Francesco De Gregori

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Francesco De Gregori in concerto, 2006

Indice

Francesco De Gregori (1951 – vivente), cantautore italiano.

  • Era fisicamente diverso da noi, non aveva l'aplomb da universitari che avevamo noi, nonostante cercassimo di fare i freakettoni. C'era poi l'aspetto zingaresco di Rino, era una specie di scheggia impazzita, aveva un grandissimo talento, una fantasia smisurata. Ricordo il suo sguardo beffardo, provocatorio, ma anche la grande dolcezza. Le sue canzoni avevano l'aspetto formale del nonsense, ma avevano contenuto, facevano pensare. Rino sapeva cosa sono le canzoni e come si scrivono. Era un uomo del Sud e questo si percepiva, lo dico in senso positivo.[1]
  • Fabrizio era un uomo generoso e bellicoso, facile da amare e difficilissimo da andarci d'accordo. Uno dei ricordi più belli che conservo di lui è quando andammo all'Idroscalo di Milano sulle montagne russe del Luna Park, insieme a Dori: scendemmo felici e ubriachi con lo stomaco in bocca e andammo a finire la serata chissà dove. (da una nota nel disco Amore nel pomeriggio; citato in viadelcampo.com)
  • Le canzoni appartengono a tutti, anche a chi le ha scritte. (dall'intervista a l'Unità del 16 febbraio 2006)
  • Se non avessi conosciuto le canzoni di Fabrizio, non avrei mai cominciato a scrivere le mie. (citato in Amico Fragile. Fabrizio De André, a cura di Cesare G. Romana, Sperling & Kupfer, 1999, p. 99)

Citazioni tratte da canzoni [modifica]

Alice non lo sa [modifica]

Etichetta: RCA, 1973.

  • Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole, mentre il mondo sta girando senza fretta. (da Alice)
  • E Cesare, perduto nella pioggia, sta aspettando da sei ore il suo amore, ballerina. (da Alice)
  • L'ombra di mio padre due volte la mia, lui camminava e io correvo. (da La Casa di Hilde)
  • Chissà la gente che ne sa dei suoi pensieri sul cuscino, che ne sa della sua luna in fondo al pozzo, che ne sa dei suoi segreti e del suo mondo. (da Il Ragazzo)
  • Ed il traffico sta crescendo, mentre il sole se ne va. Ed Irene sta sognando cose non sa. (da Irene)
  • Il mondo passa accanto a lei, e non la sfiora mai. (da Irene)
  • In fondo tu già sai che domani è un giorno lungo e che un altro verrà a dirti di amare i tuoi pensieri. (da Le strade di lei)

Francesco De Gregori [modifica]

Etichetta: RCA, 1974.

  • A volte potrai avermi con un fiore, a volte un fiore non ti basterà, a volte penserai di avermi chiuso in una stanza. Dammi le tue chiavi dolci, voglio farne una copia, voglio scrivere una lunga poesia per le tue braccia. (da Giorno di pioggia)
  • Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve, che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore. (da Niente da capire)
  • È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi, mi dicono che stai vincendo e ridono da matti, ma io non lo sapevo che era una partita, posso dartela vinta e tenermi la mia vita.. (da Niente da capire)

Rimmel [modifica]

Etichetta: RCA, 1975.

  • Chi mi ha fatto le carte, | mi ha chiamato vincente | ma uno zingaro è un trucco | e un futuro invadente, | fossi stato un po' più giovane, | l'avrei distrutto con la fantasia, | l'avrei stracciato con la fantasia. | Ora le tue labbra puoi spedirle | a un indirizzo nuovo, | e la mia faccia sovrapporla a quella | di chissà chi altro ancora. | I tuoi quattro assi | bada bene di un colore solo, | li puoi nascondere | o giocare come vuoi, | o farli rimanere buoni amici come noi. | Santa voglia di vivere | e dolce Venere di Rimmel. | Come quando fuori pioveva | e tu mi domandavi | se per caso avevo ancora quella foto | in cui tu sorridevi e non guardavi, | ed il vento passava | sul tuo collo di pelliccia | e sulla tua persona; | e quando io, senza capire, | ho detto sì. | Hai detto "È tutto quel che hai di me". | È tutto quel che ho di te. (da Rimmel, lato A, n.º 1)
  • Ti potresti innamorare di lui, forse sei già innamorata di lui, cosa importa se ha vent'anni e nelle pieghe della mano una linea che gira... e lui risponde serio "è mia": sottindende la vita. (da Pezzi di vetro, lato A, n.° 2)
  • Il signor Hood era un galantuomo, | sempre ispirato dal sole, | con due pistole caricate a salve | e un canestro di parole, | con due pistole caricate a salve | e un canestro pieno di parole. (da Il signor Hood[2], lato A, n.° 3)
  • E non hai capito ancora come mai, gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai. (da Pezzi di vetro, lato A, n.° 2)
  • Per sognarti devo averti vicino, e vicino non è ancora abbastanza. (da Buonanotte fiorellino, lato A, n.º 5)
  • Mio padre ha una storia comune, condivisa dalla sua generazione, la mascella al cortile parlava, troppi morti lo hanno smentito, tutta gente che aveva capito. (da Le storie di ieri, lato B, n.° 1)
  • I poeti che brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa. (da Le storie di ieri, lato B, n.° 1)
  • Il quarto ha un padrone| non sa dove andare, comunque ci va|va dietro ai fratelli e si fida |Ogni tanto si ferma a annusare la vita. (Quattro Cani , n°6)

Bufalo Bill [modifica]

Etichetta: BMG Ricordi, 1976.

  • Fa' che gli sia dolce anche la pioggia nelle scarpe, anche la solitudine. (da Santa Lucia)
  • Il paese era molto giovane, i soldati a cavallo erano la sua difesa, il verde brillante della prateria dimostrava in maniera lampante l'esistenza di Dio, del Dio che progetta la frontiera e costruisce la ferrovia. (da Bufalo Bill)
  • Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, tra la vita e la morte avrei scelto l'America. (da Bufalo Bill)
  • Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più. (da Bufalo Bill)

Viva l'Italia [modifica]

Etichetta: –, 1979.

  • Viva l'Italia, l'Italia che resiste. (da Viva l'Italia)
  • Viva l'Italia, l'Italia che lavora, l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, l'Italia metà dovere e metà fortuna, viva l'Italia, l'Italia sulla luna. (da Viva l'Italia)

Titanic [modifica]

Etichetta: –, 1982.

  • E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai | di giocatori tristi che non hanno vinto mai | ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro | e adesso ridono dentro a un bar, | e sono innamorati da dieci anni | con una donna che non hanno amato mai. | Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai. (da La leva calcistica della classe '68)
  • Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, | non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, | un giocatore lo vedi dal coraggio, | dall'altruismo e dalla fantasia. (da La leva calcistica della classe '68)
  • La prima classe costa mille lire, | la seconda cento, | la terza dolore e spavento. | E puzza di sudore dal boccaporto | e odore di mare morto. | Sior capitano mi stia a sentire | ho belle pronte le mille lire | in prima classe voglio viaggiare | su questo splendido mare. (da Titanic)
  • E con l'orchestra che ci accompagna, | con questi nuovi ritmi americani, | saluteremo la Gran Bretagna | col bicchiere nelle mani. | E con il ghiaccio dentro al bicchiere | faremo un brindisi tintinnante | a questo viaggio davvero mondiale | e a questa luna gigante. (da Titanic)
  • Il capitano dice al mozzo di bordo: "Signor mozzo, io non vedo niente: c'è solo un po' di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente". (da I Muscoli del Capitano)
  • "Ma mamma io, per dirti il vero, l'italiano non so cosa sia, e pure se attraverso il mondo, non conosco la geografia!" (da L'abbigliamento di un fuochista)
  • E poi il capitano se vuole si leva l'ancora dai pantaloni e la getta nelle onde.(da I Muscoli del Capitano)

La donna cannone [modifica]

Etichetta: –, 1983.

  • In faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà, dalle porte della notte il giorno si bloccherà. (da La donna cannone)
  • Butterò questo mio enorme cuore fra le stelle un giorno, giuro che lo farò, e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò. (da La donna cannone)
  • E quando usciamo inciampiamo nelle stelle... perché le stelle ormai quasi non le vediamo più... (da La ragazza e la miniera)

Canzoni d'amore [modifica]

Etichetta: –, 1992.

  • Bellamore, non mi lasciare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare. (da Bellamore)
  • E non ti convince per niente | il programma che stanno dando | ma che strano | nessuno lo può più cambiare con il telecomando. (da Sangue su sangue)
  • Stai dormendo, oppure fai finta anche tu? | Stai sognando, oppure stai pensando anche tu | che siamo chiusi in una scatola nera, stella? | Nessuno ci aprirà. (da Sangue su sangue)
  • Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria. (da Viaggi & Miraggi)
  • Tu da che parte stai? stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando? (da Chi ruba nei supermercati)
  • Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra | e la terra attraversata da gente di malaffare | e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare. (da Tutto più chiaro che qui)
  • Io da qui vedo uomini caduti per terra | e nessuno fermarsi a guardare | e gli innocenti confondersi e gli assassini ballare | e gli innocenti corrompersi e gli assassini brindare. (da Tutto più chiaro che qui)
  • Tu sei seduto nel buio, io lavoro nella luce | tu sei seduto in silenzio, io vivo con la mia voce. (da Vecchi amici)
  • Povero me povero me povero me | mi guardo intorno e sono tutti migliori di me | povero me povero me povero me | Guarda che pioggia di acqua e di foglie | che povero giorno che è. (da Povero me)
  • Babbo c'è un assassino non lo fare bussare | Babbo c'è un indovino non lo fare parlare | Babbo c'è un imbianchino vestito di nuovo | c'è la pelle di un vecchio serpente | appena uscita da un uovo | e c'è un forte rumore di niente. (da Rumore di niente)

Prendere e lasciare [modifica]

Etichetta: –, 1996.

  • E quello che non so lo so cantare. (da Battere e levare)
  • E chissà se si può capire che milioni di rose non profumano mica, se non sono i tuoi fiori a fiorire, se i tuoi occhi non mi fanno più dormire. (da Un guanto)
  • Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai. Sceglieranno imbarchi diversi, saranno sempre due marinai. (da Compagni di viaggio)

Amore nel pomeriggio [modifica]

Etichetta: –, 2001.

  • Pioggia e sole abbaiano e mordono, | ma lasciano, | lasciano il tempo che trovano. | E il vero amore può | nascondersi, | confondersi, | ma non può perdersi mai. (da Sempre e per sempre)
  • Ho visto gente andare, | perdersi e tornare, | e perdersi ancora. | E tendere la mano a mani vuote. | E con le stesse scarpe camminare | per diverse strade | o con diverse scarpe | su una strada sola. (da Sempre e per sempre)
  • E sono entrato in un portone e dentro un grande ascensore e mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore ed in qualcuna delle mie risposte c'era il tuo nome. (da Caldo e scuro)
  • Ho imparato che l'amore insegna, ma non si fa imparare. (da Caldo e scuro)
  • Socrate grida domande per strada e il Beato Angelico dipinge muri di periferia. (da L'aggettivo mitico)
  • Non c'è nessun perdono, in tutta questa pietà. (da Natale di seconda mano)

Calypsos [modifica]

Etichetta: –, 2006.

  • Si gioca per vincere e chi vince è perduto.(da Cardiologia)
  • Ma guarda la gente che salti mortali che fa e quanti nani sui trampoli. (da La linea della vita)
  • La vita.... Questa scatola vuota, quest'anima nuda, questa retta finita, quest'acqua che corre veloce in salita, quest'anima forte e ferita... (da La linea della vita)
  • Per salvarti la vita non ci stare a pensare, chiuditi bene la porta alle spalle e butta la chiave, guarda dritto negli occhi l'amore che stai per lasciare e abbandona la scena, abbandona la nave. (da Mayday)
  • E guarda l'amore che non ha commenti da fare, l'amore comunque che non ha paura del mare da attraversare. (da L'amore comunque)

Per brevità chiamato artista [modifica]

Etichetta: –, 2008

  • Doppio come l'innocenza, se fosse Abele sarebbe Caino, antidoto senza veleno e alibi senza assassino. Perdonami se sto lontano, e cercami vicino. (da Per brevità chiamato artista)
  • La vita è come un gioco da vivere perdutamente, a volte vinci il primo premio e poi ti accorgi che non serve a niente. (da Finestre rotte)
  • Ci sono posti dove sono stato, mi ci volevano inchiodare ai loro anni ciechi e sordi, ai loro amori raccontati male, a una canzone di quattro accordi, ad una stupida cantilena. (da Celebrazioni)

Citazioni su Francesco De Gregori [modifica]

  • Giovane e bello, divo e poeta[3], | con un principio d'intossicazione aziendale, | fatturato lordo e la classifica che sale, | il resto lo trova naïf. (Rino Gaetano)
  • Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra | e un pianoforte sulla spalla. (Antonello Venditti)

Note [modifica]

  1. Dalla rassegna Una casa per Rino del 2002; citato in Rino Gaetano, cinque giorni da ricordare, Kataweb musica, 9 settembre 2002.
  2. Canzone dedicata a Marco Pannella.
  3. Rino in questi versi tratti dalla canzone La zappa... il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga..., si riferisce a quando De Gregori fu duramente contestato al Palalido di Milano nel 1976 da alcuni ragazzi appartenenti a collettivi politici studenteschi per aver frequentato alberghi lussuosi e soprattutto per aver strumentalizzato i temi cari alla "sinistra" per arricchirsi.

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Opere [modifica]