Gabriele Rossetti

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Gabriele Rossetti

Gabriele Pasquale Giuseppe Rossetti (1783 – 1854), poeta, critico letterario e patriota italiano.

Indice

[modifica] Citazioni di Gabriele Rossetti

  • Ah, di sciaurati che non mai fur vivi | Pur troppo Italia ha inverminato il seno! | Scorra il sangue fraterno a rivi a rivi, | Non mai l'ignavia lor non mai vien meno. | O voi di patrio amor del tutto privi, | Peso e vergogna del natio terreno, | Se il giogo non vi pesa anzi vi alletta, | Sgombrate ormai d'Italia; Austria v'aspetta!‎ (da La costituzione in Napoli nel 1820, XVII, in Poesie, p. 120)
  • Ché non ha forza il braccio | Se non gli vien dal cor. (da All'armi!)
  • È bella ancor la morte | Sul letto dell'onor: | Chi sa cader da forte | È pari al vincitor; | E s'ei rimane oppresso | Campion di libertà, | Del vincitore istesso | Più grande allor si fa. (da All'armi!)
  • Sei pur bella cogli astri sul crine | Che scintillan quai vivi zaffiri, | È pur dolce quel fiato che spiri, | Porporina foriera del dì. | Col sorriso del pago desio | Tu ci annunzii dal balzo vicino | Che d'Italia nell'almo giardino | Il servaggio per sempre finì. (da Il veggente in solitudine, novena seconda, I, XIII, p. 231)
  • Su, brandisci la lancia di guerra, | Squassa in fronte quell'elmo piumato, | Scendi in campo, ministro del fato! | Oh, quai cose s'aspettan da te! (da L'anno 1831)

[modifica] Citazioni su Gabriele Rossetti

  • [Su Il veggente in solitudine, novena seconda, II, IV-VI.] A me non avvien mai di rileggere questi versi, che un brivido non mi prenda e non mi si inumidiscano gli occhi. Sento che è cotesto il solo stipendio che gli uomini possono dare al poeta; che è cotesta la sola consolazione alle fatiche ineffabili, ai patimenti non creduti di chi l'arte ama d'amore. Beato quello tra voi, o giovani italiani, che potrà raggiungere cotesto premio; del quale a non pochi nobili ingegni negò la natura fin la speranza, fino il pensiero, fino la degna estimazione. (Giosuè Carducci)
  • Caldo di sentimenti patriottici, che non l'esiglio, non gli anni, non le infermità bastarono a spegnere, il Rossetti fu tra i bardi più nobili della rivoluzione italiana. La poesia facile, armoniosa inspirò sempre alla lotta contro tirannidi politiche e spirituali, all'unità della patria, alla fraternità dei popoli oppressi. (Vittorio Turri)
  • Povero vecchio sognatore! Aveva vagheggiata un'Italia laica, indipendente, libera, governata dalle Alpi al Faro da un unico Re prode e fedele e da un Parlamento elettivo; e moriva, già cieco, alla vigilia che quel sogno magnanimo era per tradursi in una realtà! Come Mosè sul monte di Nebo, anch'egli, l'apocalittico poeta, moriva in cospetto della Terra promessa! (Michele Scherillo)

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