George Eliot
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George Eliot, pseudonimo di Mary Ann Evans (1819 – 1880), scrittrice inglese.
- Affidiamo la gente alla misericordia di Dio, ma noi non ne dimostriamo alcuna. (da Silas Marner)
- Dio è inconcepibile, l'immortalità incredibile, ma il dovere è perentorio e assoluto. (da La donna del tenente francese)
- Egli era come un gallo che pensasse che il sole fosse sorto per sentirlo cantare. (da Adam Bede, 33)
- Se presti attenzione ai tuoi discorsi, ti accorgerai che sono guidati dai tuoi intenti meno coscienti. (da The mill on the Floss)
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- Avete delle parole così forti al vostro comando, che fanno apparire formidabile l'argomento più insignificante.
- È probabile che la ripetizione, come lo sfregamento, produca calore piuttosto che un progresso.
- Fra tutte le forme di errori, la profezia è la più gratuita.
- Gli animali sono amici così simpatici: non fanno domande, non muovono critiche.
- I grandi sentimenti talvolta assumono le apparenze dell'errore e la grande fede, le apparenze dell'illusione.
- Il desiderio di conquista è in sé una sorta di soggezione.
- Il fallimento dopo un lungo perseverare è molto più splendido che non aver mai fatto uno sforzo degno di essere chiamato un fallimento.
- In ogni addio c'è un'immagine della morte.
- L'inizio del pentimento è l'inizio di una nuova vita.
- L'inizio di una conoscenza, che sia di persone oppure di cose, consiste nell'ottenere un contorno definito della nostra ignoranza.
- La crudeltà, come tutti i vizi, non richiede altro motivo che se stessa: ha bisogno soltanto di un'occasione.
- La vita può essere misurata da rapidi cambiamenti, il susseguirsi delle influenze che modificano l'essere.
- La razza è più forte del pascolo.
- La ricompensa per chi adempie ad un dovere è la capacità di adempierne un altro.
- La rinunzia è sempre una pena, anche se una pena sopportata volentieri.
- Le donne più felici, come le nazioni più felici, non hanno storia.
- Ma ciò che chiamiamo disperazione è in realtà la dolorosa impazienza della speranza non alimentata.
- Nessun complimento può essere eloquente, eccetto che come espressione d'indifferenza.
- Niente è così bello come sembrava in un primo momento.
- Non c'è alcuna vita privata che non sia stata determinata da una grande vita pubblica.
- Non provo compassione per i presuntuosi, perché penso che portino con sé i mezzi per consolarsi.
- Non servirà a molto innaffiare il raccolto dell'anno scorso.
- Rimane sempre vero che, se fossimo stati più grandi, le circostanze avrebbero avuto meno forza contro di noi.
- Se la giovinezza è la stagione della speranza, lo è spesso solo nel senso che i più anziani sono pieni di speranza per noi.
- Sono convinto che l'eccessiva produzione letteraria sia un'offesa sociale.
- Sorridi e fatti degli amici; ostenta un cipiglio e fatti venire le rughe: per che cosa viviamo, se non per rendere questo mondo meno difficile per tutti?
- Talvolta si prende come cattiva abitudine l'essere infelici.
- Tutti i significati che conosciamo, dipendono dalla chiave interpretativa.
- Un pugno è sarcasmo diventato stupido.
[modifica] Incipit de Il mulino sulla Floss
Una vasta pianura, dove la Floss, allargandosi, si affretta al mare tra le verdi rive, e l'innamorata marea, precipitandosi ad incontrarla, le sbarra il corso con un abbraccio impetuoso. Portati da questa marea possente, i neri bastimenti – carichi di tavole d'abete dall'odore fresco, di semi oleosi in sacchi ricolmi, o di carbon fossile cupo e lucente – risalgono verso la città si St. Ogg's, che scopre i suoi vecchi tetti rossi a scanalature e le ampie gettate dei suoi scali tra una bassa collina boschiva e il margine del fiume, tingendo l'acqua di un lieve color di porpora sotto il fuggitivo occhieggiare di questo sole di febbraio.
[George Eliot, Il mulino sulla Floss, traduzione di Giacomo Debenedetti, Mondadori.]
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