasi vita! (Tyler)
  • Nel mondo che vedo uno si muove con gli alci, tra le umide foreste dei canyon intorno alle rovine del Rockefeller Center. Indosserà abiti di pelle che gli dureranno per tutta la vita. Si arrampicherà per le liane che avvolgono la Sears Tower. E quando guarderà giù vedrà minuscole figure che pestano granturco e posano strisce di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata. (Tyler)
  • Le persone parlano con se stesse e vedono se stesse come vorrebbero essere. Non hanno il coraggio che hai tu di lasciarsi trasportare. (Tyler)
  • A poco a poco... Ti stai lasciando diventare... Tyler Durden! (Tyler)
  • Da queste finestre vedremo il crollo della storia della finanza. Un passo più vicini all'equilibrio economico. (Tyler)

Altre[modifica]

  • [Parlando con Marla ai gruppi di sostegno]
    Nella filosofia tibetana, nell'interpretazione di Sylvia Plath lo so che stiamo tutti morendo, giusto? Ma tu non stai morendo come sta morendo Chloe. (Protagonista)
  • E poi mi ritrovai lì, perduto nell'oblio... silenzioso... oscuro... completo... Trovai la libertà... perdere ogni speranza era la libertà. (Protagonista)
  • Istruzioni per il portello a 30.000 piedi. Illusione della sicurezza! (Tyler)
  • Lo sa che mescolando parti uguali di benzina e succo d'arancia congelato si può fare il napalm? (Tyler)
  • Tyler, lei è finora l'amico porzione singola più interessante che io abbia conosciuto. (Protagonista)
  • [Sull'aereo, seduto sul sedile lato finestrino, dovendosi alzare]
    Ora una questione d'etichetta: mentre passo le do il culo o il pacco? (Tyler)
  • Mi scopi e mi snobbi. Mi ami e mi odi. Mi mostri il tuo lato sensibile e poi ti trasformi in un vero stronzo. È una descrizione accurata della nostra relazione, Tyler? (Marla)
  • [Parlando dell'appartamento esploso del protagonista]
    Be', amico, poteva andarti peggio. Una donna poteva tagliarti il pene mentre dormivi e buttarlo via da una macchina in corsa! (Tyler)
  • Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? (Tyler)
  • Non voglio morire senza cicatrici, perciò picchiami, sennò perdo il coraggio. (Tyler)
  • Uno non può sposarsi... Ho trent'anni, sono piccolo. (Protagonista)
  • Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne. Mi chiedo se un'altra donna è veramente quello che ci serve! (Tyler)
  • Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida basta, si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere! (Tyler)
  • [Il protagonista ha appena perso un dente]
    Eh, anche la Monna Lisa cade a pezzi! (Tyler)
  • [A letto con Tyler]
    Era dalle elementari che nessuno mi scopava così! (Marla)
  • Il preservativo è la scarpetta di vetro della nostra generazione: te ne infili uno quando incontri una sconosciuta, poi ci "balli" tutta la notte e dopo butti via. Il preservativo intendo, non la sconosciuta, eh! (Marla)
  • [Dopo aver neutralizzato l'effetto della liscivia con l'aceto]
    Congratulazioni, ora hai fatto un passo verso il fondo. (Tyler)
  • [Al capo, Richard Chesler, dopo che questi ha trovato una copia delle regole del Fight Club nella fotocopiatrice]
    Be', devo dirglielo, io starei molto molto attento a parlarne con qualcuno, perché la persona che ha scritto questo è pericolosa. E questo pazzo con la camicia Oxford potrebbe anche scoppiare e poi correre di ufficio in ufficio con un'ArmaLite AR-10 carabina a gas potente semi-automatica militare, sparacchiando colpi su colpi su colleghi e superiori. Magari è qualcuno che conosce da anni, qualcuno molto molto vicino a lei. O forse non dovrebbe portarmi ogni pezzo di spazzatura che le capita fra le mani. (Protagonista)
  • [Il capo, Richard Chesler, gli rinfaccia l'assenteismo, l'impresentabilità, ecc.]
    Sono la totale mancanza di sorpresa di Jack. (Protagonista)
  • [Al commesso di un supermercato in fuga, dopo aver minacciato di ucciderlo se non avesse ripreso subito i suoi studi universitari]
    Corri, Forrest Gump! Corri! (Tyler)
  • [Al commissario di polizia Jacobs, che aveva assicurato indagini approfondite sui recenti atti di vandalismo]
    Quelli a cui dai la caccia sono le persone da cui dipendi, noi cuciniamo i tuoi pasti, togliamo la tua immondizia, colleghiamo le tue telefonate, guidiamo le tue ambulanze, ti sorvegliamo mentre stai dormendo. Non fare lo stronzo con noi! (Tyler)
  • Perché questi edifici? Perché le società di carte di credito? (Poliziotto). Se si cancella la traccia dei debiti allora torniamo tutti a zero. Si crea il caos totale. (Protagonista)
  • [A Marla, mentre esplodono i grattacieli di fronte a loro]
    Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita. (Protagonista)

Dialoghi[modifica]

  • [Il Protagonista cerca di farsi prescrivere medicinali per l'insonnia]
    Protagonista: Ehi, andiamo, sto soffrendo...
    Dottore: Vuole vedere la sofferenza? Vada alla chiesa metodista il martedì sera. Veda quelli con il cancro ai testicoli. Quella è sofferenza.
  • Protagonista: Tu perché lo fai?
    Marla: Costa meno di un cinema e il caffè è gratis.
  • [Ai gruppi di sostegno presso la chiesa metodista]
    Protagonista: Quando pensa che stai morendo la gente ti ascolta veramente invece di...
    Marla: Invece di aspettare il suo turno per parlare?
    Protagonista: Sì... sì.
  • [Al primo incontro fra Tyler e il Protagonista]
    Protagonista: Lei che fa?
    Tyler: Come sarebbe?
    Protagonista: Cosa fa per vivere!
    Tyler: Perché, per far finta che le interessi?
    Protagonista: Ah ah ah.
    Tyler: C'è una distratta disperazione nella sua risata. Sapone: io produco e vendo sapone.
  • Tyler: È molto acuto.
    Protagonista: Grazie.
    Tyler: E le dà soddisfazione?
    Protagonista: Cosa?
    Tyler: Essere acuto.
    Protagonista: Tanta.
    Tyler: Continui pure allora... continui pure.
  • Tyler: Sa perché mettono le maschere d'ossigeno sull'aereo?
    Protagonista: Per poter respirare.
    Tyler: L'ossigeno ti fa sballare. In un'emergenza catastrofica, uno fa grandi respiri di paura. A un tratto diventi euforico, docile. Accetti il tuo destino.
  • [All'impiegato per la sicurezza aeroportuale, parlando della valigia del protagonista]
    Protagonista: Ma... ticchettava?
    Impiegato: I lanciatori non si curano del ticchettio, le bombe moderne non ce l'hanno.
    Protagonista: Scusi, i lanciatori?!
    Impiegato: Chi prende i bagagli! Ma quando una valigia sta vibrando... i lanciatori devono chiamare la polizia.
    Protagonista: La mia valigia stava vibrando?
    Impiegato: Nove volte su dieci è un rasoio elettrico, ma di tanto in tanto è un dildo, un vibratore. Ovviamente è politica della compagnia non specificare mai l'appartenenza nel caso di un dildo. Dobbiamo usare l'articolo indefinito un dildo, mai il suo dildo...
  • Tyler: Sai cos'è un piumino?
    Protagonista: Una trapunta.
    Tyler: Una coperta, solo una coperta. Perché due come te e me sanno cos'è un piumino? È essenziale alla nostra sopravvivenza nel senso cacciatore raccoglitore? Allora cosa siamo?
    Protagonista: Siamo... Che ne so? Siamo consumatori?
    Tyler: Siamo consumatori! Siamo sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona.
  • Protagonista: Devo cercarmi un albergo.
    Tyler: Cosa...? Un albergo?
    Protagonista: Sì.
    Tyler: Basta chiedere!
    Protagonista: Di che stai parlando?
    Tyler: Oh, Dio, tre boccali di birra e ancora non riesci a chiederlo.
    Protagonista: Come?
    Tyler: Mi hai chiamato perché ti serve un posto dove stare.
    Protagonista: No, no, no, io non volevo...
    Tyler: Invece sì, perciò chiedi. Salta i titillamenti e chiedi. Forza!
    Protagonista: Sarebbe un problema...
    Tyler: È un problema per te chiederlo?
    Protagonista: Posso stare a casa tua?
    Tyler: Sì.
  • Protagonista: Sta' a sentire, è un articolo scritto da un organo del corpo in prima persona. "Sono il midollo allungato di Jack, senza di me Jack non regolerebbe il cuore, la pressione del sangue e la respirazione". C'è tutta una serie di queste cose. Siamo i capezzoli di Jean. Sono il colon di Jack.
    Tyler: Sì, mi becco il cancro e ammazzo Jack!
  • Protagonista: Io non conosco mio padre. Insomma, lo conosco, ma se n'è andato via quando avevo sei anni. Ha sposato un'altra donna, ha avuto altri figli. Lo fa ogni sei anni: va in una nuova città e mette su una nuova famiglia.
    Tyler: Il cazzone ha aumentato le filiali! Il mio non ha fatto l'università, perciò era essenziale che ci andassi io.
    Protagonista: Questa non mi è nuova!
    Tyler: Così mi laureo, gli faccio un'interurbana e gli dico: papà, e adesso? E lui: trovati un lavoro!
    Protagonista: Stessa cosa!
    Tyler: A venticinque anni faccio la mia telefonata annuale e gli dico: papà, e adesso? E lui: non lo so, vedi di sposarti!
    Protagonista: Sì, come a me...
  • Tyler: Personaggio storico [con cui ti batteresti]?
    Protagonista: Mi batterei con Gandhi.
    Tyler: Ottima risposta!
  • Protagonista [Credendo di parlare con Tyler]: Non crederai mai al sogno che ho fatto stanotte.
    Marla [Riferendosi alla notte passata con Tyler]: Io non riesco a credere a niente di quello che è successo stanotte!
  • Richard Chesler: È sangue tuo quello?!
    Protagonista: In parte sì.
  • Tyler: Perché credi abbia fatto esplodere casa tua?
    Protagonista: Cosa?!
    Tyler: Toccare il fondo non è un ritiro spirituale, non è uno stramaledetto seminario. Smettila di cercare di controllare tutto! Pensa solo a lasciarti andare. Lasciati andare!
  • Protagonista: Ora rispondimi: perché pensano che io sia te?
    Tyler: Lo sai, credo.
    Protagonista: No, non lo so.
    Tyler: Invece sì. Perché mai qualcuno dovrebbe confonderti con me? [...] L'hai capito?
    Protagonista: Perché?
    Tyler: Dillo.
    Protagonista: Perché siamo la stessa persona.
    Tyler: Proprio così! [...] Cercavi un modo per cambiare la tua vita. Ma non potevi farlo da solo. Tutti i modi in cui desideravi essere... quelli sono io. Ho l'aspetto che vorresti avere tu, scopo come vorresti fare tu, sono intelligente, capace e soprattutto, sono libero in tutti i modi in cui non lo sei tu.
  • [Gli agenti di polizia minacciano di tagliargli i testicoli]
    Protagonista: Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.
    Agente: Sì, doveva dire così.
    Protagonista: Io non sono Tyler Durden!
    Agente: E doveva dire anche questo.
    [Cambiando il tono di voce]
    Protagonista: D'accordo, sono Tyler Durden. Ascoltatemi, vi do un ordine preciso: interrompiamo la missione all'istante.
    Agente: Ha detto che avrebbe parlato così!
  • [Tornati alla scena iniziale del film (le prime due battute sono le stesse recitate nella scena iniziale)]
    Tyler: Vuoi dire qualcosa, per immortalare l'occasione?
    Protagonista: Ancora non riesco a pensare a niente.
    Tyler: Ah, umorismo da flashback!
  • Protagonista: Sei solo una voce nella mia testa.
    Tyler: Tu sei una voce nella mia!
    Protagonista: Sei soltanto un'allucinazione, perché non posso liberarmi di te?!
    Tyler: Hai bisogno di me!
    Protagonista: No, non è vero, non è più vero ormai!
    Tyler: Ehi, tu hai creato me. Io non ho creato un alter-ego perdente per potermi sentire meglio. Assumiti la responsabilità!
  • [Il protagonista si punta una pistola alla gola]
    Tyler: Perché vuoi puntartela alla gola?
    Protagonista: Non alla mia gola, Tyler. Alla nostra! Guarda, Tyler, ho gli occhi aperti.

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