Papa Giovanni Paolo II

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Giovanni Paolo II

Papa Giovanni Paolo II, nato Karol Józef Wojtyła (1920 – 2005), 264° papa della Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] Citazioni di Papa Giovanni Paolo II

  • Al di fuori della misericordia di Dio non c'è nessun'altra fonte di speranza per gli esseri umani. (dall'omelia per la dedicazione del Santuario della divina Misericordia, Kraków-Łagiewniki, 17 agosto 2002)
  • A questo cimitero di vittime della crudeltà umana nel nostro secolo si aggiunge ancora un altro grande cimitero: il cimitero dei non nati, cimitero degli indifesi, di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo, oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita ancora prima di nascere. (dall'omelia all'aeroporto militare di Radom, Varsavia, 4 giugno 1991)
  • Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell'uomo. (dal messaggio agli scienziati riuniti ad Erice nella prima sessione (1981) dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari [1])
  • [A Mandras] Facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi. (da Il dialogo interreligioso)
  • Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria. (dal messaggio per la 90ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 15 dicembre 2003)
  • E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di Dio e con l'aiuto degli uomini. (citato in Angelo Montonati, in Introduzione a "Parole sull'uomo")
  • Ecco, sta davanti a noi l'uomo, il nostro Beato, Edoardo Giuseppe Rosaz, il cui cuore il Padre del nostro Signore Gesù Cristo "ha illuminato con la sua luce". Egli a questa luce divina si è aperto pienamente. Ha fatto tutto perché questa luce salvifica lo penetrasse e trasformasse interiormente. Grazie a ciò, camminò guidato dalla speranza di questa chiamata diventata "caparra della nostra eredità" in Gesù Cristo. Monsignor Rosaz è stato l'uomo di questa speranza soprannaturale che non delude. (Omelia per la beatificazione di Monsignor Rosaz, 14 luglio 1991)
  • Fu proprio la barbarie registrata nei confronti della dignità umana che portò l'Organizzazione delle Nazioni Unite a formulare, appena tre anni dopo la sua costituzione, quella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che resta una delle più alte espressioni della coscienza umana nel nostro tempo. (dal Discorso all'Assemblea Generale dell'ONU, 5 ottobre 1995)
  • Il ministero ordinario ha una sua "profondità" e in tale profondità trova il suo vero significato: non si tratta soltanto, attraverso le attività varie e molteplici del ministero, di essere l'animatore o il coordinatore della comunità, ma in misura maggiore si tratta di rappresentare sacramentalmente, nella comunità e per essa, il Cristo, capo della Chiesa e suo corpo. (dal discorso ai vescovi del Belgio in visita in Vaticano; citato in Libero, 23 novembre 2003, p. 7)
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo – opera di giustizia è la pace – mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti. (dal Redemptor hominis, n. 17)
  • L'adulterio "nel cuore" viene commesso non soltanto perché l'uomo "guarda" [per desiderare] [...] la donna che non è sua moglie, ma appunto perché guarda così una donna. Anche se guardasse in questo modo la donna che è sua moglie commetterebbe lo stesso adulterio "nel cuore". (dall'Udienza generale dell'8 ottobre 1980)
  • L'amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. (dall'Esortazione Apostolica Familiaris Consortio, 22 novembre 1981)[2]
  • L'attività omosessuale, da distinguersi dalla tendenzia omosessuale, è moralmente malvagia. (novembre 1979; citato in Emanuele Quaranta, Folgorati sulla via di san Paolo, in Il secolo gay, Diario del mese, gennaio 2006, p. 62)
  • L'uomo non può da se stesso decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo [...] La coscienza non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo... La sua pretesa di diventare fonte autonoma ed esclusiva nel decidere il bene e il male [...] è la vera bestemmia [...], è rifiuto dello Spirito Santo. (dall'enciclica Dominum et vivificantem, 1986)
  • Nella Santa Eucarestia, siamo in comunione con Cristo stesso, unico sacerdote ed unica ostia, che ci coinvolge nel movimento della sua offerta e della sua adorazione, Lui che è fonte di ogni grazia. (discorso durante la visita al Sacro Cuore di Montmarte, Parigi, 1 giugno 1980)
  • Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici, come quelli politici. (dall'omelia di inizio pontificato, 22 ottobre 1978)
  • Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono. (dal messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2002)
  • Non c'è speranza senza paura, e paura senza speranza. (da La bottega dell'orefice; citato in Elena Spagnol, Citazioni, Garzanti, 2003)
  • Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete. [3]
  • Ogni autentica preghiera è suscitata dallo Spirito Santo, il quale è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo. (da Insegnamenti, IX/2 1986)
  • Però io non muoio del tutto, quel che in me è imperituro permane. (da Trittico romano. Meditazioni)
  • Quando mercoledì 27 settembre il Santo Padre Giovanni Paolo I ha parlato ai partecipanti all'udienza generale, nessuno poteva immaginare che fosse per l'ultima volta. La sua morte – dopo 33 giorni di pontificato – ha sorpreso e ha riempito tutto il mondo di profondo lutto. Egli che suscitò nella Chiesa così grande gioia e inspirò nei cuori degli uomini tanta speranza ha, in così breve tempo, consumato e portato alla fine la sua missione. Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: "...state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l'ha sorpreso. Egli l'ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l'elezione al soglio di San Pietro. (dall'Udienza generale del 25 ottobre 1978)
  • Ricco non è colui che possiede, ma colui che dà, colui che è capace di dare. (dall'Esortazione Apostolica Redemptionis Donum, Libreria Editrice Vaticana, 25 marzo 1984)
  • Tutta la grandezza del lavoro è dentro l'uomo. (da Il sapore del pane)
  • Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E vi ringrazio. (1° aprile 2005)[4]
  • Violentare le coscienze è un grave danno fatto all'uomo. È il più doloroso colpo inferto alla dignità umana. È, in un certo senso, peggiore dell'infliggere la morte fisica, dell'uccidere. (dall'Angelus del 10 gennaio 1982)
  • Sono venuto per esprimervi la mia affezione e la mia stima per la vostra antica città, a cui sovrasta la famosa Acropoli, che già formò l'orgoglio del fiero popolo degli Ernici, e oggi costituisce una rara testimonianza della più perfetta costruzione ciclopica conservata in Italia. (dal discorso durante la visita pastorale ad Alatri, 2 settembre 1984)
  • È una giornata storica, questa odierna, per la pur storica città e diocesi di Alatri, che sorge fiera attorno alla sua Acropoli e si affaccia sull'orizzonte dei monti Ernici, abbracciando le fertili e pittoresche vallate di questa benedetta terra di Ciociaria. (dall'Omelia della Messa per i fedeli della Ciociaria, durante la visita pastorale ad Alatri)

[modifica] Senza fonte

  • Anche i ricchi sono infelici.
  • I bambini che hanno visto la guerra sono l'unica speranza di pace.
  • Non abbiate paura di avere coraggio.
  • Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.
  • Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo! (Riportata da Padre Gabriele Amorth)
  • L'omosessualità è un'offesa all'amore di Dio.

[modifica] Evangelium Vitae

[modifica] Incipit

Il Vangelo della vita sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura. All'aurora della salvezza, è la nascita di un bambino che viene proclamata come lieta notizia: «Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2, 10-11). A sprigionare questa «grande gioia» è certamente la nascita del Salvatore; ma nel Natale è svelato anche il senso pieno di ogni nascita umana, e la gioia messianica appare così fondamento e compimento della gioia per ogni bimbo che nasce (cf. Gv 16, 21). Presentando il nucleo centrale della sua missione redentrice, Gesù dice: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10, 10). In verità, Egli si riferisce a quella vita «nuova» ed «eterna», che consiste nella comunione con il Padre, a cui ogni uomo è gratuitamente chiamato nel Figlio per opera dello Spirito Santificatore. Ma proprio in tale «vita» acquistano pieno significato tutti gli aspetti e i momenti della vita dell'uomo.

[modifica] Citazioni

  • La maternità spirituale della Chiesa non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo.
  • Si fa sempre più forte la tentazione dell'eutanasia, cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine «dolcemente» alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della «cultura di morte», che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società, organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore.
  • Sulla Croce si rinnova e si realizza nella sua piena e definitiva perfezione il prodigio del serpente innalzato da Mosè nel deserto (cf. Gv 3, 14-15; Nm 21, 8-9). Anche oggi, volgendo lo sguardo a Colui che è stato trafitto, ogni uomo minacciato nella sua esistenza incontra la sicura speranza di trovare liberazione e redenzione.

[modifica] Explicit

O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

[Karol Wojtyla, Evangelium Vitae, Gribaudi, Torino, 2007]

[modifica] Fides et ratio

  • L'eterno entra nel tempo, il tutto in un frammento, Dio assume il volto dell'uomo.
  • La ragione non può svuotare il mistero di amore che la Croce rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca.
  • Le vie per raggiungere la verità rimangono molteplici; tuttavia, poiché la verità cristiana ha un valore salvifico, ciascuna di queste vie può essere percorsa, purché conduca alla meta finale, ossia alla rivelazione di Gesù Cristo.
  • Nessuna forma storica della filosofia può legittimamente pretendere di abbracciare la totalità della verità, né di essere la spiegazione piena dell'essere umano, del mondo e del rapporto dell'uomo con Dio.

[modifica] Parole sull'uomo

[modifica] Incipit

Aborto
Nella notte di Natale, la Madre che doveva partorire non trovò per sé un tetto. Non trovò le condizioni, in cui si attua normalmente quel grande divino ed insieme umano Mistero del dare alla luce un uomo.
Permettete che mi serva della logica della fede e della logica di un conseguente umanesimo. Questo fatto di cui parlo è un grande grido, è una permanente sfida ai singoli e a tutti, particolarmente forse nella nostra epoca, in cui alla madre in attesa viene spesso richiesta una grande prova di coerenza morale. Infatti, ciò che viene eufemisticamente definito come «interruzione di gravidanza» (aborto) non può essere valutato con altre categorie autenticamente umane, che non siano quelle della legge morale cioè della coscienza. Molto potrebbero a tale proposito dire, se non le confidenze fatte nei confessionali, certamente quelle nei consultori per la maternità responsabile.

[modifica] Citazioni

  • L'uomo è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo. (p. 35)
  • Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di amare veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale. (p. 41)
  • La mia preghiera è che l'America non venga meno a se stessa e rinnovi la propria identità nella fedeltà ai principi morali e religiosi e nel servizio a un mondo bisognoso di pace e di diritti umani, un mondo affamato di pane e assetato di giustizia e di amore. (p. 42)
  • L' amore è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità (p. 42)
  • IL genio educativo di San Giovanni Bosco si è manifestato in sommo grado nell'amore verso i giovani. Per poter educare, bisogna amare [...] (p. 44)
  • Né l'anima né il corpo, presi separatamente, sono l'uomo: quello che si chiama con questo nome è ciò che nasce dalla loro unione. (p. 47)
  • La pace, secondo gli insegnamenti dei Profeti d'Israele, è un frutto della giustizia e del diritto e allo stesso tempo un dono gratuito del tempo messianico. Perciò deve essere eliminato ogni tentativo di violenza, che ripete vecchi errori e quindi suscita odio, fanatismo e integralismo religioso, che sono nemici dell'armonia fra gli uomini. (p. 49-50)
  • Noi dobbiamo desiderare che la preghiera dell'anziano riempia la casa, che la sua straordinaria capacità di evangelizzazione sia una forza per la saldezza degli affetti, un orientamento per i valori fondamentali dell'esistenza. (p. 53)
  • L' arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita. (p. 54)
  • Il senso religioso dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. (p. 59)
  • Il vero e retto fine dell' attività politica è il benessere materiale e spirituale della società, in modo che i diritti e i doveri siano da tutti rispettati e tutelati. (p. 59)
  • La pace deve essere sempre il fine: pace perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione. Immettiamoci nell'erto e difficile sentiero della pace, il solo sentiero che si adatti alla dignità umana, l'unico che conduca verso il vero compimento del destino dell'uomo, il solo che guidi verso il futuro in cui l'equità, la giustizia e la solidarietà sono realtà e non soltanto dei sogni lontani. (p. 61)
  • Il tutore dell'ordine pubblico sarà tanto più all'altezza della sua missione quanto più sarà capace di mantenere «ordinata» la suavita spirituale e quanto più ispirerà la sua condotta familiare e sociale ai valori religiosi. (p. 62)
  • Spetta alla legittima autorità il compito specifico di dirigere le energie di tutti i cittadini verso il bene comune, non in forma dispotica, ma come forza morale che si appoggia prima di tutto sulla libertà e sulla coscienza del dovere e del compito assunto. (p. 63)
  • L'errore e il male devono essere sempre condannati e combattuti; ma l'uomo che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato. (p. 66)
  • La vera opera d'arte non è forse, quella che s'impone senza ambizioni di successo e che nasce da una autentica abilità e da una sicura maturità professionale? (p. 70)
  • Serviremo la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita ad ogni livello, e l'aiuteremo presentando agli occhi ed al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c'è di più nobile ed alto. (p. 71)
  • Nei bambini la nazione vede il proprio domani, come il proprio domani vede in essi la Chiesa. (p. 71)
  • Il dovere fondamentale del potere è la sollecitudine per il bene comune della società: da qui derivano i suoi fondamentali diritti. (p. 73)
  • È iscritta nell'animo umano la chiamata all'immortalità. Essa è iscritta nell'animo dell'artista, quando con l'opera del proprio talento, del suo genio, cerca di superare il limite del transuente e della morte. (p. 74)
  • La fiducia non si acquista per mezzo della forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. (p. 77)

[modifica] Citazioni sul libro

  • Questo libro, in effetti, è un'efficace summa della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. (Vittorio Messori)
  • Una lettura non superficiale rivela ricchezze inattese anche per chi, non credente, guardi alla persona e al ruolo del Papa con occhio rispettoso e scevro da pregiudizi. (Angelo Montonati)

[Giovanni Paolo II, Parole sull'uomo, BUR 1989]. ISBN 88-17-11517-7

[modifica] Redemptoris Mater

[modifica] Incipit

La Madre del Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché, «quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che grida: Abbà, Padre» (Gal 4,4).

[modifica] Citazioni

  • Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata.
  • Il dogma della maternità divina di Maria fu per il Concilio Efesino ed è per la Chiesa come un suggello del dogma dell'incarnazione, nella quale il Verbo assume realmente nell'unità della sua persona la natura umana senza annullarla.
  • La donazione salvifica che Dio fa di sé e della sua vita in qualche modo a tutta la creazione, e direttamente all'uomo, raggiunge nel mistero dell'incarnazione uno dei vertici.
  • La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. Maria costantemente, quotidianamente è in contatto con l'ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell'Antica Alleanza.
  • La pienezza di grazia, annunciata dall'angelo, significa il dono di Dio stesso; la fede di Maria, proclamata da Elisabetta nella visitazione, indica come la Vergine di Nazareth abbia risposto a questo dono.
  • Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone «in mezzo», cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di madre, consapevole che come tale può – anzi «ha il diritto» – di far presente al Figlio i bisogni degli uomini.
  • Questo fiat di Maria – «avvenga di me» – ha deciso dal lato umano il compimento del mistero divino.

[modifica] Explicit

Mentre con tutta l'umanità si avvicina al confine tra i due millenni, la Chiesa, da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, raccoglie la grande sfida contenuta nelle parole dell'antifona sul «popolo che cade, ma pur anela a risorgere» e si rivolge congiuntamente al Redentore ed a sua Madre con l'invocazione: «Soccorri». Essa, infatti, vede – e lo attesta questa preghiera – la Beata Madre di Dio nel mistero salvifico di Cristo e nel suo proprio mistero; la vede profondamente radicata nella storia dell'umanità, nell'eterna vocazione dell'uomo, secondo il disegno provvidenziale che Dio ha per lui eternamente predisposto; la vede maturamente presente e partecipe nei molteplici e complessi problemi che accompagnano oggi la vita dei singoli, delle famiglie e delle nazioni; la vede soccorritrice del popolo cristiano nell'incessante lotta tra il bene e il male, perché «non cada» o, caduto, «risorga». Auspico fervidamente che anche le riflessioni, contenute nella presente Enciclica, giovino a! rinnovamento di questa visione nel cuore di tutti i credenti. Come Vescovo di Roma, io mando a tutti coloro, a cui sono destinate queste considerazioni, il bacio della pace, il saluto e la benedizione in nostro Signore Gesù Cristo. Amen.


[Karol Wojtyla, Redemptoris Mater,Ancora, 1987]

[modifica] Segno di contraddizione

[modifica] Incipit

CONFERENZA INTRODUTTIVA
Beatissimo Padre! All'inizio di questi esercizi spirituali, che ho il grande onore di predicare davanti a Lei e ai Suoi illustrissimi collaboratori, vorrei esprimere il mio più profondo omaggio e amore alla Sua Persona. Devo dire, però, che questo non è solo il mio saluto personale. Esso include anche tutti coloro con i quali sono unito in maniera particolare e che con il loro ricordo, con le loro preghiere e con i loro sacrifici si sono impegnati a dare uno spirituale appoggio al mio umile servizio della Parola in questi giorni di esercizi spirituali, e non solamente a me, ma anche a tutto il mio illustre Uditorio, con Lei, beatissimo Padre, al primo posto, con i signori Cardinali della Santa Chiesa Romana, i reverendissimi Arcivescovi, Vescovi e carissimi Fratelli nel sacerdozio.

[Karol Wojtyla, Segno di contraddizione, Vita e pensiero, 1977.]

[modifica] Poesie

[modifica] Incipit

PIETRA DI LUCE
VEGLIA PASQUALE 1966
INVOCAZIONE
Comincia il colloquio con me stesso
Questo significa forse che arrivo in pieno quanto il consenso delle genti
proclama grande e importante – nel vicendevole annunzio?
Questo significa forse che concordo nel conto degli anni con Thietmar,
il cronista di Merseburg, e vedo il passato
con gli occhi di Maestro Vincenzo, cercando armonia
con questo passato?
(o forse antepongo la mia visione delle vie del passato come le appresi dalle cronache
alla visione del buio degli scavi di Wiślica?
Significa che arrivo alle radici dello stesso albero,
e mi addentro nel segreto della sua crescita,
che anche in me si propaga, che da me prende corpo.
Io mi sento nell'albero e sento l'albero in me.

L'albero è un corpo fisico.
La storia degli uomini, dei miei simili, cerca un suo Corpo.

[modifica] Citazioni

  • Nell'istante della partenza ciascuno è più grande degli eventi di cui
    egli fu minima parte (scheggia di un certo secolo
    o schegge di due secoli, riunite in una vita). (p. 23)
  • Tempo di nascita, il passato, non di morte. (p. 24)
  • Oltre il linguaggio, l'abisso. È questa forse l'incognita della debolezza che conosciamo nei padri e forse l'ereditiamo? (p. 100)
  • La schiavitù fu il verdetto sulla dorata libertà (p. 101)
  • La storia stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.
    Può andar la storia contro la corrente delle coscienze? (p. 104)

[Karol Wojtyla, Poesie (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.]

[modifica] Tertio millennio adveniente

[modifica] Incipit

Nel suo Vangelo Luca ci ha trasmesso una concisa descrizione delle circostanze riguardanti la nascita di Gesù: "In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra [...]. Andavano tutti a farsi rgistrare, ciacuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo" (2,1.3-7). Si compiva così quanto l'angelo Gabriele aveva predetto nell'Annunciazione.

[modifica] Citazioni

  • Grazie alla venuta di Dio sulla terra, il tempo umano, iniziato nella creazione, ha raggiunto la sua pienezza. "La pienezza del tempo", infatti, è soltanto l'eternità, anzi Colui che è eterno, cioè Dio. Entrare nella "pienezza del tempo" significa unque raggiungere il termine del tempo ed uscire dai suoi confini, per trovarene il compimento nell'eternità di Dio.
  • [...] Cristo, come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel presente della vita dell'umanità diffondendo l'opera della salvezza di Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche tutto il passato del genere umano, cominciando dal primo Adamo.

[Karol Wojtyla, Tertio millennio adveniente, Editore ART'È - Bologna 1998.]

[modifica] La potenza dei media

[modifica] Incipit

La responsabilità
Il 24 gennaio scorso, memoria di san Francesco di Sales, Patrono della stampa cattolica, è stato reso pubblico il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 19 maggio, che avrà come tema: «I media: areopago per la promozione della donna nella società». Gli strumenti della comunicazione sociale offrono possibilità straordinarie per l'annuncio del Vangelo, come già sottolineava il decreto Inter mirifica, col quale il Concilio Vaticano II si è appunto occupato di essi.

[modifica] Citazioni

  • Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà ed alla solidarietà. (p. 47)
  • La libertà non è fine a se stessa; essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace. (p. 48-49)
  • I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della televisione come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli. (p. 51)
  • Per garantire che l'industria televisiva tuteli i diritti delle famiglie, i genitori dovrebbero esprimere le loro legittime preoccupazioni ai produttori e ai responsabili dei mezzi di comunicazione sociale. (p. 51)
  • Nell'adempiere alle proprie responsabilità, l'industria televisiva dovrebbe sviluppare e osservare un codice etico che includa l'impegno a soddisfare le necessità delle famiglie e a promuovere valori a sostegno della vita familiare. (p. 52)

[Karol Wojtyla, La potenza dei media, in Karl Popper - John Condry, Cattiva maestra televisione, traduzioni di Marina Astrologo e Claudia Di Giorgio, CDE, Milano 1993]

[modifica] Citazioni su Papa Giovanni Paolo II

  • Da piccoli, si può sognare di far l'attore nei film di cowboy e poi, da grandi, ritrovarsi Presidente degli Stati Uniti. Anche Papa Wojtyla ha cominciato con la recitazione: faceva così bene la parte di Giulio II, che l'hanno chiamato in vaticano. (Gianni Monduzzi)
  • E quella frase che Giovanni Paolo II ha ripetuto per tutto il suo pontificato – "il mondo può cambiare!" – è stata forse l'eredità più preziosa che potesse lasciare agli uomini del XXI secolo. (Gian Franco Svidercoschi)
  • Il cristiano Karol Wojtyla è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni inganevoli. (Vittorio Messori)
  • La passion de convaincre, la passione di convincere: questo, per Blaise Pascal, il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel Vangelo – anzi nell'incontro personale col Cristo – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella passione sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». (Vittorio Messori)
  • La predicazione religiosa di Giovanni Paolo II per me forse si riassume tutta nelle parole, spesso da lui ripetute: "Non abbiate paura"; ma anche nella sua affermazione, che responsabilizza tutti gli uomini: "In un certo senso si può dirlo: di fronte alla libertà umana Dio ha voluto rendersi "impotente". (Arrigo Levi)
  • Leit-motiv del Wojtyla-pensiero è la necessità di promuovere con tutti i mezzi la verità sull'uomo. (Angelo Montonati)
  • Nell'affrontare il problema capitale della trasformazione psicologica dello spettatore televisivo Giovanni Paolo II vede in essa un potenziale di comunicazione spirituale. (Derrick de Kerckhove)
  • Non ho mai condiviso le critiche laiciste al fatto che Papa Wojtyla abbia sempre riproposto senza compromessi verità per lui indiscutibili, su questioni (una ne nomino fra tante) come l'aborto. (Arrigo Levi)
  • Se avesse accettato la vita in quel senso meccanico come un obbligo, anche Giovanni Paolo II potrebbe essere ancora tra noi, sebbene incapace tanto quanto Eluana Englaro di qualsiasi funzione che dona significato alla vita. [...] Ma quando giunse il momento e gli fu offerta la scelta di ritornare in ospedale per ulteriori cure o rimanere in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II nei suoi ultimi giorni non ha esitato. (Peter Popham)

[modifica] Note

  1. Citato in Antonino Zichichi, Galilei divin uomo, Ed. Il Saggiatore, Milano 2001, ISBN 88-428-0943-8
  2. Citato anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana.
  3. Frase scherzosa pronunciata il giorno della sua elezione a pontefice.
  4. Dal bollettino sulle condizioni del Papa del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede Joaquín Navarro-Valls, ore 11.30, 2 aprile 2005. Il riferimento è probabilmente ai migliaia di giovani "incontrati in tutto il mondo lungo il percorso" pontificio e alla loro presenza in Piazza San Pietro nelle sue ultime ore.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Paolo II, Il dialogo interreligioso nel magistero pontificio, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1994.
  • Giovanni Paolo II, Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2006. ISBN 8820978016
  • Giovanni Paolo II, Trittico romano. Meditazioni, Libreria Editrice Vaticana.
  • Giovanni Paolo II, Fides et ratio, Libreria Editrice Vaticana.
  • Giovanni Paolo II, Parole sull'uomo, BUR, 1989.
  • Giovanni Paolo II, Segno di contraddizione, Vita e pensiero, 1977.
  • Giovanni Paolo II, Poesie (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.
  • Giovanni Paolo II, Tertio Millennio Adveniente, Editore ART'È, Bologna 1998.
  • Giovanni Paolo II, Il sapore del pane: poesie, traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Libreria Editrice Vaticana, 1979.

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