Filippo Tommaso Marinetti

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Filippo Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti (1876 – 1944), poeta, scrittore e drammaturgo italiano.

Citazioni di Filippo Tommaso Marinetti[modifica]

  • Abbiate fiducia nel progresso, che ha sempre ragione, anche quando ha torto, perché è il movimento, la vita, la lotta, la speranza. (da Teoria e invenzione futurista, Mondadori, 1966)
  • Chi pensa più alle fischianti pallottole che cinguettano sul capo coi primi passeri indifferenti? Sono preso dalla giogaia di scoprire una nuova legge. Ben lontano dai Bergson seduti nelle cretine poltrone universitarie trovo nel momento più pericoloso d'una battaglia la soluzione di molti problemi che i filosofi non potranno mai scoprire nei libri, poiché la vita non si svela che alla vita. Il segreto amplesso del passato e del futuro nella stessa coscienza si rivela a coloro che tutto il passato hanno vissuto, sudato, pianto, baciato, morso e masticato e che vogliono fra le carezze o le gomitate della morte vivere, baciare, masticare il loro futuro. (da Alcova d'acciaio, Vitagliano, Milano 1921)
  • Ciò che si uccide in sogno muore più dei morti della terra!... (Alkamah: da Re Baldoria, atto III, p. 177)
  • Il comunismo è l'esasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso l'umanità. (da Al di là del Comunismo, Spes)
  • Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale, creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che screpolano la metallica gioventù. (da Democrazia futura)
  • La pubblicità ha soltanto una ragione d'essere: quella di agganciare la curiosità del pubblico con la massima originalità, la massima originalità, la massima sintesi, il massimo dinamismo, la massima simultaneità e la massima portata mondiale. (da Guida Ricciardi, Ricciardi, Milano, 1936)
  • L'arte è per noi inseparabile dalla vita. Diventa arte-azione e come tale è sola capace di forza profetica e divinatrice. (da Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio, in Democrazia futurista, Facchi)
  • [L']arte, questo prolungamento della foresta delle vostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell'infinito dello spazio e del tempo. (da Manifesto tecnico della letteratura futurista, Direzione del movimento futurista, 11 maggio 1912)
  • Ma ho anche un'altra qualità: sono privo di modestia! (da Scatole d'amore in conserva)
  • Ogni idea politica è un organismo vivo. I partiti sono quasi sempre destinati a diventare dei grandi cadaveri gloriosi. (da Vecchie idee a braccetto da separare, in Democrazia futurista)
  • Queste due malattie italiane: l'avvocato e il professore. (da Futurismo e fascismo, Campitelli)
  • Riconosco ormai il cammino che ci deve condurre alla famosa Dama al Balcone. Infatti dieci passi dopo sbocchiamo nel fulgore sfarzoso di centomila feste da ballo riunite. Sono i centomilioni di candele del massimo proiettore che sorveglia le postazioni in Val D'Astico. Pausa abbacinante. Poi sentiamo la danza furibonda e il ta-ta-ta-ta-tà capriccioso, spietato, ironico e femminile della mitragliatrice Saint-Etienne che, sei metri a destra; sputa come un'andalusa fuoco di passione e garofani rossi dal suo balcone foderato di fogliami. È lei la leggendaria Dama al Balcone della brigata Casale. (da Alcova d'acciaio)
  • [Su Gabriele D'Annunzio] Un cretino con dei lampi di imbecillità. (citato in Alfredo Accatino, Gli insulti hanno fatto la storia, Piemme, 2004)

Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo[modifica]

Incipit[modifica]

Inutile enumerare le ragioni politiche che rendono indispensabile per l'Italia vittoriosa il liberarsi, al più presto, del Papato. Cavour e Crispi e cento altri italiani hanno dimostrato come il Papato sia in tempo di pace un peso ingombrante e in tempi convulsi o guerreschi un nemico in casa o per lo meno una spia. Io domando l'espulsione del Papato per sgomberare l'Italia dalla mentalità cattolica.

Citazioni[modifica]

  • Il prete odia il provvisorio, il momentaneo, la velocità, lo slancio, la passione. E in ciò cancella brutalmente l'essenza ardente, preziosa, della morale di Cristo che accordava tutti i diritti e tutti i perdoni e tutte le simpatie al fervore appassionato, alla fiamma volubile del cuore. Il prete dimentica che la frase di Cristo alla Maddalena: Molto sarà perdonato a chi molto ha amato. E quest'altra: Colui che è senza peccato scagli la prima pietra, sono due glorificazioni del libero amore e due calci all'indissolubilità del matrimonio.
  • Così il matrimonio è il comune purgatorio di tutti i temperamenti rigogliosi e potenti. Purgatorio di peccati inesistenti, logorìo di gioventù, tutto in omaggio a un'assurda mentalità negatrice, deprimente, sopraffattrice che non ammette il trionfale sviluppo della gioia fisiologica e della libertà rischiosa e temeraria.

Filippo Tommaso Marinetti[modifica]

Citazioni[modifica]

  • [Su Gabriele d'Annunzio] Nei suoi versi c'è una triplice fonte di suoni, di profumi e colori che immergono il lettore in una riserie meravigliosa di cui si potrebbe trovare l'equivalente soltanto riunendo le qualità speciali di un Beaudelaire, di un Verlaine, di uno Shelley, di uno Swinburne. (da Les Dieux s'en vont, d'Annunzio reste, Corriere della sera, febbraio 1907; citato in p. 51)
  • [Su Gabriele d'Annunzio] Una violenta simpatia mi obbliga sempre ad ammirare in lui il prestigioso seduttore, l'ineffabile discendente di Casanova e Cagliostro e di tanti avventurieri italiani, di cui restano leggendari l'astuzia, il coraggio vittorioso e l'infaticabile strategia diplomatica. (da Les Dieux s'en vont, d'Annunzio reste, Corriere della sera, febbraio 1907; citato in p. 51)
  • Bisogna ad ogni costo combattere Gabriele d'Annunzio, perché egli ha raffinato con tutto il suo ingegno, i quattro veleni intellettuali che noi vogliamo assolutamente abolire:
    1º la poesia morbosa e nostalgica della distanza e del ricordo;
    2º il sentimentalismo romantico grondante di chiaro di luna, che si eleva verso la Donna-Bellezza ideale e fatale;
    3º l'ossessione della lussuria, col triangolo dell'adulterio, il pepe dell'incesto e il condimento del peccato cristiano;
    4º la passione professorale del passato e la mania delle antichità e delle collezioni. (da Noi rinneghiamo i nostri maestri simbolisti ultimi amanti della luna; citato in p. 53 sg.)
  • [I critici] sono un utile termometro anale. (citato in p. 70)
  • [Adolf Hitler] Riassunto di baffi e visiera. (da Aeropoema del Golfo della Spezia; citato in p. 235)

Guerra sola igiene del mondo[modifica]

Citazioni[modifica]

  • La guerra è l'unico timone di profondità della nuova vita aeroplanica che prepariamo. La Guerra, futurismo intensificato, non ucciderà mai la Guerra, come sperano i passatisti, ma ucciderà il passatismo. La Guerra è la sintesi culminante e perfetta del progresso (velocità aggressiva + semplificazione violenta degli sforzi verso il benessere). La Guerra è un'imposizione fulminea di coraggio, di energia e d'intelligenza a tutti. Scuola obbligatoria d'ambizione e d'eroismo; pienezza di vita e massima libertà nella dedizione alla patria. […] La Guerra ringiovanirà l'Italia, l'arricchirà d'uomini d'azione, la costringerà a vivere non più del passato, delle rovine e del dolce clima, ma delle proprie forze nazionali.
  • Poeti, pittori, scultorie musicisti futuristi d'Italia! Finché duri la guerra, lasciamo da parte i versi, i pennelli, gli scalpelli e le orchestre! Son cominciate le rosse vacanze del genio! Nulla possiamo ammirare, oggi, se non le formidabili sinfonie degli shrapnels e le folli sculture che la nostra ispirata artiglieria foggia nelle masse nemiche.
  • Tutto ciò che viene fischiato non è necessariamente bello o nuovo.

Manifesto del futurismo[modifica]

Manifesto del Futurismo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Manifesti futuristi.

Incipit[modifica]

Avevamo vegliato tutta la notte – i miei amici ed io – sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato, stellate come le nostre anime, perché come queste irradiate dal chiuso fulgore di un cuore elettrico. Avevamo lungamente calpestata sul opulenti tappeti orientali la nostra atavica accidia, discutendo davanti ai confini estremi della logica ed annerendo molta carta di frenetiche scritture.

Citazioni[modifica]

  • Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
  • La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
  • Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
  • Un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
  • Non v'è più bellezza, se non nella lotta.
  • Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
  • Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  • Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
  • È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.
  • Già per troppo tempo l'Italia e stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli.
  • Musei: cimiteri!... Identici, veramente per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si conoscono. Musei: dormitori pubblici in cui si riposa per sempre accanto ad esseri odiati o ignoti! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che vanno trucidando si ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese!
  • Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!

Explicit[modifica]

Ci opponete delle obiezioni?… Basta! Basta! Le conosciamo… Abbiamo capito!… La nostra bella e mendace intelligenza ci afferma che noi siamo il riassunto e il prolungameuto degli avi nostri. Forse!… Sia pure!… Ma che importa ? Non vogliamo intendere!… Guai a chi ci ripeterà queste parole infami!…
Alzate la testa!…
Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!…

Manifesto tecnico della letteratura futurista[modifica]

Incipit[modifica]

In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell'aviatore, io sentii l'inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando! Ecco che cosa mi disse l'elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti fumaiuoli di Milano. E l'elica soggiunse:

Citazioni[modifica]

  • Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, come nascono. (n.° 1)
  • Si deve usare il verbo all'infinito perché si adatti elasticamente al sostantivo e non lo sottoponga all'io dello scrittore che osserva o immagina. (n.° 2)
  • Si deve abolire l'aggettivo, perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale. (n.° 3)
  • Si deve abolire l'avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l'una all'altra le parole. (n.° 4)
  • Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguito, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto, porta-rubinetto. (n.° 5)
  • Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è naturalmente annullata, nella continuità varia di uno stile vivo che si crea da sé, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. (n.° 6)
  • Distruggere nella letteratura l'«io», cioè tutta la psicologia. L'uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno. […] Sostituire la psicologia dell'uomo, ormai esaurita, con l'ossessione lirica della materia. (n.° 11)
  • Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d'un uomo a 200 chilometri all'ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell'intelligenza, e quindi di una essenza più significativa.
  • Noi inventeremo insieme ciò che io chiamo l'immaginazione senza fili. Giungeremo un giorno ad un'arte ancor più essenziale, quando oseremo sopprimere tutti i primi termini delle nostre analogie per non dare più altro che il seguito ininterrotto dei secondi termini. Bisognerà, per questo, rinunciare ad essere compresi. Esser compresi, non è necessario. Noi ne abbiamo fatto a meno, d'altronde, quando esprimevamo frammenti della sensibilità futurista mediante la sintassi tradizionale e intellettiva.
  • Facciamo coraggiosamente il «brutto» in letteratura, e uccidiamo dovunque la solennità. Via! non prendete di quest'arie da grandi sacerdoti, nell'ascoltarmi! Bisogna sputare ogni giorno sull'Altare dell'Arte! Noi entriamo nei dominii sconfinati della libera intuizione. Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in libertà!

Explicit[modifica]

Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno meccanico. Con la conoscenza e l'amicizia della materia, della quale gli scienziati non possono conoscere che le reazioni fisico-chimiche, noi prepariamo la creazione dell'uomo meccanico dalle parti cambiabili. Noi lo libereremo dall'idea della morte, e quindi dalla morte stessa, suprema definizione dell'intelligenza logica.

Citazioni su Filippo Tommaso Marinetti[modifica]

  • Che Marinetti sia stato una figura centrale della rivoluzione letteraria che ebbe luogo all'inizio del secolo, è incontestabile. Ma come non sorridere quando la mania delle influenze spinge a renderlo responsabile [...] dell'Espressionismo tedesco. (Lionel Richard)
  • F.T. Marinetti è forse l'esempio più famoso di scrittore che vive delle sue invenzioni e che non inventa quasi niente. (Jorge Luis Borges)

Bibliografia[modifica]

  • Filippo Tommaso Marinetti, Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo, Spes-Salimbeni, Firenze, 1919. (Disponibile su Fiammacanicatti.it)

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