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Giù la testa, film italiano del 1971 diretto da Sergio Leone.
- Purtroppo avevi ragione tu, averlo nel culo fa male. (Juan)
- Giù la testa, coglione. (John)
- Volevi notizie della famiglia? Tutti figli miei, e tutti quanti di madre diversa. E questo è mio padre... dice lui. [...] Adesso dimmi una cosa, ma tu lo sai fare un figlio? Ho detto lo sai fare un figlio? No, eh! Bene, rimediamo subito. (Juan) [rivolto ad un proprietario terriero che prima lo aveva insultato]
- Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore, non parlarmi tu di rivoluzione. Io so benissimo cosa sono e come cominciano: c'e qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: "Oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto" [...] Io so quello che dico, ci son cresciuto in mezzo, alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: "Qui ci vuole un cambiamento!" e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Quindi per favore, non parlarmi più di rivoluzione... E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente... tutto torna come prima! (Juan)
- Il mio paese? Il mio paese siamo io e i miei figli. (Juan)
- Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose... in tutte, e ho finito per credere solo nella dinamite. (Sean)
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