George Gordon Byron

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George Gordon Byron

Lord George Gordon Noel Byron (1788 – 1824), poeta e politico britannico.

Citazioni di George Gordon Byron[modifica]

  • A coloro che, attraverso lenti a vapore, scoprono le stelle, e navigano nel filo del vento.[1]
  • Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime. (da I due Foscari, Atto IV, Scena 1)
  • Così non andremo più vagando, | Nella notte fonda | Anche se il cuore vuole ancora amore | E la luna splende luminosa... (da So we'll go no more a-roving, in Poesie, 1817)
  • Ella passa splendida come la notte | di limpidi clini e di cieli stellati; | tutto il meglio del notturno splendore | vedo sul suo viso e nei suoi occhi.[2]
She walks in Beauty, like the night | of cloudless climes and starry skies; | and all that's best of dark and bright | meet in her aspect and her eyes. (da She walks in Beauty)
  • I cristiani hanno bruciato sul rogo altri cristiani, nella ferma convinzione che tutti gli apostoli avrebbero fatto altrettanto. (citato in Anthony Clifford Grayling, Il significato delle cose)
  • Il "buon tempo andato"... il tempo è sempre buono quand'è andato. (da L'età del bronzo)
  • Il sarcofago di Giulietta [a Verona], semplice, aperto, con foglie appassite intorno, nel vasto e desolato giardino di un convento, è triste come fu triste il suo amore. Ho portato via alcuni pezzetti per darli a mia figlia e alle mie nipoti.[3]
  • L'amicizia è Amore senza le sue ali. (da Ore d'ozio)
  • Il ricordo del piacere non è più piacere. Il ricordo del dolore è ancora dolore. (da Marin Faliero doge di Venezia)
  • Nello sport puoi scegliere tra il piacere della vittoria e il piacere della sconfitta.[4]
  • Noi del mestiere siam tutti pazzi. Alcuni sono affetti da gaiezza, altri da melanconia, ma tutti siamo più o meno toccati.[1]
  • Non v'è nulla, senza dubbio, che calmi lo spirito come il rum e la vera religione.[5]
  • ... O Ferrara, | Quando più i duchi fra le mure tue | Dimoreranno, decadrai e i tuoi | Palazzi senza vita non saranno | Che ruine sgretolate, e la ghirlanda | Di un poeta sarà la tua corona | Unica... (da Il Lamento del Tasso)
  • Poiché in sé un pensiero, un pensiero assopito, racchiude anni, e in un'ora condensa una lunga vita. (da Il sogno, capitolo I)
  • [a Lady Caroline Lamb] Ricordarmi di te, dici? Non dubitare! | Tuo marito, lui pure, oblio non ha di te. | Nessuno di noi due potrà dimenticare, | te, falsa verso di lui, te, mostro verso di me! (citato in André Maurois, La prima "Lady" stregata da Byron)

Don Giovanni[modifica]

  • Dolce è la vendetta, specialmente per le donne.
  • E dopo tutto cos'è una bugia? Solo la verità in maschera. (XI, 37)
And, after all, what is a lie? 'Tis but | The truth in masquerade.
  • Il piacere è peccato e il peccato è un piacere.
  • Nella sua prima passione la donna ama il suo amante, in tutte le altre ciò che ama è il suo amore.
  • L'odio è il piacere più duraturo; gli uomini amano in fretta, ma odiano con calma. (XIII, 6)
Now hatred is by far the longest pleasure; | Men love in haste, but they detest at leisure.
  • Se Laura fosse stata la moglie del Petrarca, pensate | che lui avrebbe scritto sonetti tutta la vita? [6]
  • Tutte le tragedie finiscono con la morte, tutte le commedie con un matrimonio.

Il pellegrinaggio del giovane Aroldo[modifica]

Incipit[modifica]

O tu in Ellade reputata di celeste nascita, Musa,
creata o favoleggiata a volontà del Poeta, di poi
bene spesso offesa in terra da lire più recenti,
la mia non osa evocarti dal tuo sacro colle; eppure,
là ho vagato lungo il tuo decantato ruscello.

Citazioni[modifica]

  • Addio, addio, mio lido natale. (I)
Adieu, adieu, my native shore.
  • Ero a Venezia sul Ponte dei Sospiri; un palazzo da un lato, dall'altro una prigione; vidi il suo profilo emergere dall'acqua come al tocco della bacchetta di un mago... (canto IV, st. 1)
  • Oh Roma! mia patria! città dell'anima! (IV canto)

Incipit di alcune opere[modifica]

Misteri e canti[modifica]

Caino[modifica]

Una landa fuori del Paradiso.
(Si leva il Sole.)
ADAMO, EVA, CAINO, ABELE, ADAH, ZILIAH.
Offrono un sagrificio.

Adamo. Sempiterno, Infinito, Onniscïente
Tu che fuor dalle tènebre facesti
Con un solo tuo verbo in grembo all'acque
La luce scaturir, sii benedetto!
Jéova! sii benedetto al Sol che nasce!
Eva. Dio, che il giorno hai nomato, e dalla notte
Separato il mattino, allor confusi,
Dal flutto il flutto, e detta hai firmamento
Parte dell'opra tua, sii benedetto!

Cielo e Terra, mistero[modifica]

Luogo dirupato e selvoso vicino al monte Ararat.
(Mezzanotte.)
Entrano ANAH, AHOLIBAMAH.

Anah. Nel sonno è il padre nostro; ed ecco l'ora
Che fra' densi vapori, onde l'alpestre
Ararat si corona, i nostri amanti
Scendono in terra. Oh come il cor mi batte!
Aholibamah. Invochiamoli.

Un Sogno[modifica]

Doppia è la vita. Il sonno ha il proprio mondo;
Termine che la morte e l'esistenza
— Come a gran torto lo appelliam — divide.
Il sonno ha il proprio mondo. Immenso regno
Di fantastici veri.

La Sposa promessa d'Abido[modifica]

Quella plaga conosci, ove il cipresso
Cresce al mirto vicino, e degli eventi
Di che scena ella fu, dan vera immago?
Ove scoppia il furor dell'avvoltojo
In misfatti di sangue, e la dolcezza
Del tortore si fonde in un lamento?

Parisina[modifica]

It is the hour when from the boughs
The nightingale's high note is heard;
It is the hour when lovers' vows
Seem sweet in every whisper'd word;
And gentle winds, and waters near,
Make music to the lonely ear.
Andrea Maffei[modifica]

È l'ora che le tenere querele
Tra foglia e foglia l'usignol gorgheggia,
Che degli amanti il favellìo segreto
Mormora cari giuramenti, e l'aura
Col sussurro dell'acque il suo confonde,
Tal che n'esce un accordo, un'armonia
Grata agli orecchi solitari.

[George Gordon Byron, Misteri e canti, traduzione di Andrea Maffei, in "Poeti inglesi e francesi: Byron, Moore, Davidson, Milton, Hugo, Lamartine, Ponsard", Le Monnier, 1870]

Piero Malvano[modifica]

È questa l'ora in cui di tra le fronde
l'alta sua nota l'usignolo effonde,
l'ora in cui degli amanti le promesse
suonano dolci in lor voci sommesse;
d'acque vicine e di soave brezza
solingo orecchio musica accarezza.

[George Byron, Parisina, traduzione di Piero Malvano, Ed. Angolo Manzoni, 2010]

Francesco Domenico Guerrazzi[modifica]

È l'ora nella quale si ascolta dai ramuscelli la nota melodiosa dell'usignolo; – è l'ora nella quale i voli degli amanti appaiono più soavi in ogni mormorata parola, – e i venticelli gentili, e le acque vicine, rendono armonia all'orecchio solitario.
[Francesco Domenico Guerrazzi, Traduzioni, in "Scritti", Firenze, Le Monnier, 1847]

Il Prigioniero di Chillon[modifica]

Bigia, ma non per gli anni, è la mia chioma;
Non imbiancò per subito terrore,
Come in altri seguì, nel breve giro
D'una notte. Non son per la fatica
Le mie spalle curvate: il vil riposo
D'una segreta le fiaccò.

Le Tenebre, favola[modifica]

Sognai; né sola visïon la mia
Forse fu. Della sua fulgida lampa
Era vedovo il Sol; le stelle anch'esse
Rotavano sconvolte e tenebrose
Per l'etereo convesso; e fredda, oscura
Nell'aere sepolcral non rischiarato
Più dalla luna, s'avvolgea la terra.

L'Addio[modifica]

Addio!... se forza è pur che sia per sempre,
Per sempre addio! Rivolgersi il mio core
Non sapria contro te per quanto acerba
Gli fossi tu.... Potesse agli occhi tuoi
Tutto aprirsi il mio cor, su cui la fronte
Tante volte posavi, ed un soave
Placido sonno t'assopia! quel sonno
Che non più chiuderà le tue palpèbre!...

Ricordi giovanili[modifica]

Oh fossi ancor fanciullo, e d'ogni cura
Tormentosa disciolto! errassi ancora
O per gli antri, o pei greppi irti del monte,
O giù nelle azzurrine acque del lago
Mi tuffassi d'un balzo! Avverso è il fasto
Sassone all'alma mia, che solo amica
È di roccie e d'alture, ove il torrente
Nasce ed avvalla.

Citazioni su George Gordon Byron[modifica]

  • Cresceva per la Grecia il favore e l'entusiasmo dei generosi. Byron offerse le sue fortune, negoziò un imprestito, ma in quel frattempo ammalò, e alla notizia della malattia tenne dietro ben presto quella della morte. La Grecia accorse ai suoi funerali, tutta l'Europa pianse sopra la tomba santificata dall'ultimo anno di sua vita, e s'impose il suo nome ad uno dei bastioni di Missolungi. (Ippolito Nievo)
  • [Lady Caroline Lamb] La fece sua con un sangue freddo perfetto. Byron fu per Carolina un amante detestabile, severo, che giudicava senza illusioni, con quel realismo spietato e disincantato che era, quando egli non amava, la forma naturale del suo carattere. (André Maurois)
  • Ogni stagione aveva il suo uomo del giorno, sia politico, sia militare, sia letterario; Byron fu l'uomo del giorno senza rivali delle serate eleganti del 1812. (André Maurois)
  • Questo bel pallido volto segnerà il mio destino. (Lady Caroline Lamb)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Kay Redfield Jamison, Toccato dal fuoco, traduzione di A. Serra, TEA, 2009, cap. 1, p. 18.
  2. Citato in L'attimo fuggente.
  3. Citato in Tomba di Giulietta, Notiziario BPV, numero 2, anno 1995.
  4. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 100, ISBN 88-8598-826-2.
  5. Citato in Focus, n. 94, p. 168.
  6. Citato in Elena Spagnol, Citazioni, Garzanti, 2003.

Bibliografia[modifica]

  • George Byron, Aroldo, traduzione di Aldo Ricci, Sansoni, 1947.
  • George Gordon Byron, Misteri e canti, traduzione di Andrea Maffei, in "Poeti inglesi e francesi: Byron, Moore, Davidson, Milton, Hugo, Lamartine, Ponsard", Le Monnier, 1870.
  • George Byron, Parisina, traduzione di Piero Malvano, Ed. Angolo Manzoni, 2010.
  • André Maurois, La prima "Lady" stregata da Byron, traduzione di Aldo Gabrielli da Storia Illustrata, Anno II, N. 1 gennaio 1958, Arnoldo Mondadori Editore.
  • Anthony Clifford Grayling, Il significato delle cose, Il Sole 24 Ore, Trento 2007.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]