Franz Liszt

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Il giovane Franz Liszt, ritratto di Henri Lehmann, 1839

Franz Liszt (1811 – 1886), compositore, pianista, direttore d'orchestra e organista ungherese.

Citazioni di Franz Liszt[modifica]

  • Giunge per me il momento («nel mezzo del cammin di nostra vita»), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista. (1847; citato in Rostand, Liszt, traduzione di Paolo Castaldi, Arnoldo Mondadori Editore, 1961)
  • Il mal d'Italia, sarà sempre il male delle anime belle.[1]
  • Il sacramento più desiderabile da ricevere mi sembra quello dell'Estrema Unzione. (1876, lettera alla principessa Carolyne; citato in Rostand, Liszt, 1961)
  • La politica è la scienza dell'opportunismo e l'arte del compromesso. (1870, lettera alla principessa Carolyne; citato in Rostand, Liszt, 1961)
  • Mai il carattere di Chopin ha nascosto un solo movimento, un solo impulso dettato dal più delicato sentimento d'onore e dalla più nobile intesa degli effetti. Eppure, mai natura fu più atta a giustificare degli scatti, dei difetti, dei capricci e delle singolarità brusche. La sua immaginazione era ardente e i suoi sentimenti arrivavano sino alla violenza. La sua struttura fisica era debole e malaticcia. Chi può misurare le sofferenze scaturite da queste cose opposte? Devono esser state tremende, ma non ne diede mai spettacolo. Ne conservò il segreto, lo nascose a tutti gli sguardi sotto l'impenetrabile serenità di una fiera rassegnazione. (citato in Nino Salvaneschi, Il tormento di Chopin, dall'Oglio Editore, Milano 1943)
  • Nessuno recita un ruolo, qui. Si crea dell'arte, e se ne gode... In tutta umiltà, non credo di meritare la lettera che ricevo oggi da voi... Dio sa che alleviare le vostre sofferenze è stata la mia sola preoccupazione durante molti anni. Da parte mia, non voglio ricordare che le ore in cui abbiamo pianto e pregato insieme d'uno stesso cuore. Dopo la vostra lettera di oggi, rinuncio a ritornare a Roma. (1876, lettera alla principessa Carolyne; citato in Rostand, Liszt, 1961)
  • Non cercare di sapere: il tuo destino è l'incertezza. Non cercare di potere: il tuo destino è la debolezza. Non cercare di godere: il tuo destino è la rinuncia.[2]
  • Non più dubbi né ostacoli, l'immenso genio di Wagner ha avuto ragione di tutto. La sua opera, "L'Anello del Nibelungo", riluce sul mondo. I ciechi non impediscono affatto la luce, né i sordi la musica. (1876; citato in Rostand, Liszt, 1961)
  • Racchiudendosi nell'ambito esclusivo del pianoforte, Chopin diede prova di una delle qualità più preziose in un grande scrittore e senza dubbio delle più rare in uno scrittore comune: la giusta valutazione della forma nella quale gli è dato di eccellere.  Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila, grazie. citazione necessaria
  • Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione.[3]
  • A parte il dramma, nessuna arte richiama tante folle quanto la musica, cui partecipano in numero sempre maggiore molti praticanti. [...] La musica non limita le sue meravigliose manifestazioni a opere per le masse: va incontro alle più diverse necessità della nostra anima e le colma di tutte le impressioni di cui è capace. Non si farà sfuggire nessuno degli stati d'animo di noi stessi [...]. Essa partecipa alla vita esteriore e chiassosa come al destino delle singole anime, ai loro dolori e alle loro gioie, risuona nel tempio come nel bosco. Col suono dei ricordi, il risonante richiamo di guerra, vessillo di un'intera nazione o simbolo di un amore segreto, essa risuona attraverso la storia dei popoli, non resta estranea a nessun luogo e a nessuno. (tratto da F. Liszt: "Un continuo Progresso. Scritti sulla musica", a cura di G. Kroo, Milano, Unicopli-Ricordi 1987.)

Attribuite[modifica]

  • Das versteth ihr alle nicht!
Nessuno di voi lo capisce.
Secondo la leggenda il compositore mormorò queste parole all'inizio del primo concerto.

Citazioni su Franz Liszt[modifica]

  • Come pianista sei sulla vetta. Più di questo non puoi darci. Ma ti resta la composizione: là non vi sono limiti. (Gioachino Rossini)
  • Con l'anima in tumulto aveva iniziato la stesura della "Danza Macabra", in un nuovo idioma musicale, fantastico, violento, pieno di dissonanze e di note contrastanti, che al piano producevano un effetto magico, mentre il tetro tema del "Dies Irae" dominava l'orchestra come la presenza stessa della Morte. (Frances Winwar)
  • Da quando ho conosciuto le composizioni di Liszt, la mia scrittura armonica è diventata molto diversa da quella di una volta (Richard Wagner)
  • Dopo Liszt, tutti gli altri virtuosi appaiono poca cosa, incluso Thalberg. (Clara Wieck)
  • Le mie dita sono piccole e non ho mai potuto suonare un pezzo che amo, la Sonata in si minore di Franz Liszt. Da piccolo l'ho orchestrata. (Vladimir Davidovič Aškenazi)
  • Quando Liszt è entrato [Teatro di Dresda], è stato accolto dal pubblico con una manifestazione commovente. Il demone non ha rivelato subito tutte le sue forze. Dapprima ha giocato con leggerezza coi suoi ascoltatori. Ma, col passare dei minuti, la sua arte magistrale diveniva più profonda e infine ha soggiogato il pubblico. La forza misteriosa con la quale riesce a commuoverci, oltre a Liszt, la possiede solamente Paganini. (Robert Schumann)
  • [Brindando dopo la rappresentazione del Crepuscolo degli Dei] Questo, è per un uomo che ha creduto nella mia musica quando nessuno voleva saperne di me. Senza di lui, non credo che voi avreste sentito stasera ciò che avete sentito. Parlo del mio carissimo amico Franz Liszt. (Richard Wagner)
  • [Nel 1877] Soffre più moralmente che fisicamente. Gli rimane il suo eroismo che lo renderà vittorioso, spero, del duplice male che l'opprime. (Hans von Bülow)
  • [Nel 1881] Tu le hai dato la vita[4]; tu mi hai reso alla vita. Finché prodigherai intorno a te bontà e bellezza – e non sapresti agire altrimenti – questa vita rimane tua, e noi te la offriamo con tutta la nostra riconoscenza. Salute a te! Il tuo amico. (Richard Wagner)

Note[modifica]

  1. Citato in Pietro Lanzara, «Suono Liszt e preparo un disco di poesie yiddish», Corriere della sera, 20 gennaio 2011
  2. Citato in Maria Santini, Liszt, Simonelli Editore, 2010, p. 3, ISBN 8876474722.
  3. Citato da Francesco Gallia in Introduzione a Richard Wagner Del dirigere (Über das Dirigieren), Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1989. ISBN 88-7692-218-0
  4. Wagner si riferisce a Cosima Liszt, figlia illegittima di Liszt e seconda moglie di Wagner.

Bibliografia[modifica]

  • Claude Rostand, Liszt, traduzione di Paolo Castaldi, Mondadori, Milano, 1961.

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