Francesco De Sanctis
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Francesco Saverio De Sanctis (1817 – 1883), scrittore, critico letterario, politico, filosofo e storico letterario italiano.
- È il ben pensare che conduce al ben dire. (da La giovinezza)
- Il gusto è il genio del critico. (da Saggi critici)
- La poesia è la ragione messa in musica. (da Le Contemplazioni di Victor Hugo)
- La semplicità è compagna della verità come la modestia è del sapere. (da Saggi critici)
[modifica] Storia della letteratura italiana
- Gli effetti della tragedia alfieriana furono corrispondenti alle sue intenzioni. Essa infiammò il sentimento politico e patriottico, accelerò la formazione di una coscienza nazionale, ristabilì la serietà di un mondo interiore nella vita e nell'arte. I suoi epigrammi, le sue sentenze, i suoi motti, le sue tirate divennero proverbiali, fecero parte della pubblica educazione.
- Il 1815 è una data memorabile, come quella del Concilio di Trento. Segna la manifestazione officiale di una reazione non solo politica, ma filosofica e letteraria, iniziata già negli spiriti, come se ne veggono le orme anche né Sepolcri, e consacrata nel 18 brumaio. La reazione fu così rapida e violenta come la rivoluzione. Invano Bonaparte tentò di arrestarla, facendo delle concessioni, e cercando nelle idee medie una conciliazione. Il movimento impresso giunse a tale, che tutti gli attori della rivoluzione furono mescolati in una comune condanna, giacobini e girondini, Robespierre e Danton, Marat e Napoleone. Il "terrore bianco" successe al "rosso".
- La semplicità è la forma della vera grandezza, di una grandezza inconscia e divenuta natura. (cap. XX, 1)
- Che faceva l'Italia innanzi a quel colossale movimento di cose e d'idee? L'Italia creava l'Arcadia.
- In Italia prevalse la rettorica, la cui prima regola è l'orrore del particolare e la vaga generalità.
- La parola è potentissima quando viene dall'anima e mette in moto tutte le facoltà dell'anima ne' suoi lettori, ma, quando il di dentro è vuoto e la parola non esprime che se stessa, riesce insipida e noiosa.
- Quando un male diviene così sparso dappertutto e così ordinario che se ne ride, è cancrena e non ha rimedio.
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