Gavino Angius

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Gavino Angius (1946 – vivente), politico italiano.

  • Provate a cancellare e a togliere da tutti i paesi europei le forze d'ispirazione socialista: ma che cosa rimane per animare quelle democrazie, per dargli il senso di una novità e di una vita viva vissuta dalle persone? Eppure in Italia – solo in Italia – è stato scritto: il socialismo è morto. Con queste testuali parole si apriva questo autunno non solo un articolo ma un'impressionante campagna di stampa. Non si capiva bene se si parlava del socialismo di Lenin o di Nenni, di Blair o di Zapatero: il tribunale della storia aveva emesso questa sentenza. Permettetemi di ricusare il giudice di quel tribunale. (dall'intervento al 4° congresso dei Democratici di Sinistra, Firenze, 20 aprile 2007)
  • In un partito si può essere anche un'infima minoranza ma se ne deve condividere il nucleo essenziale di idee che ne sono a fondamento, la sua ragion d'essere, non si può essere tollerati o percepiti come una bizzarra diversità, come l'espressione di un pensiero morto, come prodotto di una sconfitta storica o di una perniciosità del futuro. (ibidem)
  • Io, care Compagne e Compagni, credo nel primato della ragione come valore guida dell'agire umano e penso alla laicità come principio indissolubile di democrazia. (ibidem)
  • Come ho rimarcato più volte non sono disponibile, e con me tanti altri compagni, ad uscire dal socialismo europeo e a rinunciare ai principi che abbiamo affermato in questa difficile battaglia congressuale. È chiaro ed evidente come riportato dai più importanti organi di informazione che da sabato i Ds sono sciolti e la fase costituente è largamente predeterminata. Questo mio dissenso non è compatibile con la mia partecipazione alla "fase costituente". Di consenguenza non parteciperò al Comitato promotore per il Pd votato dal nostro Congresso che avvia la nascita del nuovo partito. È una decisione per me sofferta e difficile. Ma coerente con ciò che penso e sento. Non penso che tutti i riformisti italiani stiano nel Pd. Credo nella necessità storica della presenza, oggi e domani, in Italia di una autonoma forza democratica e socialista, laica, riformista e parte integrante del Partito del Socialismo Europeo. (dalla lettera aperta ai compagni e alle compagne, Roma, 24 aprile 2007)

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