Giovanni Artieri

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Giovanni Artieri (1904 – 1995), giornalista e storico italiano.

Citazioni di Giovanni Artieri[modifica]

  • Da Sorrento, quel giorno andammo da Alvaro a Positano e alla spiaggia per il bagno. In quell'arenile si trovavano spesso frammenti di corallo rosso, portati a riva dalle onde. Bontempelli mostrò un bel pezzo lucido e umido che affiorava dalla sabbia. «Se ne potrebbe fare un cammeo», disse. E subito dopo: «M'accorgo che non è corallo; è solamente un pezzo dell'alluce del mio piede». L'umorismo bontempelliano era fatto di questi esili filamenti di logica e di paradosso. Esistono creature marine composte di novantanove parti di acqua; pure, esse si distinguono dall'acqua. L'arte la fantasia, la misteriosa poesia dei romanzi e dei racconti metafisici di Bontempelli erano come quelle creature marine. Forse altrettanto delicate e caduche.[1]
  • [Francesco Saverio Nitti] Era (e resta) uno dei più illustri economisti del mondo, un alto esempio di democrazia e un italiano esemplare in ogni istante della sua vita pubblica e privata. (da Napoli scontraffatta, Mondadori, 1984, p. 250)
  • Il Bontempelli era l'ideatore e lo scrittore dei programmi teorici del movimento [Novecentismo]; che si poneva come successore ed erede del futurismo e del cubismo; riassumeva il compito dello scrittore nella ricostruzione dello spazio e del tempo. (da Cronaca del Regno d'Italia: Dalla Vittoria alla Repubblica, Mondadori, 1978, p. 423)
  • Naturalmente il capo del movimento, Massimo Bontempelli, senza dirlo, proponeva a esempio, stile e modi e forme fantastiche sue a una pleiade di giovani che, poi, finivano per obbedire ognuno al proprio estro particolare. (da Il Vesuvio col pennacchio: ovvero, Funiculì funiculà, Longanesi, 1959, p. 363)
  • Tra le due guerre la letteratura italiana brillò del nome di Massimo Bontempelli e di quello di Pirandello. Giù cinquantenne, Massimo rappresentò per la nostra generazione di giovani, la vera giovinezza; cioè la speranza nella gloria letteraria. [...] Bontempelli vedeva l'esistenza di un mistero, di una «magia» anche nella più umile e borghese contingenza.[1]

La storia di domani[modifica]

Incipit[modifica]

1961: Ore drammatiche a Mosca
Sin dal 1958 i rapporti pervenuti al Cremlino dalla Germania di Pankow offrivano notizie assai poco rassicuranti sull'umore delle masse tedesche controllate dal regime comunista della Repubblica popolare. Gli informatori russi più acuti, autorizzati a dire la verità, ponevano in rilievo la scarsa influenza, principalmente sulla gioventù tedesca, delle facilitazioni offerte nel campo della cultura. Uno di essi scriveva: «Mi reco ogni mattina nella Meshdunarodnaja Kniga, (la Grande Libreria di Stato sovietica a Potsdamer Platz). Vi trascorro puntualmente un'ora e annoto età e aspetto dei compratori. Benché in questa libreria si venda quanto di meglio e più recente produca l'Istituto per le edizioni in lingue estere di Mosca, in due mesi di frequenza ho notato soltanto tre giovani studenti. La gioventù tedesca disprezza la cultura russa».

Citazioni[modifica]

  • Gli uomini del Governo di Pankow, per giustificare se stessi e la propria opera presso le gerarchie di Mosca, cercano in ogni modo di convincere gli agenti del Cremlino della genuinità della fede comunista nelle masse tedesche. Esse ragionano così: la Germania dell'est è la patria naturale dello spirito militarista germanico. Essa è formata di «terre dure»: Prussia, Pomerania. alta Sassonia, Turingia.
  • Gli esperti di «psicologia delle masse», non se la sentono di dare all'esercito di Pankow le armi che dovrebbero rivolgersi contro i Tedeschi di Bonn. Intanto la Germania di Bonn, a governo socialdemocratico, è diventata la centrale anticomunista d'Europa e del mondo.
  • Il Cremlino, alla vigilia delle grandi decisioni, convoca a Mosca una conferenza politico-militare, le cui conclusioni sono queste: se le ostilità con l'Occidente saranno iniziate, la Russia deve scegliere di ritirarsi dalla Germania orientale o prepararsi a combattervi una disperata guerriglia. Viene adottata la prima soluzione.

[Giovanni Artieri, La storia di domani; citato in Storia Illustrata, Anno II N. 1, Gennaio 1958, Arnoldo Mondadori Editore]

Note[modifica]

  1. a b Da Massimo Bontempelli e l'avventura novecentesca, L'osservatore politico letterario, anno XXIV, novembre 1978, n.° 11, pp. 39-52; disponibile anche su Circe.lett.unitn.it.

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