Francis Scott Fitzgerald

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Francis Scott Fitzgerald

Francis Scott Key Fitzgerald (1896 – 1940), scrittore irlandese naturalizzato statunitense.

Indice

[modifica] Citazioni di Francis Scott Fitzgerald

  • "No, no, non si tratta di me, ma di loro... dei tempi passati che ho tentato di tenere vivi dentro di me. Non erano che uomini qualsiasi, senza alcuna importanza, evidentemente, altrimenti non sarebbero stati 'ignoti'; ma sono morti per la cosa più bella del mondo... il morto Sud. Sai" aggiunse, con la voce ancora velata e gli occhi lucidi di lacrime "la gente ha certi sogni che lega alle cose, e io sono sempre cresciuta con il mio sogno. Mi era molto facile, perché tutto era morto e non poteva provocare in me alcuna delusione. Ho tentato, in un certo modo, di vivere all'atlezza di quei criteri di noblesse oblige del passato... non ne rimangono che gli ultimi resti, sai, come le rose di un vecchio giardino che ci muoiono intorno... echi di strana raffinatezza e cavalleria in alcuni di questi giovani, e storie che mi sono state raccontate da un soldato della Confederazione che abitava vicino casa mia, e da alcuni vecchi negri. Oh Harry c'era qualcosa di reale, c'era qualcosa! Non riuscirei mai a fartelo capire, ma c'era!" (da Maschiette e filosofi, in Il Palazzo di Cristallo)

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  • A diciotto anni le convinzioni sono le colline da cui ci affacciamo alla vita. A quaranta sono le caverne in cui ci nascondiamo.
  • Agire è una disposizione.
  • Amo la gente e amo che la gente mi ami, ma lascio il mio cuore dove Dio lo ha messo: all'interno di noi stessi.
  • Attenzione all'artista che è anche intellettuale. È un artista che non si adatta.
  • A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere
  • Con le parole si possono demolire le persone.
  • Esistono soltanto gli inseguiti, gli inseguitori, gli occupati, e gli stanchi.
  • Fu un grande peccato, quello di chi inventò la coscienza. Perdiamola per qualche ora.
  • Gli scrittori non sono esattamente persone. O, se sono qualcosa di buono, sono un intero gruppo di persone che cerca davvero duramente di essere una persona.
  • Il banco di prova di un'intelligenza superiore è la capacità di contenere due idee opposte allo stesso tempo conservando la propria funzionalità.
  • Il vincitore appartiene al suo bottino.
  • In una notte dell'anima veramente oscura sono sempre le tre del mattino, giorno dopo giorno.
  • L'ottimismo è il contentino di piccoli uomini che occupano grandi posti.
  • La giovinezza di tutti è un sogno, una forma di pazzia chimica.
  • La sua voce è piena di soldi.
  • Le donne sposano tutte le qualità dei loro mariti, e naturalmente più tardi non ne sono affatto impressionate, anche se continuano a fingere di esserlo.
  • Mi disse con molto orgoglio che suo marito la fotografò per centoventisette volte mentre erano ancora sposati.
  • Mostratemi un eroe e vi scriverò una tragedia.
  • Nessuna grande idea è mai nata da una conferenza, ma solo tante stupide idee hanno trovato la loro conclusione.
  • Non è un colpo diretto a te quando la gente è sgarbata – è un colpo diretto a quelli che hanno incontrato prima.
  • Per un vero pessimista, essere in pericolo non è deprimente.
  • Prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te.
  • Quando si è soli nel corpo e nello spirito si ha bisogno di solitudine, e la solitudine genera altra solitudine.
  • Siccome l'eta del jazz ha continuato a vivere nel tempo, a poco a poco è diventata una questione di gioventù. Così che la sua sopravvivenza si può paragonare ad una festa di bambini organizzata dai più anziani.
  • So che qui [A Roma] non mi piacerebbe niente. Mi piace la Francia dove tutti si credono Napoleone Bonaparte. Qui tutti credono di essere Cristo.
  • Un uomo deve imparare molte cose, e quando non è più in grado di imparare diventa uno qualunque.

[modifica] Di qua dal Paradiso

[modifica] Incipit

Amory Blaine ereditò dalla madre ogni tratto, tranne quei pochi sparsi e indefinibili che lo resero di qualche valore. Il padre, inefficiente e disarticolato, con una predilezione per Byron e l'abitudine di sonnecchiare sopra l'Enciclopedia britannica, divenne ricco a trent'anni grazie alla morte di due fratelli maggiori, agenti di cambio di successo a Chicago, e spinto dalla prima sensazione che il mondo gli appartenesse si recò a Bar Harbor dove conobbe Beatrice O'Hara.

[modifica] Citazioni

  • Vi era anche una strana tendenza alla debolezza ad attraversare la sua costruzione... una frase rozza uscita dalle labbra di un ragazzo maggiore di lui (i ragazzi maggiori di lui di solito lo detestavano) poteva fargli perdere l'equilibrio e precipitarlo in una ipersensibilità sdegnosa, o in una timidezza stupita...
  • Era schiavo dei propri umori e sentiva che pur essendo capace di temerarietà e di audacia non possedeva né coraggio né perseveranza né dignità. La vanità, temperata dal sospetto se non dalla nozione di sé, il senso che la gente fosse costituita da tanti automi al suo volere, il desiderio di "passare avanti" al maggior numero possibile di ragazzi e giungere a una imprecisa cima del mondo... fu questo lo sfondo sul quale Amory entrò nell'adolescenza.
  • Quando senti che il tuo tesoro di prestigio e di ingegno è agganciato, non hai più da preoccuparti di nessuno; puoi facilmente controllarlo. (pag. 122)
  • La gente egoista è terribilmente capace di grandi amori. (pag. 213)
  • Noi abbiamo bisogno di credere. (pag 247)
  • Gli scrittori dovrebbero scrivere i libri come se dovessero essere decapitati il giorno che l'hanno finito (pag. 249)
  • Non sono sentimentale... sono romantico. Il fatto è che i sentimentali credono che le cose durino... I romantici hanno una fiducia disperata che non durino. (pag. 263)
  • Ma la verità è che il sesso è proprio al centro delle nostre astrazioni più pure. (pag. 273)
  • Le anime nude sono sempre cose miserabili. (p. 275)
  • Per tenere un uomo, la donna deve rivolgersi a quanto c'è di peggio in lui. (p. 281)
  • La vita era un pasticcio della malora... Una partitia di rugby con tutti fuori gioco e senza arbitro:ognuno persuaso che l'arbitro sarebbe stato dalla sua parte. (pag. 303)
  • C'era sempre il dolore del ricordo; il rimpianto per la gioventù perduta, eppure... non avrebbe saputo dire perché la battaglia valeva la pena di essere combattuta... tese le braccia al cielo cristallino, splendente. "Conosco me stesso" esclamò "ma nient'altro!"

[modifica] Belli e Dannati

[modifica] Incipit

Nel 1913, quando Antony Patch aveva venticinque anni, erano già passati due anni dal momento in cui l'ironia, lo Spirito Santo di questi ultimi tempi, era, almeno teoricamente, calata su di lui.L'ironia era l'ultimo tocco alla lustrazione di scarpe, l'ultima carezza della spazzola dei vestiti, una specie di "Ecco!" intellettuale: tuttavia sul limitare di questa storia egli non è ancora andato oltre lo stadio della consapevolezza.

[modifica] Citazioni

  • Lo schietto e inatteso miracolo d'una notte si estingue con la lenta morte delle ultime stelle e la nascita prematura dei primi giornalai. (pag. 88)

[modifica] Il Grande Gatsby

[modifica] Incipit

Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente.
"Quando ti vien voglia di criticare qualcuno" mi disse "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu". Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inventerati.

[modifica] Citazioni

  • Quando ti viene voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu. (p. 1)
  • Sono contenta che sia una bambina. E spero che sia stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida. (pag 26)
  • Non vi capita mai di aspettare il giorno più lungo dell'anno per poi non accorgervene? Io aspetto sempre il giorno più lungo e poi quando arriva non me ne accorgo. (pag. 19-20)
  • È inevitabilmente sconfortante guardare attraverso nuovi occhi cose alle quali abbiamo già applicato la nostra visuale. (pa.126)
  • Non si può ripetere il passato. (p. 133)
  • Nessuna confusione è pari a quella di una mentalità semplice. (p. 150)
  • Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.
  • Ognuno pensa di possedere almeno una delle virtù cardinali, anche la più piccola, e questa è la mia: sono una delle poche persone oneste che io abbia mai conosciuto.
  • Sono rimasto ubriaco per almeno una settimana, e allora pensai che mi avrebbe reso sobrio il fatto di sedermi in una biblioteca.

[modifica] Tenera è la notte

[modifica] Incipit

Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord, era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là.

[modifica] Citazioni

  • La gente crede quasi sempre che tutti provino per essa sensazioni molto più violente di quelle che provino per essa in realtà: crede che l'opinione degli alti oscilli sotto grandi archi di approvazione o disapprovazione. (p. 81)
  • La genialità, la versatiltà della follia è parente alla ineluttabilità del'acqua che filtra attraverso, sopra e intorno a una diga.È necessario il fronte unito di molte persone per resistere a essa. (pag. 231)
  • Quando si è soli nel corpo e nello spirito si ha bisogno di solitudine, e la solitudine causa altra solitudine. (pag. 244)
  • Gli uccelli vanno d'accordo nel loro nido. (p. 285)
  • Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente.
  • Nulla conduce allo sviluppo dell'osservazione più d'un silenzio coercitivo. (p. 305)
  • Aveva una magia nelle rosee palme, e guance accese in una bella fiamma, come il trepido rossore dei bimbi dopo il bagno freddo serale.
    La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.
    Aveva occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie della giovane pompa vigorosa del suo cuore.
    Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada.
  • Il naso [di Dick] era leggermente appuntito e non c'era mai da chiedersi chi stesse guardando o con chi stesse parlando, e questa è un'osservazione lusinghiera, perché, chi ci guarda?
    Ci sono sguardi che cadono su di noi, curiosi o disinteressati, nient'altro.
  • Sono una donna e il mio compito è di tener unite le cose.
  • A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere.
  • Si scrive di cicatrici guarite, un parallelo comodo della patologia della pelle, ma non esiste una cosa simile nella vita di un individuo.
    Vi sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma sempre ferite.
    I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio.
    Possiamo non perderli neanche per un minuto all'anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.
  • Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente.
  • Mentre faceva a ritroso i labirinti in cui aveva vagato per anni, il suo io incominciò a fiorire come una grande rosa lussureggiante. Odiò la spiaggia, detestò i luoghi dove aveva fatto il pianeta intorno al sole di Dick.
  • Buona notte, bambina. È un gran peccato. Dimentichiamo tutto questo... Tanta gente si innamorerà di te e sarà più bello incontrare il tuo primo amore tutta intatta, anche emotivamente. È un'idea antiquata, vero?

[modifica] Gli ultimi fuochi

[modifica] Incipit

Pur non essendo mai apparsa sullo schermo, sono cresciuta nel mondo del cinema. Rodolfo Valentino venne al ricevimento offerto quando compii cinque anni, o così mi hanno detto. Ricordo questo particolare solo per far capire che, ancor prima dell'età della ragione, ero in grado di veder girare gli ingranaggi segreti.

[modifica] Citazioni

  • Un monarca può creare una sola regina. (pag. 127)
  • Le malignità non ci offendono come avrebbero offeso le nostre madri. (pag. 130)
  • Spesso gli uomini non si accorgono dei momenti in cui potrebbero avere come niente una donna. (p. 134)
  • Quanto più sai, tanto più c'è da esplorare, e trovi sempre dell'altro. (pag. 165)
  • I sentieri della vita erano come le rotte di un aereo, nessuno sapeva dove fossero. (pag. 248)
  • Non esistono secondi atti nella vita degli americani. (pag. 264)
  • La tragedia di quegli uomini stava nel fatto che nulla, nella loro esistenza, aveva mai affondato i denti in profondità. (p. 264)

[modifica] Citazioni su Francis Scott Fitzgerald

  • L'idea che lo sforzo creativo e le sostanze che alterano la mente siano strettamente legati è una delle grandi mistificazioni pop-intellettuali del nostro tempo. I quattro scrittori del ventesimo secolo il cui lavoro è soprattutto responsabile di questa mitologia sono probabilmente Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson e il poeta Dylan Thomas. [...] Lo scrittore tossicodipendente è nient'altro che un tossicodipendente, sono tutti in altre parole comunissimi ubriaconi e drogati. La pretesa che droghe e alcol siano necessari per sopire una sensibilità più percettiva non è che la solita stronzata autogiustificativa. [...] Hemingway e Fitzgerald non bevevano perché erano creativi, diversi o moralmente deboli. Bevevano perché è quello che fanno gli alcolisti. Probabilmente è vero che le persone creative sono più vulnerabili di altri all'alcolismo e alla dipendenza dagli stupefacenti, e allora? Siamo tutti uguali quando vomitiamo ai bordi della strada. (Stephen King)
  • Scott Fitzgerald era uno dei miei idoli. Lo assunsi io per il film [Tre camerati] e dovetti lottare per farlo; tutti allo studio dicevano che era finito, perché rischiare con lui? Così scrisse la sceneggiatura, tra l'altro non era tutta sua: aveva un collaboratore, il dialogo non era dialogo drammatico. Era un buon dialogo da romanzo, si leggeva bene, ma non era un buon dialogo drammatico. Glielo cambiai. Ed ecco la cosa ironica: quando il film uscì, tutti i critici lodarono il «dialogo di F. Scott Fitzgerald»! (Joseph L. Mankiewicz)

[modifica] Bibliografia

  • Francis Scott Fitzgerald, Di qua dal Paradiso (1920), in Romanzi, a cura di Fernanda Pivano, Arnoldo Mondadori Editore, 1973.
  • Francis Scott Fitzgerald, Maschiette e filosofi (1920), a cura di Meneghelli P., Newton & Compton, 1996.
  • Francis Scott Fitzgerald, Belli e dannati (1922), traduzione di Fernanda Pivano, Biblioteca Economica Newton, Roma 2006.
  • Francis Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby (1925), traduzione di Fernanda Pivano, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1965.
  • Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte (1934), traduzione di Fernanda Pivano, Einaudi Editore, 2005.
  • Francis Scott Fitzgerald, Gli ultimi fuochi (1941), traduzione di Bruno Oddera, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1977.

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