Sigmund Freud

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Sigmund Freud

Sigismund Schlomo Freud (1856 – 1939), medico, neurologo e psicanalista austriaco.

Indice

[modifica] Citazioni di Sigmund Freud

  • Attento Reich, non ho elementi per darle torto, ma non posso sostenerla. Lei si ficcherà in un ginepraio! (citato in Lodovico De Cesare, Lo psicanalista senza divano, Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca)
  • Ci si potrebbe arrischiare a considerare la nevrosi ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi universale. (da Azioni ossessive e pratiche religiose)
  • Da parte della civiltà la tendenza a limitare la vita sessuale appare non meno evidente della spinta a estendere la propria cerchia [...]; la civiltà segue in queste cose la costrizione della necessità economica dato che deve sottrarre alla sessualità un grande ammontare di energia psichica che deve adoprare lei stessa [...]; il timore dell'irruzione di ciò che è represso spinge a severe misure precauzionali. La nostra civiltà europea occidentale è giunta all'apice di tale sviluppo. (da Il disagio della civiltà, Boringhieri, Torino 1971, p. 239)
  • Dove sono coinvolte questioni religiose, gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale. (citato in Corrado Augias, Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione, Mondadori, Milano 2008)
  • È vero che la nostra causa sta progredendo dovunque, ma mi pare che Lei sopravvaluti la gioia che io ne provo. Le soddisfazioni personali che possono trarsi dalla psicoanalisi le ho già godute ai tempi in cui ero solo, e il fatto che altri si aggregassero mi ha procurato più fastidi che soddisfazioni. Il modo in cui la gente la accetta e la digerisce non ha mutato l'opinione che m'ero fatta in seguito al loro precedente comportamento, quando respingevano la psicoanalisi senza neppure cercare di capirla. In quel tempo dev'essersi creato tra me e loro un baratro insormontabile. (Lettera di Freud a Pfister, 25 dicembre 1920, in premessa a Al di là del principio del piacere)
  • Il prezzo del progresso si paga con la riduzione della felicità, dovuta all'intensificarsi del senso di colpa. (da Il disagio della civiltà)
  • Il regno della fantasia, per realizzare i propri effetti, deve realizzarsi sull'impossibilità della verifica. (da Il Perturbante)
  • In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la li– bido normalmente oscilla tra l'oggetto maschile e quello femminile. (da The psychogenesis o a case o female homosexuality, in The International Journal of Psycho-analysis, vol. I, n. 2, 1920, p. 125; citato in Mieli 2002)
  • L'accettazione della nevrosi universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale. (da Il futuro di un'illusione)
  • [L'omosessualità] fu un fenomeno frequente, quasi un'istituzione munita di importanti funzioni, presso i popoli antichi all'apice della loro civiltà. (da Tre saggi, p. 37)
  • La libertà non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l'evolversi della civiltà. (da Il disagio della civiltà)
  • Le analogie non dimostrano nulla, questo è vero, ma aiutano a capire. (citato in John D. Barrow, I numeri dell'universo, Mondadori 2004)
  • Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita. (da L'io e i meccanismi di difesa)
  • Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l'opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch'io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico Leonardo. (citato da Antonio Spinosa in La Gioconda sono io, La Fiera letteraria, n. 43, 5 dicembre 1971)
  • Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell'inferno. (da L'interpretazione dei sogni)
  • Sembra confinato nella vita notturna ciò che un tempo dominava in pieno giorno. (da L'interpretazione dei sogni)
  • La battuta di spirito è in un certo senso il contributo pagato dalla comicità alla sfera dell'inconscio. (da Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio)

[modifica] Senza fonte

  • A volte un sigaro è solo un sigaro.
  • Che penoso contrasto tra la sfolgorante intelligenza del bambino e le fioche facoltà mentali dell'adulto medio.
  • [Su Albert Einstein, 1926] È vivace, sicuro di sé, piacevole. Di psicologia ne capisce quanto me di fisica, tanto che abbiamo avuto una conversazione molto scherzosa.
  • Essere completamente onesti con se stessi è un buon esercizio.
  • [Su Salvador Dalí, in una lettera a Stefan Zweig] Finora, ero portato a considerare completamente insensati (o diciamo al 95% come per l'alcool) i surrealisti, che pare mi avessero adottato quale santo patrono. Questo giovane spagnolo con i suoi occhi candidi e fanatici e la sua innegabile padronanza tecnica mi ha fatto cambiare idea.
  • Il mito del re Edipo, che uccise suo padre e sposò sua madre, rivela, con una piccola modificazione, il desiderio infantile, che più tardi viene rifiutato dalla lotta contro l'incesto. L'Amleto di Shakespeare è ugualmente incentrato nel complesso dell'incesto, ma sotto un profilo psicologico migliore.
  • [Su I fratelli Karamàzov] Il romanzo più grande che mai sia stato scritto.
  • L'atto della nascita è la prima esperienza d'ansia e quindi la fonte e il prototipo della sensazione d'ansia.
  • L'essere amata è per la donna un bisogno superiore a quello di amare.
  • L'umorismo è il più eminente meccanismo di difesa.
  • La religione è un'illusione, e deriva la sua forza dal fatto che corrisponde ai nostri desideri istintuali.
  • La grande domanda... alla quale non sono stato in grado di rispondere, nonostante i miei trent'anni di ricerca nell'anima femminile, è: "Che cosa vuole una donna?"
  • Lo spirito non è che un frammento di natura e il resto sembra potersela cavare bene anche senza questo frammento.
  • Noi siamo fatti in modo tale che possiamo ottenere un intenso piacere da un contrasto e molto poco da uno stato di cose.
  • Non riesco a pensare ad alcun bisogno dell'infanzia altrettanto forte quanto il bisogno della protezione di un padre.
  • Non sono essenzialmente un uomo di scienza, non un osservatore, uno sperimentatore, non un pensatore. Sono per temperamento niente altro che un conquistatore e un avventuriero.
  • Ricchezza e felicità — La felicità è la soddisfazione ritardata di un desiderio pre-storico. Ecco perché la ricchezza procura così poca felicità: i soldi non sono un desiderio infantile.
  • Se qualcuno giunge al punto di accettare acriticamente tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, e perfino di ignorarne le contraddizioni vicendevoli, la sua debolezza intellettuale non deve stupirci oltremodo.
  • Si crede che la civilizzazione abbia avuto origine, sotto la pressione della lotta per l'esistenza, per mezzo del sacrificio nella glorificazione degli impulsi primitivi.
  • Si può sognare una moltitudine di bevande; ma quando si ha vermente sete, bisogna svegliarsi per bere.

[modifica] Aforismi e pensieri

  • Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
  • C'è molta gente che crede ai sogni profetici, perché a volte il futuro si realizza come il desiderio lo ha costruito nel sogno. In questo non c'è nulla di strano, tanto più che la credulità del sognatore trascura volentieri le considerevoli differenze che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.
  • Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.
  • I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.
  • Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera.
  • Inevitabilmente tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile.
  • L'Io non è padrone in casa sua.
  • L'uomo energico, l'uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio.
  • Lo Stato in guerra si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria capacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare ed a sanzionare per patriottismo.
  • Non è sempre facile dire la verità, specialmente quando si deve essere brevi.
  • Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
  • Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un'impresa.
  • Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi il mantenimento della pace sii sempre disposto alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi sopportare la vita, impara ad accettare la morte.
  • Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
  • Se nel corso di un solo giorno abbiamo due o più esperienze adatte a provocare un sogno, questo farà riferimento ad un tutto unico; esso è costretto a farne un'unità.
  • Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il ricercatore che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.
  • Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.

[Sigmund Freud, Aforismi e pensieri, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1994]

[modifica] Introduzione al narcisismo

[modifica] Incipit

Il termine «narcisismo» deriva dalla descrizione clinica e fu adottato da Paul Näcke nel 1899 per descrivere l'atteggiamento di chi tratta il proprio corpo allo stesso modo con cui viene di solito trattato il corpo di un oggetto sessuale, per cui se lo contempla, se lo liscia, se lo accarezza finché queste manovre non gli procurano un soddisfacimento completo. Spinto sino a questo grado, il narcisismo viene ad assumere il significato di una perversione che ha assorbito tutta la vita sessuale del soggetto, e che presenterà dunque quei caratteri che si rinvengono nello studio delle perversioni in generale.

[modifica] Citazioni

  • È un dato di fatto che l'individuo conduce una duplice esistenza: una che gli serve ai suoi scopi e l'altra che è l'anello di una catena cui, volente o nolente, si assoggetta. (p. 25)

[modifica] Le aberrazioni sessuali

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Il fatto che esistano dei bisogni sessuali negli esseri umani e negli animali è spiegato in biologia con la assunzione di un «istinto sessuale», per analogia con l'istinto di nutrizione (nel caso della fame). Il linguaggio d'ogni giorno, per quanto concerne i bisogni sessuali, non possiede una parola che corrisponda a «fame», mentre la scienza fa uso, a questo proposito, del termine «libido».

[modifica] Citazioni

  • Il modo di vedere circa l'istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l'uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell'amore. (p. 16)
  • La teoria della bisessualità è stata definita nella sua forma più cruda da un apologista degli invertiti maschili; «un cervello di donna in un corpo d'uomo». (p. 22)
  • La teoria dell'ermafroditismo psichico suppone che l'oggetto sessuale degli interventi sia l'opposto di quello verso il quale si indirizerebbe una persona normale. Un invertito, si osserva, è, come la donna, attratto dalle qualità virili del corpo e dello spirito maschili: si sente proprio come una donna alla ricerca di un uomo. (p. 23)
  • Il sadismo e il masochismo occupano una posizione speciale tra le perversioni, perché il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali dela vita sessuale.
    La storia della civiltà umana mostra, al di fuori d'ogni dubbio, che esiste un intimo rapporto tra la crudeltà e l'istinto sessuale. (p. 34)

[Sigmund Freud, Tre saggi sulla sessualità (Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 88-7983-074-0]

[modifica] L'interpretazione dei sogni

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Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato, che va inserita in un punto determinabile dell'attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forze psichiche dalla cui cooperazione o dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d'altro genere.

[modifica] Citazioni

  • Nei due scritti di Aristotele sul sogno (De divinatione per somnium e De somniis), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l'attività psichica propria dell'uomo addormentato. (p. 24)
  • Nell'ingenua opinione di chi si sveglia, il sogno, se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo, in un altro mondo. (p. 28)
  • L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro. (p. 31)
  • Chi s'interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia. (p. 35)
  • Una delle fonti a cui il sogno attinge per la sua attività riproduttiva elementi in parte non ricordati né utilizzati dall'attività psichica dello stato di veglia, è la vita infantile. (p. 36)
  • Il comportamento della memoria durante il sogno è senza dubbio di enorme importanza per ogni teoria della memoria in generale. Esso c'insegna che [citazione di M. W. Calkins] nulla di ciò che una volta abbiamo posseduto intellettualmente può andare del tutto perduto. (p. 40)
  • Se ci richiamiamo al detto popolare i sogni vengono dallo stomaco, ci può riuscire più chiaro che cosa si debba intendere per stimoli e fonti del sogno. Dietro questi concetti si cela una teoria che vede nel sogno la conseguenza di una perturbazione del sonno. Non avremmo sognato, se un elemento perturbatore qualsiasi non fosse insorto nel sonno: il sogno è appunto la reazione a questa perturbazione. (p. 42)
  • Quello di volare, secondo Strümpell, rappresenta l'immagine efficace impiegata dalla psiche per interpretare l'eccitamento proveniente dai lobi polmonari che si alzano e si abbassano durante la respirazione, mentre contemporaneamente la sensibilità cutanea del torace risulta diminuita sino alla totale esclusione di coscienza. (p. 57)
  • Che al mattino il sogno "si dissolva", è proverbiale. Ma, naturalmente, lo s può ricordare. Difatti conosciamo il sogno solo attraverso il ricordo che ce ne rimane dopo il risveglio; ma molto spesso ci pare di ricordarne soltanto una parte, mentre nella notte esso era assai più ricco. (p. 61)
  • Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi. (p. 71)

[modifica] Al di là del principio del piacere

[modifica] Incipit

Nella teoria psicoanalitica possiamo sostenere senza riserve che l'andamento dei processi psichici è regolato automaticamente dal principio del piacere. Pensiamo, cioè, che esso sia sempre messo in moto da una tensione spiacevole, e che si orienti in modo tale che il risultato finale consista nell'abbassamento di questa tensione, in altre parole con un annullamento del dispiacere o con una produzione di piacere.

[modifica] Citazioni

  • Non possiamo, tuttavia, restare indifferenti al fatto che un ricercatore così acuto come G. T. Fechner abbia formulato un'ipotesi su piacere e dispiacere, ipotesi che nei suoi tratti essenziali viene a coincidere con quella a cui ci ha condotto inevitabilmente il lavoro psicoanalitico. (p. 20-21)
  • Il massimo che possiamo dire è che esiste nella psiche una forte tendenza verso il principio del piacere; ma che tale tendenza è contrastata da certe altre forze e circostanze, di modo che il risultato finale non può essere sempre in accordo con la tendenza al piacere. Possiamo fare un paragone con quanto enuncia Fechner: «Poiché, in ultima analisi, la tendenza a uno scopo non implca di necessità il suo conseguimento, e poiché, in generale, lo scopo si ottiene soltanto per approssimazione...» (p. 22)
  • Il principio del piacere è inerente a una modalità primaria di lavoro dell'apparato psichico, ma che, quando entra in gioco l'auto-conservazione dell'organismo, di fronte a difficoltà che hanno origine dal mondo esterno, esso si rivela fin dall'inizio inefficiente e perfino pericoloso.
    Infatti, quando entrano in gioco le pulsioni di auto-conversazione dell' io, il principio del piacere viene sostituito dal principio della realtà. (p. 22-23)
  • L'«angoscia» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto. (p. 27)
  • La «paura» esige un oggetto ben definito che la possa provocare. (p. 27)
  • Chiamiamo infine «spavento» quella condizione in cui si viene a trovare un individuo a causa di un pericolo cui non era affatto preparato; qui è particolarmente importante il fattore sorpresa. (p. 27)
  • Lo studio dei sogni può essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi. (p. 27)
  • Se esiste un «al di là del principio del piacere» è del tutto logico ammettere che ci deve essere stata un'epoca in cui lo scopo dei sogni non era la realizzazione dei desideri. (p. 55)

[modifica] Explicit

Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il ricercatore che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.
Dalle parole del poeta, trarremo, inoltre, conforto per la lentezza con cui procedono le nostre conoscenze scientifiche: «là dove non possiamo arrivare volando, dobbiamo arrivare zoppicando... E zoppicare, dicono le scritture, non è peccato.» [da Maqâmàt di al-Hariri]

[modifica] Totem e tabù

[modifica] Incipit

Noi conosciamo l'uomo preistorico, nelle varie fasi della sua evoluzione, dai monumenti e dagli oggetti che ha lasciato e che sono arrivati fino a noi, dalle notizie sulla sua arte, sulla sua religione, sul suo modo di considerare l'esistenza, che ci sono state conservate sia dalla tradizione come dalle leggende, dai miti e dalle favole, e ancora da quanto è rimasto nei nostri usi e nei costumi delle sue forme di pensiero e di vita.

[modifica] Citazioni

  • Il progresso sociale e tecnico dell'umanità ha intaccato il tabù molto meno di quanto non sia avvenuto per il totem. (Roma, settembre 1913, citato in premessa)
  • In luogo delle istituzioni religiose e sociali, noi troviamo presso gli Australiani il «totemismo». Le tribù si dividono in piccoli gruppi, ognuno dei quali prende il nome dal suo totem. (p. 20)
  • Sappiamo che i bisogni psicosessuali della donna devono trovare la loro soddisfazione nel matrimonio e nella famiglia. Da questo fatto nasce il pericolo di insoddisfazione per una fine prematura del rapporto coniugale ed il conseguente impoverimento della vita affettiva. (p. 33)
  • Si dice che i genitori rimangono giovani nei figli, ed è questo uno dei più preziosi vantaggi psicologici ch'essi ricavano da loro. (p. 33)
  • Tabù è una parola polinesiana, la cui traduzione esatta è resa difficile dal fatto che manca presso di noi il concetto cui attualmente può riferirsi. Questo era ancora vivo presso gli antichi romani. Il sacer latino era il corrispettivo del tabù dei Polinesiani, così come l'άγος dei Greci ed il Kodausch ebreo dovettero avere lo stesso significato espresso nella parola tabù dei Polinesiani e nelle denominazioni simili in uso presso molti popoli dell'America, dell'Africa (Madagascar), dell'Asia settentrionale e centrale. (p. 36)
  • La parola tabù esprime due opposti significati: in un senso significa sacro, consacrato, nell'altro, sinistro, pericoloso, proibito, impuro. [...] Possiamo in genere pensare che al significato di tabù corrisponda spesso il nostro «orrore sacro». (p. 36)
  • Il tabù diventato la forma comune di legislazione presso popoli di cui ci interessiamo, ed è servito a fini sociali di certo più recenti del tabù stesso, come, per esempio, i tabù che i capi e i sacerdoti hanno imposto per assicurarsi la proprietà ed il privilegio. Restano, comunque, da esaminare un gran numero di prescrizioni. Tra queste prenderò in considerazione quelle che riguardano: a) i nemici, b) i capi, c) i morti, e ricaverò il materiale necessario dall'ottima raccolta che J. G. Frazer ne fece, per la sua opera Il ramo d'oro. (p. 52-53)
  • L'animismo è un sistema di pensiero; esso non si limita a fornire la spiegazione di un fenomeno singolo, ma consente di vedere in una certa prospettiva l'intero universo come un complesso unico. (p. 89)
  • Sarebbe errato credere che gli uomini siano stati indotti a creare il loro prima sistema cosmico per sola tendenza speculativa. In questo tentativo deve avere avuto la sua parte l'esigenza pratica di controllare il mondo. Perciò non ci stupiremo che, parallelamente al sistema animistico, procede un sistema riguardante il modo di governare gli uomini, gli animali e gli oggetti, o, piuttosto, i loro spiriti. Tale sistema, conosciuto come «stregoneria» e «magia». è denominato da S. Reinach la «strategia dell'animismo» (p. 90)
  • La magia costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica animistica, dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
  • La magia deve servire agli scopi più diversi: sottomettere i fenomeni naturali al volere dell'uomo, difendere l'individuo da nemici e pericoli e fornirgli la possibilità di danneggiare gli avversari. (p. 90)
  • Il principio su cui le pratiche magiche si basa, o, meglio, il principio della magia, è così chiaro che tutti gli specialisti furono costretti a riconoscerlo. A prescindere dalla valutazione che egli ne fà, può essere espresso concisamente con le parole di E. B. Taylor: «confondendo un legame ideale con un legame reale». (p. 90-91)

[modifica] Citazioni su Sigmund Freud

  • Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. (Woody Allen)
  • Bisogna distinguere nettamente il Freud geniale inventore della psicanalisi e il Freud teorico della religione. Egli gode immeritatamente, nel secondo campo, della fama meritatamente conquistata nel primo. Notiamo anzitutto che l'atteggiamento di Freud verso la religione non è il risultato delle sue analisi psicologiche, perché le precede. È risaputo che, quanto alla sostanza, egli aveva già chiaro il suo punto di vista fin dall'inizio e non l'ha mai cambiato. [...] Nel suo trattamento della religione, egli trasgredisce quei criteri scientifici che altrove difende con tanto accanimento, fondandosi su ipotesi e voci del tutto indimostrabili, come quella dell'uccisione di Mosè da parte dei suoi connazionali. (Raniero Cantalamessa)
  • Chissà, forse se Freud invece di leggere Sofocle avesse letto Pinocchio, avrebbe inventato il complesso di Geppetto. (Roberto Benigni)
  • Freud scopre il desiderio come libido, desiderio che produce; ma non smette di ri-alienare la libido nella rappresentazione familiare (Edipo). La psicoanalisi è la stessa storia dell'economia politica come la vede Marx: Adam Smith e Ricardo scoprono l'essenza della ricchezza come lavoro che produce e non smettono di ri-alienarla nella rappresentazione della proprietà." (Félix Guattari, da Una tomba per Edipo. Psicoanalisi e transversalità)

[modifica] Bibliografia

  • Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale (1977), a cura di Paola Mieli e Gianni Rossi Barilli, Feltrinelli, 2002.
  • Sigmund Freud, Introduzione al narcisismo, traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992
  • Sigmund Freud, L'interpretazione dei sogni (Der Traumdeutung), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994.
  • Sigmund Freud, Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988.


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