Gino Castaldo

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Gino Castaldo (1950 – vivente), critico musicale italiano.

  • [Sugli Arctic Monkeys] Come possono quattro ventenni di Sheffield, una piccola città a est di Manchester, diventare un culto di massa nel giro di pochi mesi? Ci vuole talento in abbondanza, ca va sans dire, ma anche una geniale strategia che non ha precedenti nel mercato della musica.[1]
  • [Mina] Cosa ha significato per noi questa voce? Questa voce così duttile da poter essere a volte così iperuranica e cristallina, altre volte calda e sorniona, a volte virtuosistica, a volte morbidamente interpretativa. È "la" voce italiana di questi trent'anni. È la grande madre, ma anche una donna passionale, eppure la sua voce ha sempre qualcosa che la rende irraggiungibile, quasi che potesse esistere anche al di là del personaggio a cui appartiene. (da Una donna eccezionale, una vita inaccessibile, la Repubblica, 22 ottobre 1988)
  • È arrivato il momento di domandarsi dove vuole andare a parare l' enfant prodige della canzone, il giovanotto di Latina che ha conquistato in pochi anni il mondo della musica, quantomeno quello latino, oltre che ovviamente quello italiano. Guai a parlare con Tiziano Ferro di ambizioni che non siano quelle di un qualunque ragazzo di talento. Vi risponderà che il suo è un lavoro come un altro. Ma dietro il suo viso netto, senza ombre apparenti, i capelli scolpiti e qualche dolce piega di femminilità nel sorriso, dietro la malcelata impertinenza infantile dello sguardo, si nasconde la forza di un gigante, con un piede nella fragilità dell'artista, e l'altro nella determinazione a non fermarsi davanti a nulla. (da Le canzoni migliori nascono dalla follia, la Repubblica, 3 novembre 2008)
  • [Sugli Arctic Monkeys] I quattro ragazzi, bisogna dirlo, sono molto bravi, combinano con esplosiva energia i suoni del brit pop più duro e vitale, dai Clash in poi, e hanno il dono della sintesi. Sono il gruppo giusto al momento giusto e anche il modo in cui sono arrivati al successo è una tipica storia dei nostri giorni. A questa ascesa dal basso ci tengono, vogliono rimanere duri e puri e addirittura hanno rifiutato di esibirsi ai Brit Awards, dove ovviamente erano stati invitati, come fenomeno del momento.[1]

Note[modifica]

  1. a b Da Arctic Monkeys, rock da record, la Repubblica, 27 gennaio 2006.

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