Giuseppe Garibaldi
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Giuseppe Garibaldi (1807 – 1882), generale, condottiero e patriota italiano.
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[modifica] Citazioni di Giuseppe Garibaldi
- Degni del Parlamento Italiano e del Ministero Cairoli, sarebbero i tre atti seguenti:
1° La nazione armata;
2° La tassa unica;
3° I preti alla vanga. (da Scritti politici e militari) - Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell'Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio. (da una lettera ad Adelaide Cairoli del 1868)
- I clericali sono sudditi e militi di una potenza straniera, autorità mista ed universale, spirituale e politica, che comanda e non si lascia discutere, semina discordie e corrompe. (dal proclama agli elettori, 22 febbraio 1867)
- Il socialismo è il sole dell'avvenire. (citato in Leo Longanesi, In piedi e seduti, Longanesi, 1968)
- [Su Adelaide Cairoli] L'amore di madre non può nemmeno esser compreso dagli uomini. [...] Con donne simili una nazione non può morire. (settembre 1860; da Scritti e discorsi politici e militari, 1932)
- Le infallibilità muoiono, ma non si piegano! (da Scritti politici e militari: ricordi e pensieri inediti, 1907)
- Obbedisco. (Bezzecca, 9 agosto 1866)[1]
- Per pessimo che sia il Governo italiano, ove non si presenti l'opportunità di facilmente rovesciarlo, credo meglio attenersi al gran concetto di Dante: "Fare l'Italia anche col diavolo". (da Testamento politico)
- Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole. (citato in Franco Libero Manco, Biocentrismo. L'alba della nuova civiltà, Nuova Impronta Edizioni, Roma 1999, pp. 202-203)
- Un brigante onesto è un mio ideale. (da Scritti politici e militari)
[modifica] Attribuite
- Qui si fa l'Italia o si muore!
- Affermazione rivolta a Nino Bixio nella battaglia di Calatafimi, attribuita da Giuseppe Cesare Abba in Storia dei Mille.
[modifica] Memorie
- Certo non provò tanta soddisfazione Colombo nella scoperta dell'America, come ne provai io al ritrovare chi s'occupasse della redenzione patria.
- È sempre la storia di Socrate, di Cristo e di Colombo! Ed il mondo rimane sempre preda delle miserabili nullità che lo sanno ingannare.
- Libertà non fallisce ai volenti.
- Se sorgesse una società del demonio, che combattesse despoti e preti, mi arruolerei nelle sue file.
[modifica] Citazioni su Giuseppe Garibaldi
- All'apice della gloria, Giuseppe Garibaldi era forse il personaggio più celebre d'Italia. Il suo nome era molto più famoso di quello di Cavour e di Mazzini, e molta più gente avrebbe udito parlare di lui che non di Verdi o di Manzoni. All'estero, Garibaldi simboleggiava l'Italia risorgimentale di quei drammatici anni e l'intrepida audacia che tanto contribuì alla formazione della nazione italiana. (Mack Smith, storico britannico; citato in Gianni Gentile, Luigi Ronga, Aldo Salassa, Nuove Prospettive Storiche, II volume, Editrice La Scuola, 1997)
- Il celebre bandito ha finalmente reso l'anima al diavolo. (Le Pays, giornale francese, commento alla morte di G. Garibaldi)
- Non ci può essere Italia unita senza il fondamento di Garibaldi. La leggenda garibaldina è, in realtà, il solo filo nazionale della nostra storia moderna. (Giovanni Spadolini)
- Questa non è una biografia romanzata. È una biografia e basta. Se qua e là somiglia a un romanzo, il merito è solo di Garibaldi, non dei suoi ritrattisti. (Indro Montanelli)
- Uomo in tutta l'accezione sublime del termine. (Victor Hugo)
[modifica] Note
- ↑ Risposta telegrafica di Garibaldi al dispaccio del generale Alfonso La Marmora che, in preparazione dell'Armistizio di Cormons, ordinava il ritiro delle truppe dal Tirolo (vedi immagine del telegramma).
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