Gianrico Carofiglio

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Gianrico Carofiglio (1961 – vivente), magistrato e scrittore italiano.

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[modifica] Il passato è una terra straniera

  • Manipolare le carte, manipolare gli oggetti, sono cose che vanno molto al di là del semplice gesto di destrezza. La vera abilità del prestigiatore consiste nella capacità di influenzare le menti. E fare un gioco di prestigio riuscito significa creare una realtà. Una realtà alternativa dove sei tu a stabilire le regole. La vera differenza non è fra manipolare e non manipolare. La differenza è fra manipolare consapevolmente e manipolare inconsapevolmente.
  • I giochi di prestigio, o il barare alle carte, sono una metafora della realtà quotidiana, dei rapporti fra le persone. C'è qualcuno che dice delle cose e contemporaneamente agisce. Quello che succede davero è nascosto tra le pieghe delle parole e soprattutto dei gesti. Ed è diverso da quello che appare. Solo che l'attore ne è consapevole e controlla il processo.
  • Il gioco di prestigio è una cosa onesta perché è chiaro in anticipo che la realtà è diversa da quella che appare.
  • Io personalmente mi sento vincolato a non violare solo le norme giuridiche che coincidono con i miei principi etici.
  • E alla fine lo colpii anch'io. Gli diedi uno schiaffo per far cessare quel parossismo. Gli diedi uno schiaffo per cattiveria. E per rabbia. Quella rabbia che ti prende quando sei di fronte alla debolezza, alla vigliaccheria di qualcuno e riconosci, o hai paura di riconoscere, la tua debolezza, la tua vigliaccheria. Quando sei di fronte al fallimento di qualcuno e cerchi di distruggere la paura, che quello stesso fallimento prima o poi tocchi a te.
  • La gente manipola e viene manipolata, imbroglia e viene imbrogliata in continuazione, senza rendersene conto. Fanno del male e ne ricevono senza rendersene conto. Rifiutano di rendersene conto perché non potrebbero sopportarlo. Il gioco di prestigio è una cosa onesta perché è chiaro in anticipo che la realtà è diversa da quella che appare.

[Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera, Rizzoli.]

[modifica] Né qui né altrove. Una notte a Bari

  • L'attenzione è una virtà morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri. Le persone attente sono curiose e attive; studiano e lavorano con entusiasmo, coinvolgimento e passione; scrutano i bisogni delgi altri e sono capaci di aiutare.
  • Secondo me le superstizioni sui fantasmi vengono proprio da esperienze di questo genere. Sei così abituato alla presenze di qualcuno che quando questo qualcuno se ne va ti capita di continuare a sentire il suo passo, il suo modo di bussare, qualsiasi cosa. È così che se hai voglia, o bisogno, di credere, ti convinci che esistono i fantasmi.
  • Mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove.
  • Come tutti i narcisisti tu non hai mai vissuto per davvero. Hai sempre e soltanto interpretato un personaggio. E visto che è il TUo personaggio, gli hai dato tutte le qualità, altruismo incluso. Ma è tutta una recita, è tutta una dannata bugia.
  • In quei momenti pensi che il tuo amore non esiste, perché non c'è nessuno dall'altra parte a riceverlo.
  • Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto.[Guccini]
  • Allora sai cos'è l'angoscia? Bizzarro, vuol dire che anche tu invecchi?
    Pare che sia l'unico modo per evitare di morire giovani.
  • Lei era la perfezione e per questo intuivo che mi sarebbe stata negata, irrimediabilmente.
  • "Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?"
    "Perché?"
    "Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva."
  • "Far passare il tempo.."
    "Frase idiota, hai ragione. Ci pensa da solo il tempo a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto."

[Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove. Una notte a Bari, Laterza Editore, ISBN 8842086304]

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