Gianfranco Ravasi

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Gianfranco Ravasi (1942 – vivente), arcivescovo cattolico e teologo italiano, biblista, ebraista e archeologo.

[modifica] Citazioni di Gianfranco Ravasi

  • L'amore è un canale di conoscenza diverso da quello della ragione e per questo in esso non si deve 'dimostrare' tutto, 'spiegare' ogni cosa. (da Avvenire del 27 settembre 2002)
  • Se non si conosce l'amore nel senso pieno e assoluto del termine, si può essere allegri ma non veramente felici, si può godere ma non si conosce la gioia, si può agire ma non creare. È la scoperta di una pienezza che l'amato ti dona in modo unico, come cantava anche Rita Pavone in una canzone degli anni Sessanta: «Come te non c'è nessuno. Tu sei l'unico al mondo». (da Avvenire del 24 febbraio 2005)
  • Il libro di Benedetto XVI [Gesù di Nazareth] ha voluto rimettere al centro proprio questa unità fondante del cristianesimo, riproponendone la compattezza contro ogni tentazione di dissociazione. Sì, perché – se stiamo solo alla ricerca moderna – si è assistito a un processo di divaricazione o anche di separazione e persino di negazione di uno dei due poli di quell'unità [umano divina di Gesù]. (da Avvenire del 14 settembre 2007)

[modifica] Ateismo e cristianesimo

  • L'ateismo drammatico – che, peraltro, ha sollecitato persino una "teologia della morte di Dio" – è ormai quasi del tutto scomparso. Ciò che al massimo sopravvive sono gli sberleffi sarcastici di certi atei di moda, alla Odifreddi, Onfray, Hitchens, tanto per distribuirne i nomi secondo le principali aree linguistiche.
  • [L'indifferenza religiosa] si basa su una lettura superficiale della storia, dalla quale Dio è assente.
  • L'idolatria moderna è l'identificazione di principi costitutivi e dinamici interni all'essere e alla storia stessa come unica ragione esplicativa: si pensi al materialismo dialettico di stampo marxiano, ma anche allo Spirito immanente nell'essere stesso, motore della storia, secondo la concezione idealistica hegeliana, oppure si consideri l'umanesimo ateo che pone l'uomo come misura e senso di tutto l'essere.
  • [L'indifferenza-incredulità] è simile a una nebbia difficile da diradare, non conosce ansietà o domande, si nutre di stereotipi e banalità, accontentandosi di vivere in superficie, sfiorando i problemi fondamentali.
  • I mezzi di comunicazione di massa ci insegnano tutto sulle mode e i modi di vivere, ma ignorano il significato dell'esistere, l'inquietudine della ricerca interiore, le interrogazioni sull'oltre e sull'"altro" rispetto a noi e al nostro orizzonte.

[Gianfranco Ravasi, Ateismo e cristianesimo, in Jesus, agosto 2009]

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