Gianni Petrucci

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Giovanni Petrucci, detto Gianni (1940 – vivente), dirigente sportivo italiano.

Citazioni di Gianni Petrucci[modifica]

  • Campriani è l'atleta ideale, bravo nello sport e nella vita. (citato in Marco Mensurati, Super Campriani, oro nella carabina, Repubblica.it, 6 agosto 2012)
  • Di Javier Zanetti non si può non pensare bene. Prima ripercorrevo la sua storia in Italia e la mia, lui è uno di quegli atleti che pur non essendo nato in Italia è amato come e anche più degli italiani. Ha sempre dimostrato serietà, correttezza e lealtà. Questo vuol dire che è una bella persona, che ha una grande famiglia e una società alle spalle che lo difende. Non si arriva ai vertici per caso, chi ci arriva vuol dire che è bravo. Ma oltre che col pallone, devi esserlo anche nella vita. Per chi come Zanetti è un personaggio popolare è molto più difficile esserlo fuori dal campo e lui lo è. (citato in 'Il bello del calcio' è Zanetti, insignito del Premio "Giacinto Facchetti". Anche Petrucci elogia l'argentino: "Serio, corretto e leale, ai vertici non per caso", Goal.com, 12 novembre 2012)
  • [Su Alessandro Del Piero] È l'esempio di come gestire un'immagine vincente senza essere aggressivo e polemico. Sempre dentro le righe, sempre positivo. [...] Non ha messo mai la società contro i tifosi, sarebbe stato molto demagogico dire che ancora poteva e voleva fare tanto per la Juve, invece è stato corretto fino in fondo e ha dimostrato ancora una volta di essere un grande. (citato in Petrucci: «Del Piero via? Agnelli ha avuto coraggio», Tuttosport, 17 maggio 2012)
  • [Su Carolina Kostner] [...] è una bellezza rara vederla danzare. (citato in Kostner, quante cadute! Finisce solo 16ª, Tuttosport, 26 febbraio 2010)
  • I fuoriclasse si attendono sempre. (citato in Maurizio Crosetti, Nel tunnel di Alex: Troppa malafede, la Repubblica.it, 5 settembre 2000, p. 54)
  • Pirlo è una lampadina, illumina tutto. Per me è da Pallone d'oro. [...] Nella sua storia non c'è una dichiarazione fuori le righe. È stato sempre corretto ed educato nel campo e fuori. Un bell'esempio e un campione non reclamizzato abbastanza. (citato in Petrucci: «Pirlo è luce. Merita il Pallone d'Oro», Tuttosport, 26 giugno 2012)
  • Sembra che l'unico colpevole di questo calcioscommesse sia Palazzi e non chi ha commesso illeciti. Così non si può andare avanti. Il calcio non può pensare di vivere senza regole o in spregio di quelle esistenti approfittando di casse di risonanza mediatiche superiori a quelle degli altri sport che invece rispettano le regole e i verdetti anche nei settori professionistici. Nelle ultime settimane ho assistito ad esibizioni muscolari che ancora una volta hanno mostrato il lato peggiore di uno sport che non merita tali mortificazioni. Non si può immaginare di commentare le sentenze ad ogni grado di giudizio. Occorre rispettare i giudici, gli arbitri e quanti sono preposti al rispetto delle regole. Altrimenti sarà solo caos e questo il Coni non può consentirlo. Per questo dico: giù le mani dalla giustizia sportiva! (citato in Petrucci, furia sulla Juve: «Basta attacchi ai giudici», Corrieredellosport.it, 23 agosto 2012)
  • Zeman? Dice cose che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire. (citato in Petrucci: Zeman su Conte? Cose che pensano tutti, Corrieredellosport.it, 26 agosto 2012)
Intervista: Petrucci: «Juve, stagione nera ma è già nel futuro», Tuttosport, 27 marzo 2010
  • Blanc inve­ce ha azzeccato la mossa del­lo stadio, la Juve ha capito per prima l'importanza di pa­trimonializzare in questo cal­cio. Le altre sono indietro. Ec­co perché considero la Juve un club modello, tanto che le assegno lo scudetto per la buona gestione societaria!
  • Mourinho mi piace. Ha ca­rattere, ha ingegno, fa sem­pre notizia. Non mi piace so­lo quando dice "voi italia­ni"...
  • In campo hanno sempre vin­to le squadre più forti, poi la giustizia sportiva fa il suo corso. Ciò che conta è come il calcio italiano abbia saputo risollevarsi da tre grandi scandali.
Dalla confederenza stampa: L'ira di Petrucci: «Non ci sto, calcio di vertice malato di doping legale», Corriere della sera, 17 novembre 2011
  • C'è mancanza di rispetto per le regole e per l'etica, non devono prevalere gli arroganti e i prepotenti. Mi riferisco ad una parte del calcio italiano di vertice perché stiamo assistendo a cose mai viste.
  • Oggi le pagine giornali sono piene di aspetti legali, il calcio di vertice è malato di doping legale. C'è un'assenza di rispetto per le regole, di etica, oggi chi grida di più pensa di vincere ma non vincerà perché finché c'è questa struttura gli arroganti non prevarranno.
  • I soldi sono dei presidenti della serie A, ma le regole sono le nostre. Da tempo c'è stato uno strappo con la Lega di A. Conosco bene il 99% dei presidenti, e dico loro di prendere atto della situazione del calcio italiano e di quello che il presidente del Coni dice con amore verso quel mondo. Prendano atto delle mie parole, e riflettano.
  • [Riferendosi sui ricorsi presentati dalla Juventus dopo la decisione del Tnas di dichiararsi incompetente sul'assegnazione dello scudetto 2006] Dopo quest'ultima sentenza, a chi porta vantaggi proseguire... Se si fa un passo indietro se ne fanno due avanti, chi ha più intelligenza la metta al servizio degli altri. Il mio è un appello, ma forse gli appelli non servono più. Non so se sia giusto aver dato quello scudetto all'Inter, non sta al Coni dirlo. Le regole però sono state rispettate e per il Coni il discorso è chiuso. Chi lo vuol riaprire creerà problemi alla serenità del calcio italiano: oggi si vive anche di credibilità e di curriculum. Non sono rimasto deluso dal comportamento di Andrea Agnelli. Ognuno fa ciò che ritiene di fare. Ho conosciuto l'Avvocato, rispetto una famiglia che ha fatto grandi cose per il calcio. Ma portano avanti le loro idee, le mie sono diverse.

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