Girolamo Maggi

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Casamatta, dal trattato Della fortif. delle città, di M. Girolamo Maggi e del capitano Giacomo Castriotto, Venezia, 1583

Girolamo Maggi D'Anghiari, o Hieronymus Magius (1523 – 1572), poeta, filologo, matematico, naturalista, ingegnere e archeologo italiano.

  • Bene senza dubbio ti parrà cosa maravigliosa che io, prigioniero e nella schiavitù di un Turco, dentro un ergastolo, privo affatto di libri e dei sussidii della memoria (poiché appena in farsetto scampai alla strage di Cipro) abbia composto codesto libretto de Tintinnabulis. Ciò non di meno, non vorrei già che tu ignorassi qualmente Dio 0. M., che mi salvò da infiniti pericoli di terra e di mare, a me qui condotto tosto abbia assistito, la qual cosa facilmente apparisce: essendoché, mi fece tenere pressoché tutte quelle cose che a' tempi tranquilli già aveva scritto e portato meco in Cipro, affinché rileggendole potessi qualche volta togliermi dall'animo le molestie e le cure più gravi. (da una lettera a Carlo Rym, patrizio di Gand; citato in Carlo Promis, Vita di Girolamo Maggi d'Anghiari)
  • Gettato lungi dalla patria e dagli amici, non molto danaro m'abbisogna in prestito per riscattarmi dalla schiavitù. Non sono un vagabondo né un fallito, neppure vorrei vuotare la borsa ad alcuno.
  • L'uom tre volte chiarissimo e divino | Il famoso immortal Pietro Aretino. (da Guerra di Fiandra, Canto II, verso 56; citato in Carlo Promis, Vita di Girolamo Maggi d'Anghiari)
  • Se il giovin quale Ulpian, Bartolo e Baldo | Disturban spesso e l'aspra inopia e dura | Non viene afforza al poetar men saldo, | E a l'avvocar rivolti ogni sua cura ; | Io per certo infiammato esser e caldo | A fare il veggio un'immortal scrittura, | Gli dia la vita il Ciel, sostegno e 'l nido, | E ' gran Cosmo udirà d'altr'opra il grido. (da Guerra di Fiandra, Canto II, versi 58 e seguito; citato in Carlo Promis, Vita di Girolamo Maggi d'Anghiari)

Citazioni su Girolamo Maggi[modifica]

  • D'indole ingenua ed amabile, amò il sapere più per esso che per sé, né mai ributtandosi perché il premio non seguisse tosto la fatica, né mai la eguagliasse: amico di moltissimi dotti, ebbe talvolta ad esporre opinioni diverse dalle loro, ma ciò fece con modestia e dolcezza tale, che l'avversario non gli si inimicava mai, cosa rara sempre, rarissima in quel secolo di sì villane diatribe. (Carlo Promis)
  • Non vi fu quasi parte di letteratura che non venisse coltivata: elegante scrittore nelle lingue italiana e latina, dotto anche nella greca e nell'ebraica, scrisse eruditissimamente di teologia, filologia, giurisprudenza, usi e costumi antichi: mandò in luce, commentandoli, libri di antichi e di moderni scrittori: fu poeta ed istorico : diffuse lo studio dell'architettura militare mediante opere sue ed altrui: versato nelle meccaniche militari, siccome conoscitore degli autori greci ch'erano a que' tempi i migliori fonti, tentò non affatto infelicemente di connetterle colle pratiche moderne, cosicché non v'è altri che di questi e de' latini avesse per ogni minuta questione sì prontamente e copiosamente alla mano ogni squarcio, ogni parola. (Carlo Promis)

Bibliografia[modifica]

  • M. Gierolamo Magi d'Anghiari, al valoroso Signor Chiapino Vitelli, Cinque primi canti della guerra di Fiandra, Venezia, 1551.

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