Filippo Facci

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Filippo Facci (1967 – vivente), giornalista italiano.

  • Ci sono due modi di offendere una donna: 1) provarci; 2) non provarci (dalla rubrica Le imperfezioni delle donne, in Grazia data? data?)
  • Esiste un doppio binario: quello che "le dimensioni non contano" e quello secondo cui contano, sì, "ma solo a livello emotivo". Il terzo binario, non ufficiale ma autentico, è quello di voi bastarde che ridacchiate, non si sa perché, ma tra di voi ridacchiate. Qualcuna perché pensa che le dimensioni contino eccome, altre solo per compiacersi di questa terrificante vulnerabilità maschile. (da La questione delle dimensioni ora riguarda soprattutto le ragazze, Grazia, 29 ottobre 2006)
  • Enzo Biagi, uno che piace solo alle vecchie e ai deficienti. (da Il giornalismo che questo Paese merita, macchianera.net, 12 dicembre 2006)
  • Non ho nessun atteggiamento di attenzione politologica e sociologica nei confronti del movimento di Beppe Grillo che è un personaggio tra l'altro, io ne sto studiando attentamente la storia, sono stato un po' di giorni a Genova, assolutamente reazionario, assolutamente di destra anche se il suo popolo si sta rivelando per lo più di sinistra. (da Omnibus, 24 settembre 2007)
  • Ho il massimo disprezzo per la maggioranza di quelli che io ritengo essere i grillini, i grillanti o quelli che volete. Quindi, se questo è il terreno, il nuovo linguaggio della politica, visto che posso permettermelo perché non sono un politico, la risposta al vaffanculo di Grillo è: vaffanculo ci vada lui e quelli che lo sostengono (ibidem)
  • La mia opinione sulla prevalenza, sottolineo e lo dico tre volte, prevalenza e prevalenza della rete che è quella che frequenta e commenta sul blog di Grillo, la rete che si evoca qui, è il peggio di questo Paese. (da Porta a Porta, 26 settembre 2007)
  • La rete non esiste. (ibidem)
  • Craxi ha modernizzato negli anni '80 il Paese e l'ha arricchito. (da Matrix, 5 ottobre 2007)
  • Esiste sicuramente una parte di internettiani che a mio avviso è sottoacculturata e che secondo me occupa la maggior parte del blog di Grillo. (da Matrix, 10 ottobre 2007)
  • Prima della nascita non è vita, e spesso neanche dopo. (da Contro la legge 194 una truppa di farisei, il Giornale, 4 gennaio 2008)
  • Mi piacerebbe, dunque, negare che parte delle candidature del Pdl facciano espressamente schifo, e che siano solamente plastilina nelle mani del capi-listone. Ma non ci riesco. Nessuno, per definizione, è indegno di entrare in Parlamento: ma quando vedi certi esclusi ti prudono le mani. Militari contro militari, imprenditori contro imprenditori, sindacalisti contro sindacalisti, handicappati contro handicappati, e portavoce, parenti, segretarie, scienziati contro scienziati: va bene tutto. Ma ditemi perché dev'esserci la moglie di Emilio Fede e non Daniele Capezzone, cui Berlusconi di ripiego ha offerto di fare il suo portavoce. Ditemi perché dev'esserci la chirurga di Berlusconi e la fisioterapista di Berlusconi quando di converso hanno spazzato e non sostituito praticamente tutti i liberali (da Alfredo Biondi a Egidio Sterpa a Lino Jannuzzi) per infilare oltretutto anche il tassista Loreno Bittarelli, capopolo della cricca corporativa più illiberale d'Occidente. Non hanno candidato Paolo Cirino Pomicino, ma abbiamo la giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco, e Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, l'avvocatessa Nunzia Di Girolamo già indicata come «la nuova Mara Carfagna» come se ci fossimo già abituati alla vecchia. Chissà che hanno pensato Elio Vito e Antonio Martusciello nel vedersi esclusi a vantaggio della nota conduttrice Elisa Alloro: questo mentre Maurizio Gasparri aveva il fegato di spiegare che le sciampiste stanno tutte a sinistra, dove pure abbondano segretarie e portavoce che di politica capiscono poco ma di accondiscendenza già di più. In compenso nel Pd non c'è l'islamista moderato Khaled Foud Allam, e non c'è neppure Nando Dalla Chiesa: ma c'è Massimo Calearo, che sino a due settimane fa aveva la suoneria del cellulare (sul serio) con l'inno di Forza Italia. (da Che schifo E adesso come li voto?,Il Riformista, 12 marzo 2008)
  • Ma una vera discesa in campo, Giuseppe Piero Grillo, non l'ha ancora fatta. Deve ancora discuterne col commercialista. (da L'antipolitica di Beppe, business da 4 milioni, Il Giornale, 27 aprile 2008)
  • I fatti non sempre rispecchiano la verità. (dalla sua rubrica, Canale 5, 15 maggio 2008)
Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Sette, 17 aprile 2003
  • Ero molto amico di Craxi. Avevo con lui un rapporto di amicizia assoluta.
  • Io vivevo come uno spiantato, al Giambellino. Me la cavavo scaricando cassette di frutta. Ogni tanto squillava il telefono: "Ciao Filippo, sono Bettino". Il più grande uomo che abbia mai conosciuto telefonava proprio a me.
  • Ero craxiano ad personam. Sono nato anarchico e anticlericale, a 15 anni ero attivista radicale. Scrivevo sull'Unità, su Repubblica, pagine milanesi. Poca roba. Vivevo di espedienti. Rubavo. Mai mangiato così bene come in quel periodo. Perché se rubi, rubi il caviale, mica la carne in scatola.
  • Avevo fatto cinque anni in uno e preso la maturità odontotecnica. Era un diploma che permetteva di andare all'università. Scienze politiche. Feci quindici esami e poi lasciai. Volevo lavorare. Studiavo anche musica, ma smisi.

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