Giorgio Amendola

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Giorgio Amendola

Giorgio Amendola (1907 – 1980), partigiano, scrittore e politico italiano.

  • E volevo combattere il fascismo. Sopratutto dopo la morte di mio padre, non sapevo che farmene delle parole e basta. Ma quasi tutti i vecchi liberali erano emigrati all'estero, e quelli rimasti in Italia non volevano affrontare l'attività illegale. [...] I comunisti erano i soli a combattere. [...] La mia fu una decisione travagliata. Ci pensai su quasi due anni. Perché in fondo il mio gruppo era costituito dagli antesignani di Giustizia e libertà. Ero amico di Ernesto Rossi e, se non fossi diventato comunista, sarei diventato uno di Giustizia e Libertà. Ma quando Ernesto Rossi venne a cercarmi perché organizzassi a Napoli Giustizia e Libertà, io m'ero ormai deciso a iscrivermi al PC. Infatti mi ci iscrissi dieci giorni dopo, il 7 novembre 1929. (citato in Oriana Fallaci, Intervista con la storia, pp. 325-326)

Citazioni su Giorgio Amendola[modifica]

  • Amendola ha toccato nel suo intervento la grande e difficile questione dell'unità da realizzare tra disoccupati e occupati. Sono pienamente d'accordo che la realizzazione di tale unità è un obiettivo decisivo: se si determina una frattura tra occupati e disoccupati, tutta la battaglia per un nuovo sviluppo subisce un colpo. Perciò la questione del Mezzogiorno ancora ha carattere centrale. (Pietro Ingrao)
  • Il mio punto di riferimento era Giorgio Amendola. Sono rimasto lì. Tutti gli altri mi hanno scavalcato a destra. (Oliviero Diliberto)
  • V'era in quell'omaccione burbero, sanguigno, sassosso, una delicatezza quasi femminile. (Oriana Fallaci)

Bibliografia[modifica]

  • Oriana Fallaci, Intervista con la storia, Biblioteca Universale Rizzoli, giugno 1977.

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