Fritz Leiber

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Fritz Reuter Leiber Jr. (1910 – 1992), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

America la bella[modifica]

Faccio ritorno in Inghilterra. Oggi, 5 luglio 2000, stenografo queste note a bordo del razzo Dallas-Londra in silenziosa rotta lungo la traiettoria che lo farà uscire dalla soffusa luce violacea della stratosfera e lo lancerà nella notte eterna, tempestata di stelle, della ionosfera.

Fantasma di fumo[modifica]

La signorina Millick si chiedeva che cosa diavolo fosse successo al signor Wran. Continuava a fare stranissimi discorsi durante la dettatura. Proprio quella mattina si era girato di scatto e aveva chiesto: «Avete mai visto un fantasma, signorina Millick?». E lei aveva riso nervosamente e replicato: «Quando ero bambina e dormivo in solaio, vedevo sempre una cosa bianca e gemente uscire dall'armadio. Ovviamente era solo la mia fantasia. Avevo paura di molte cose allora.» Ed egli aveva detto: «Non intendevo quel tipo di fantasmi, ma i fantasmi del mondo di oggi, con la fuliggine delle fabbriche sulla faccia e il frastuono delle macchine nell'anima.

Il fantasma del Texas[modifica]

...fertili pianure ondeggianti di messi ambrate; cacti foraggieri anaculeati, pseudopodi di amebe nutrienti; e bandiere della Stella Solitaria.

Fin da quando, ai primordi dell'Era Atomica, Lyndon soppiantò Jack, il mandato di un presidente del Texas va dall'insediamento all'uccisione. L'assassinio è il proseguimento della politica con mezzi diversi.

La potenza nobilita, ma la potenza del petrolio nobilita in assoluto.

La libertà è lo scopo della vita. I texani hanno il pieno potere di goderne, di sfruttarla, di manovrarla; i messicani, gli indiani e i negri tutti coloro, insomma, che hanno scuro il viso o l'interno del portafoglio, hanno il privilegio di servirla. E di tener le mani a posto.

L'"ego" è fatto per essere adoperato. Sorge dalle tenebre inconsce, stimola la consapevolezza e trasforma la società. È la falda petrolifera della personalità umana.

I Longichiome hanno meno cervello del Longicorne e ancor meno attitudine a star ritti sulle zampe posteriori. In gran parte i Longichiome perirono nella guerra atomica o furono esiliati in quel corral di vacche malate ch'è Circumluna con la sua innominabile mammella, la Sacca. Lode al Signore, e fuma la marijuana!

Le battaglie di Alamo, San Jacinto, El Salvador, Sioux City, Schenectady e Saskatchewan...

(Citazioni prese a caso da Come patire e compatire i texani: loro bizzarrie, usanze e chiodi fissi, visti attraverso i loro scritti, Edizioni del Pidocchietto, Watts-Angeles, Epubblicarai Eranai eldai Acificopai).

Il Koami dell'Uomo Bianco[modifica]

Avvertiti dalle loro vedette, per la maggior parte indiani Seminoie, i Bianchi Rustici della Riserva Okefinokee uscirono così precipitosamente dalle loro tane e dai loro buchi umidi che gli alligatori e i mocassini acquatici si affrettarono a tornare nei loro. Ai rettili non è mai piaciuta l'eccessiva animazione.

La ragazza dagli occhi famelici[modifica]

Va bene, dirò perché la Ragazza mi mette i brividi. Perché non posso sopportare la vista della folla, in centro, che barcolla come una fiumana di schiavi sotto la torre con la sua immagine e quella della bottiglia, o del pacchetto di sigarette, che ha inevitabilmente accanto. Perché detesto sfogliare le riviste, sapendo che lei spunterà da qualche parte in reggiseno o fra le bolle di un bagnoschiuma; perché non mi piace pensare ai milioni di americani che si nutrono di quel velenoso mezzo sorriso. È una storia interessante... più interessante di quanto vi aspettiate.

Segno di gratitudine[modifica]

Un vero cultore della fantascienza dev'essere un po' pazzo e, al tempo stesso, sano di mente, sognatore ma scettico, idealista eppure ostinato. George Mercer tendeva verso la prima qualità di queste tre coppie di aggettivi, quindi rimase vittima dell'imbroglio architettato da Dave Kantarian.

Spazio, tempo e altri misteri[modifica]

Il leone e l'agnello[modifica]

L'astronave Mole PVL (Più Veloce della Luce) stava solcando la nebulosa del Sacco di Carbone. La giungla della stanza solare, situata nella parte mediana della nave, era immersa nell'oscurità. Era "notte" per le piante che rinnovavano l'ossigeno della Mole. Le riserve di luce solare artificiale che le tenevano in vita durante il viaggio interstellare erano disattivate.

Le potenti maree[modifica]

Sin dalla comparsa del primo oceano sulla Terra, la forza di attrazione della Luna agisce sulle grandi masse di acqua salata determinando la formazione delle maree — siano esse le delicate maree che accarezzano le isole sparse in mezzo agli oceani, quelle più forti lungo le coste continentali, o quelle spettacolari del canale di Bristol e della baia di Fundy.

Intrappolati nel Mare di Stelle[modifica]

Fafhrd, il barbaro colto, e il suo fedele compagno, il Gray Mouser, nato in città ma educato da un mago in regioni selvagge, avevano veleggiato con la loro barca-leopardo Black Racer nel Mare Esterno, lungo la costa quarmalliana a occidente del continente di Lankhmar, molto più a sud di quanto essi stessi, o qualsiasi altro onesto marinaio di loro conoscenza, avessero mai osato fare in precedenza.

Io e Fafhrd[modifica]

Fafhrd e il Gray Mouser nacquero dalla bancarotta degli anni Trenta, e da veri figli della grande crisi non guadagnarono un centesimo per anni e anni: cinque, per la precisione.

Belsen Express[modifica]

Fabio Giuseppe Malgaretti[modifica]

George Simister guardò le fiamme blu contorcersi magnificamente nel focolare simili a ballerine cosparse di alcool e incendiate e si compiacque per essere sopravvissuto così bene per tutto il periodo centrale del ventesimo secolo, avendo evitato il servizio militare e non essendosi lasciato coinvolgere in nessuna attività che, come la smania di salvare il mondo, pregiudicasse il guadagno e il godimento del denaro.
[Fritz Leiber, Belsen Express, in "Spazio, tempo e altri misteri", traduzione di Fabio Giuseppe Malgaretti, Mondadori, 1991. ISBN 8804343672]

Elisabetta Svaluto[modifica]

George Simister osservò le fiamme azzurre che si contorcevano magnificamente nel camino, simili a ragazze danzanti cosparse di alcool alle quali fosse stato dato fuoco, e si congratulò con se stesso per essere riuscito a sopravvivere felicemente attraverso il ventesimo secolo senza essere stato costretto ad assolvere il servizio militare, a salvare il mondo o a fare qualsiasi altra cosa che lo avrebbe potuto distogliere dal guadagno e dal godimento del denaro.
[Fritz Leiber, L'Espresso per Belsen, traduzione di Elisabetta Svaluto, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068]

Ingmar Bergman, uno scrittore di fantasy[modifica]

Quattro sceneggiature di Ingmar Bergman: Sorrisi di una notte d'estate, Il settimo sigillo, Il posto delle fragole, Il Volto. Traduzione dall'originale svedese di Lars Malmstrom e David Kushner. Clarion Book, Simon & Schuster, pagine 384, dollari 2,95.
Quando vidi per la prima volta questi quattro film, fui profondamente commosso dalla loro malinconica suggestività, dal loro scavare con onestà nel profondo, dalla partecipazione intensa eppur composta verso i problemi umani, e dalla capacità che dimostravano di saper rivivere, dandole una fosca profondità, la famosa metafora di Shakespeare secondo cui «tutto il mondo è un palcoscenico».

Il grido[modifica]

Sebbene fosse un'afosa notte di agosto a Chicago, il sorriso del tenente era torvo e gelido come un'alba dicembrina sul Loop.
«Vediamo se ho capito bene, finora, Mr. Groener» disse. «Questo appartamento non è casa sua. Lei e sua moglie eravate venuti a trovare Mrs. Labelle, una vecchia amica. Occupavate la camera da letto che si trova sul davanti della casa, proprio alle spalle di questo soggiorno. La camera da letto situata nella parte posteriore della casa era occupata da un'altra ospite di Mrs. Labelle, una certa Miss Graves, anche lei una vecchia amica: Mrs. Labelle dormiva nella camera che si trovava tra queste due.»

Quelle tremende parole straniere: II[modifica]

Ho trascorso la prima parte della mia vita cercando di pronunciare le parole straniere come apparivano. Cercando cioè di pronunciarle come se fossero parole inglesi.
Come risultato, ho acquistato nei confronti di tutta la faccenda una grave forma di complesso di inferiorità.

La sposa meccanica[modifica]

Strana, selvaggia musica con un rumore metallico che suggerisce il funzionamento di una officina meccanica. Quando lo schermo si illumina, vediamo il laboratorio. Il muro posteriore è di mattoni, coperto di ragnatele e di polvere. Vi è appoggiata una cassa da imballaggio vuota, in posizione verticale, simile a un sarcofago egizio. Davanti e parallelo ad essa si stende un banco da lavoro, che esce dal palcoscenico verso sinistra.

Nell'iperspazio con Brown Jenkin[modifica]

A partire da Il richiamo di Cthulhu e The Colour out of Space, la fantascienza ha cominciato ad avere un ruolo sempre più importante nella narrativa di Lovecraft: abbiamo razze ibernate nel ghiaccio, viaggi attraverso lo spazio, l'iperspazio e il tempo. È quanto meno indicativo che questi due racconti siano stati scritti subito dopo la fondazione di «Amazing Stories», nel 1926, e che la seconda sia stata addirittura pubblicata da questa rivista.

Una difesa dei lupi mannari[modifica]

Fermate la colonna! Ecco qua un bel posto per tenere la nostra riunione, dove grandi rocce dalle forme stravaganti ci offrono protezione ombrosa dal selvaggio sole della bomba atomica. Fate venire le guide e i foraggieri. Contate i morenti e gli infermi. Fate rapporto.

Bibliografia[modifica]

  • Fritz Leiber, America la bella, traduzione di G.L. Staffilano, in "Anno 2000", a cura di Harry Harrison, Mondadori, 1999. ISSN 11205288
  • Fritz Leiber, Fantasma di fumo, traduzione di Laura Pignatti, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • Fritz Leiber, Il fantasma del Texas, traduzione di Paulette Peroni, Mondadori, 1998. ISSN 11204966
  • Fritz Leiber, Il Koami dell'Uomo Bianco, traduzione di Guido Zurlino, in "Millemondiestate 1986", Mondadori, 1986.
  • Fritz Leiber, La ragazza dagli occhi famelici, traduzione di Giuseppe Lippi, in "Inverno Horror 1992. Vampiri", a cura di Ellen Datlow, Mondadori, 1992.
  • Fritz Leiber, Segno di gratitudine, traduzione di Maria Benedetta de Castiglione, Mondadori, 1967.
  • Fritz Leiber, Spazio, tempo e altri misteri, traduzione di Fabio Giuseppe Malgaretti, Mondadori, 1991. ISBN 8804343672

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